Allevamenti: Ue vieta uso preventivo di antibiotici

No all’uso preventivo degli antibiotici negli allevamenti. Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione per vietare la somministrazione di massa dei farmaci agli animali, pratica che sta incentivando l’antibiotico resistenza, divenuta ormai un’emergenza mondiale. Si prevede infatti che entro il 2050 la resistenza agli antibiotici provocherà più morti del cancro e del diabete.

“Questo storico voto – spiega in una nota Ciwf-Italia, membro dell’Alleanza per Salvare i Nostri Antibiotici – che dovrà essere confermato dal Consiglio dell’Unione europea, vieta l’uso di massa e su gruppi di animali a partire dal 2022”. La nuova legge non esclude di curare gli animali, e neanche esclude di somministrare gli antibiotici ai singoli animali che sono a rischio di sviluppare patologie che poi possono trasmettersi al gruppo.

Come denuncia l’associazione animalista, l’uso eccessivo degli antibiotici negli allevamenti avviene per compensare le scarse condizioni di benessere degli animali. Ciò, insieme con il sovraffollamento, favorisce lo sviluppo di batteri resistenti che possono infettare anche le persone.

“Il 73% degli antibiotici consumati nel mondo – aggiunge Ciwf-Italia – sono utilizzati negli allevamenti. In Italia circa il 70% degli antibiotici venduti sono destinati ai cosiddetti “animali da reddito”.

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