Antinfiammatori: il 15% di chi li assume supera le dosi massime

Il 15% delle persone che assumono farmaci antinfiammatori non steroidei, come la comune aspirina, supera la dose massima consentita. È quanto afferma uno studio pubblicato da Pharmacoepidemiology & Drug Safety, secondo cui per questi pazienti cresce il rischio di effetti collaterali gravi, dall’emorragia agli attacchi cardiaci.

I ricercatori della Boston University hanno chiesto a 1.326 persone che avevano riportato un consumo di ibuprofene nel mese precedente di annotare per una settimana l’eventuale assunzione di farmaci. In totale il 55% dei partecipanti ha affermato di aver preso ibuprofene per almeno tre volte nella settimana, e il 16% ogni giorno. Inoltre il 37% dei partecipanti ha riportato di aver assunto almeno un altro antinfiammatorio, soprattutto aspirina o naprossene, ma solo metà del campione sapeva che i farmaci appartenevano alla stessa ‘famiglia’.

“Questi farmaci sono tra i più usati al mondo – spiegano gli autori – e possono avere effetti collaterali molto seri, ma sono presi spesso senza il controllo medico perché sono da banco”.

Tra gli effetti collaterali di questi farmaci vi sono, peraltro, anche effetti psicologici. È stato infatti riscontrato che gli antidolorifici da banco come paracetamolo o ibuprofene influenzano le nostre emozioni e stati d’animo, nonché la nostra capacità di provare empatia per il dolore altrui.

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