La minaccia dei ‘superbatteri’. Gli antibiotici naturali non causano resistenza?

La resistenza agli antibiotici di alcuni batteri “rappresenta una ‘minaccia catastrofica’ per la medicina e potrebbe causare la morte di pazienti che nonostante abbiano un basso rischio operatorio potrebbero perdere la vita per infezioni che non possono essere più curate”.  A lanciare l’allarme è Sally Davies, un ufficiale capo medico inglese, secondo cui è necessaria un’azione globale per combattere la resistenza antibiotica, o antimicrobica.

“Operazioni di routine come la protesi dell’anca o i trapianti di organo – ammonisce Davies – potrebbero rivelarsi mortali per il rischio di infezione”. Tra i ‘superbatteri’ più conosciuti vi è l’Mrsa, che da solo è stimato uccidere circa 19 mila persone l’anno negli Stati Uniti – molto più che l’Hiv e l’Aids – e un numero più o meno identico in Europa. Altri virus, inoltre, si stanno diffondendo. Casi di tubercolosi resistenti a tutti i farmaci disponibili si sono registrati negli ultimi anni e una nuova ondata di ‘superbatteri’ con una mutazione chiamata Nmd 1, che inizialmente si era sviluppata in India, si è ora diffusa in tutto il mondo.

Eppure una soluzione sembrerebbe esistere. Secondo una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista di settore International Journal of Antimicrobial Agents condotta dagli scienziati australiani del McMicken College e dell’Università del West Australia, gli antibiotici naturali non aumentano il rischio di sviluppo di resistenza da parte dei batteri.

Secondo lo studio l’utilizzo di sostanze antibatteriche di origine naturale non darebbe modo agli agenti patogeni di sviluppare antibiotico-resistenza rispetto alle corrispondenti sostanze di sintesi normalmente utilizzate in medicina. Tra queste vi è l’olio essenziale di “Tea tree”, l’albero del tè, una pianta spontanea australiana il cui nome botanico è Melaleuca Alternifolia.

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