Antidepressivi in gravidanza: nuovi studi confermano i rischi per i bambini

I bimbi esposti in utero ad un comune tipo di antidepressivi potrebbero presentare un maggior rischio di complicazioni poco dopo la nascita e negli anni successivi. A confermare i pericoli legati all’uso degli antidepressivi durante la gravidanza sono due nuovi studi.

Il primo studio, condotto da Ulrika Norby ed i suoi colleghi della Lund University in Svezia, ha analizzato insieme i dati relativi a quasi 750.000 nascite nel paese dal 2006 al 2012. Circa il 2% dei bambini è stato esposto in utero a inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Secondo i risultati pubblicati sulla rivista Pediatrics, circa il 14% dei neonati esposti a tali inibitori sono stati ricoverati nell’unità di terapia intensiva neonatale dopo la nascita, rispetto all’8% di coloro che non sono stati esposti al farmaco. Il rischio aumentato era più pronunciato quando le madri avevano assunto SSRI nelle fasi avanzate della gravidanza.

“La stragrande maggioranza dei bambini esposti a SSRI durante la gravidanza non ha presentato problemi che richiedevano cure neonatali”, ha spiegato Norby. “L’aumento del rischio di malattie gravi è ristretto nel singolo caso”.

Nel secondo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati relativi a più di 56.000 bambini nati tra il 1996 e il 2010 in Finlandia, la maggior parte dei quali aveva meno di nove anni, per capire se chi era stato esposto agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina mentre era nell’utero, aveva più probabilità di presentare problemi cognitivi. Circa il 28% era stato esposto a SSRI durante la gravidanza. Un altro 17% è nato da madri depresse ma che non avevano assunto farmaci per combattere la condizione durante i nove mesi. Il rimanente 55% è venuto alla luce da madri che non avevano assunto SSRI e non erano depresse.

Secondo il Dr. Alan Brown della Columbia University di New York e colleghi, tra cui ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia, non sono stati evidenziati legami tra l’esposizione agli SSRI nell’utero e disturbi motori o nell’apprendimento scolastico nei bambini.

Tuttavia, come riferito su JAMA Psychiatry, per quelli le cui madri avevano assunto in gravidanza almeno due farmaci SSRI, il rischio di disturbi dell’eloquio e del linguaggio era il 37% più elevato rispetto a coloro le cui madri erano state colpite da depressione ma non avevano assunto farmaci e il 63% più elevato rispetto ai bambini nati da donne non depresse. “Esiste – ha dichiarato Brown – una possibile associazione tra SSRI durante la gravidanza e ritardi nell’eloquio e nel linguaggio”.

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