Anice stellato (Illicium verum)

Famiglia: Illiciaceae

Habitat: Sud della Cina e Vietnam

Parte usata: Frutti

Costituenti principali:

– Oli essenziali (di cui anetolo: 80-90%)

– Tannini e acidi organici

Impiego:

Eupeptico, stomagogo, carminativo: l’utilizzo della tintura madre o della droga in taglio tisana come infuso è un ottimo rimedio in caso di problemi intestinali (come sviluppo di gas, diarrea) o digestivi. È consigliabile l’assunzione in combinazione con altre erbe officinali dotate della stessa attività, come ad esempio il finocchio, il cumino, l’anice verde, il carciofo e la genziana. Quest’ultime sono dotate tra le altre cose di principi attivi amari, indicati per favorire i processi digestivi del dopo-pasto.

– Antimicrobico e insetticida: l’olio essenziale di anice stellato è dotato di una potente attività anti-fungigna e anti-microbica, grazie soprattutto alla ricca componente fenolica.

Controindicazioni:

– Occasionali reazioni allergiche alla pelle, al tratto respiratorio e a quello gastrointestinale. L’assunzione è controindicata in soggetti allergici all’anice e all’anetolo; sono infatti riportati in letteratura scientifica casi di dermatite da contatto sia per la droga che per il principio attivo. È da notare che l’assunzione di quantità non elevate di olio essenziale (1,5g) può provocare nausea, vomito, convulsioni ed edema polmonare.

– È presente in natura una specie di anice stellato giapponese (Illicium anisatum) non commestibile, perché contenente una neurotossina (derivato sesquiterpenico) in grado di provocare gravi tossicità neurologiche e gastrointestinali, oltre a convulsioni, diarrea, vomito.

Scoperte recenti:

Alcuni studi indicano la possibilità di usare l’estratto di anice stellato come anti-battericida, in particolare nel caso della tubercolosi, andando ad interferire in alcune vie metaboliche del micobatterio. Possiede anche una debole attività anti-angiogenica (I.verum), utilizzabile in associazione a terapie anti-tumorali.

Curiosità:

– Il nome Illicium deriva dal latino illicere (attrarre), probabilmente a causa della fragranza emessa.

– Nel 1558 l’esploratore inglese Sir Thomas Cavendish portò i frutti della pianta per la prima volta in Europa e precisamente a Londra; arrivarono, quindi, nelle mani del farmacista di corte Hugo Morgan e di Jacob Garot dai quali Clusius ottenne un campione che descrisse nel 1601.

L’anice stellato è la fonte a livello industriale di acido shikimico, l’ingrediente primario usato per la sintesi di farmaci antivirali (come il Tamiflu®) usati ad esempio in patologie come l’influenza aviaria.

– L’anetolo, il componente principale dell’olio essenziale, è presente anche in altre piante officinali in quantità rilevanti, come l’anice verde e il finocchio.

Bibliografia:

Campanini E., Dizionario di fitoterapia e piante medicinali (2004) Tecniche nuove

Guo-Wei Wang, Wen-Ting Hu, Bao-Kang Huang, Lu-Ping Qin, Illicium verum: A review on its botany, traditional use, chemistry and pharmacology, Journal of Ethnopharmacology 136 (2011) 10–20

Huang Y, Zhao J, Zhou L, Wang J, Gong Y, Chen X, Guo Z, Wang Q, Jiang W., Antifungal activity of the essential oil of Illicium verum fruit and its main component trans-anethol, Molecules. 2010 Oct 27;15(11):7558-69.

Kim JY, Kim SS, Oh TH, Baik JS, Song G, Lee NH, Hyun CG, Chemical composition, antioxidant, anti-elastase, and anti-inflammatory activities of Illicium anisatum essential oil, Acta Pharm. 2009 Sep;59(3):289-300.

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