Le virtù terapeutiche dell’aloe, il giglio del deserto

“Mi chiedi quali forze segrete mi sostenessero durante i miei lunghi digiuni? Ebbene, furono la mia incrollabile fede in Dio, il mio stile di vita semplice e frugale e l’aloe di cui scoprii i benefici alla fine del XIX secolo, al mio arrivo in Sud Africa”

Mahatma Gandhi

“Giglio del deserto”, “Pianta miracolosa”… Sono questi alcuni dei tanti appellativi con cui veniva chiamata l’aloe.
Conosciuta e venerata fin dall’antichità dai Cinesi e dagli Indiani e poi dai Greci, dai Romani, dagli Egizi e dai Sumeri per le sue numerose proprietà e virtù terapeutiche, l’aloe è oggi ampiamente studiata e riconosciuta anche a livello scientifico.

L’aloe vera appartiene alla famiglia delle piante Gigliacee-Aloe di cui fanno parte oltre 320 varietà (G.W. Reynolds nel 1950, classificò 350 specie di Aloe, ed oggi si contano 600 varietà di piante del genere Aloe) , ma soltanto 4 o 5 sono studiate per le loro proprietà salutari. Tra queste l’Aloe Barbadensis Miller (che prende il nome dalle isole Barbados), comunemente denominata “aloe vera”, e conosciuta anche come “Aloe Vulgaris di Lamark”, è la più nota e la più efficace.

E’ chiamata Giglio del deserto perché cresce in climi tropicali caldi e secchi e perché spesso viene scambiata per un cactus, perché come quest’ultimo è una pianta grassa che cresce in terreni aridi.
Può raggiungere un’altezza tra i 60 e i 90 cm., vive generalmente 5 anni, e le sue foglie verdi, carnose e contornate di spine, che possono raggiungere una lunghezza di 40-50 cm, sono rivestite da una membrana protettrice che permette di trattenere l’acqua piovana filtrata dalle radici e quindi di resistere a lunghi periodi di siccità completa. Attraverso il processo metabolico, l’acqua viene trasformata in quel gel trasparente, lucido e amaro dalle incredibili proprietà terapeutiche e medicinali.

L’aloe fiorisce in primavera o in autunno con fiori ripartiti in più steli, che nascono al centro della pianta e cui appartiene una gamma di colori che vanno dal bianco verdastro al rosso. Impiega dai quattro ai cinque anni per la maturazione, e per “maturazione” s’intende quando il gel contenuto nella pianta è al massimo del suo potere nutritivo.

Si racconta che Cleopatra fosse una grande consumatrice di aloe e quanto questa pianta l’aiutasse a conservare la sua leggendaria bellezza. Ed è proprio grazie alla sua benefica azione sulla pelle che l’aloe deve la nascita della sua “fama”. Grandissimo è infatti il suo potere idratante ed astringente perché questa pianta così come nel deserto è in grado di catturare e trattenere l’umidità e di richiudere poi i pori delle sue foglie per conservarla, allo stesso modo agisce sulla pelle.

Composto per circa il 50% di acqua, il gel dell’aloe è senza dubbio il miglior idratante naturale di origine vegetale conosciuto. Il suo potere idratante che viene stimato tre volte superiore a quello dell’acqua, permette di apportare rapidamente alla pelle tutti gli elementi nutritivi di cui è ricca la pianta. In più grazie all’alto contenuto di antiossidanti di cui è composta,come ad esempio la vitamina E, l’aloe apporta un prezioso contributo nella lotta contro i radicali liberi, principali nemici dell’invecchiamento cutaneo.

