Amianto killer: Piemonte capofila di una rete nazionale per la bonifica

Il Piemonte sarà capofila di una rete nazionale contro l’amianto. Lo ha ribadito il ministro della Salute, Renato Balduzzi, che ha confermato la necessità di mettere a punto, in relazione alle tematiche connesse alla individuazione, bonifica, smaltimento dell’amianto e alla tutela della salute, modelli di intervento ispirati ad un approccio integrato estensibile a tutta la realtà nazionale.

Il ministero della Salute e la Regione studieranno dunque ora le linee di un progetto centrato sulle diverse aree tematiche, prevenzione, sorveglianza, diagnosi precoce e presa in carico dei casi.

Il progetto prenderà come riferimento la realtà piemontese, ma dovrà essere in grado di realizzare fin dall’inizio una rete nazionale per rafforzare a tutti i livelli le politiche di prevenzione, cura e di potenziamento della ricerca necessarie, secondo un approccio multidisciplinare e innovativo, costruendo un modello di intervento replicabile nelle aree del Paese maggiormente interessate dal problema.

Sebbene l’amianto sia presente su tutto il territorio nazionale, la bonifica disposta dalla legge 27 marzo 1992 – n. 257 è ancora lontana dall’essere ultimata. A far emergere le tante situazioni di pericolo tuttora esistenti è stata la sentenza di Torino a conclusione del ‘processo Eternit’ .

Nel febbraio scorso il Tribunale di Torino ha infatti condannato a 16 anni di carcere ciascuno il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier. I due rispondevano di disastro doloso per la morte di numerosi operai per l’amianto. Il tribunale ha ritenuto i due imputati colpevoli di disastro doloso solo per le condizioni degli stabilimenti di Cavagnolo (To) e CasaleMonferrato (Al). Per altri due stabilimenti il reato è stato dichiarato prescritto. Il pm Raffaele Guariniello aveva chiesto una condanna di 20 anni.

Si è concluso così il maxi processo Eternit in Italia. Iniziato nel 2009, quello per le vittime dell’amianto è stato un processo con oltre duemila morti, più di 650 malati, quasi 6.500 richieste di costituzione di parte civile.

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