Alzheimer, ieri la giornata mondiale

Si è celebrata ieri la 18esima giornata mondiale dell’Alzheimer, patologia che colpisce il 5% delle persone con più di 60 anni e che, in Italia, conta più di 800mila ammalati. Il problema preoccupa soprattutto nei paesi industrializzati, dove la popolazione invecchia sempre di più.

Il morbo è la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che comporta serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Talvolta ci vogliono anni scoprirla e ‘accertarla’: tre quarti dei 36 milioni di individui con demenza nel mondo non hanno una diagnosi e non possono pertanto beneficiare di cure e di informazioni sulla malattia. Nei paesi ad alto reddito, soltanto il 20-50% dei casi di demenza è riconosciuto e documentato.

Questi alcuni dei dati emersi dal Rapporto mondiale Alzheimer, presentato a New York e a Londra. “La mancata diagnosi – si legge nel Rapporto, redatto da un gruppo di ricerca guidato da Martin Prince, del King’s College di Londra – è spesso il risultato della falsa convinzione che la demenza sia parte del normale invecchiamento e che non ci sia nulla da fare, mentre invece trattamenti mirati possono fare la differenza”. Ciò vale in particolare allo stadio iniziale della malattia, “quando farmaci e interventi psicologici possono migliorare cognitività, indipendenza e qualità della vita”.

“La malattia di Alzheimer e le malattie neurodegenerative devono essere poste necessariamente tra le priorità nell’agenda globale per i prossimi anni. Le demenze rappresentano infatti una tra le maggiori cause di disabilita’ in particolare nella popolazione anziana”. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini alla vigilia della celebrazione della XVIII giornata mondiale dell’Alzheimer.

“I maggiori fattori di rischio associati all’insorgenza delle demenze – ha ricordato il sottosegretario – sono infatti correlati ai processi di invecchiamento. In una società con età media in aumento come quella italiana si prevede che queste patologie diventeranno nei prossimi decenni uno dei problemi più rilevanti in termini di sanità pubblica. In Italia attualmente si stima che siano oltre un milione i pazienti con demenza e circa ottocentomila i malati affetti da demenza di Alzheimer”.

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