Inoltre grazie al suo potere di regolarizzare il pH della pelle ed ai suoi componenti analgesici, antiallergici, cicatrizzanti e antinfiammatori, si presenta come una eccellente stimolatrice nella rigenerazione delle cellule e quindi preziosa per la cura di bruciature, tagli, ferite, acne e punture d’insetti. Negli Stati Uniti è il rimedio domestico più usato e più conosciuto per le sue proprietà idratanti ed emollienti e per la cure delle bruciature e di piccole ferite.
A tale proposito, la leggenda narra che Alessandro Magno volle conquistare l’isola di Socrota nell’Oceano indiano per avere una buona riserva di Aloe per curare le ferite dei suoi soldati dopo le battaglie.

Conosciuta come “Fontana della Giovinezza” presso gli Indiani Seminole della Florida, che credevano fortemente nei suoi poteri di ringiovanimento, “Guaritrice silenziosa” presso gli Indù e “Rimedio Armonioso” presso i Cinesi, usata dai Maya per nutrire i neonati e dagli Zulù come antiparassitario, cicatrizzante e disinfettante intestinale, ancora oggi l’aloe viene utilizzata nelle Filippine come latte per guarire dalle infezioni renali. Si può dire dunque affermare che le virtù medicinali dell’Aloe sono riconosciute dai molteplici popoli appartenenti a differenti civiltà della terra.

Tutti i composti di aloe non sono costituiti unicamente dalla polpa, bensì anche dalla foglia intera, la quale deve essere pressata a freddo per conservarne l’integrità. Le sostanze ottenute devono poi essere separate, attraverso il filtraggio dei principi amari che potrebbero rivelarsi irritanti e contenere delle contro-indicazioni… Il notevole interesse terapeutico dell’Aloe vera è costituito dal quantitativo eccezionalmente elevato di “Mucopolisaccaridi”, una classe di zuccheri che si trovano in ogni cellula del nostro corpo e che siamo in grado di produrre da soli soltanto nei primi dieci anni di vita. Questi Mucopolisaccaridi attivi agiscono in un’armoniosa sinergia con gli altri numerosi principi nutritivi che contiene la pianta: vitamine, B-carotene, B1,B2,B3,B6, B9, B12 (vitamina presente in pochissimi vegetali, che rende l’Aloe essenziale a chi adotta una dieta vegetariana), C, E (A e B10 e non B9), oligoelementi, minerali come manganese, zinco, ferro, potassio e rame, enzimi, lipoproteine e aminoacidi.

Oggi, per uso interno, l’aloe viene utilizzata come stimolante delle funzioni digestive, per ridurre problemi intestinali, per neutralizzare gli acidi gastrici ed aiutare nei casi di stitichezza e ulcere gastriche; agisce anche come antibiotico, fungicida e antivirale. Sulla base di recenti ricerche si è scoperto che l’Aloe può anche aiutare ad allungare la durata di vita di pazienti malati di cancro stimolando il loro sistema immunitario. (Due ricercatori, Wombe e Hedermann, hanno scoperto che l’Acemannano, un polisaccaride contenuto nell’Aloe vera, comporta il rilascio di interferone, interlukine e TNF (Tumor Necrosis Factor). In questo modo il sistema immunitario è stimolato a proteggerci da virus, batteri, funghi e cellule cancerogene. Inoltre sostanze contenute nell’Aloe Vera come l’Aloctina A hanno una funzione antinfiammatoria. L’Aloe è così molto utile in casi di artriti o contusioni, distorsioni e tendiniti). I ricercatori del Cancer Immunology e Immunotherapy hanno infatti scoperto che l’aloe favorisce la crescita di cellule normali (non malate) e che risveglia il sistema immunitario, producendo sostanze attivanti e anticancerogene.

In più l’aloe è considerata una pianta “ adattogena”, cioè che agisce soltanto dove necessita e dove è richiesta la sua azione; laddove non è richiesto il suo aiuto contribuisce a rinforzare il sistema immunitario di tutto l’organismo e ne ripristina il normale equilibrio.

Una curiosità

In tempi moderni l’Aloe è stato usato per preparare liquori: è uno dei componenti del Fernet, noto amaro con virtù digestive.

Fonte: terranauta.it

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