Allenare il cervello: la cura senza farmaci contro la demenza senile

Entro il 2020, il numero delle persone con più di 65 anni supererà nel mondo quello dei bambini con meno di 5 anni, mentre entro il 2040 quello delle persone con più di 80 anni sarà cresciuto del 233 per cento. In Italia nel 2040 il 32,6 per cento della popolazione avrà più di 65 anni, il 10,4 per cento più di 80.

Lettura ad alta voce, esercizi di matematica, interazione verbale. Per fronteggiare la demenza senile è fondamentale allenare il cervello. A ribadirlo è stato lo scienziato giapponese Ryuta Kawashima nel corso di un incontro tenutosi il 21 settembre scorso all’Università di Milano-Bicocca. L’incontro è stato organizzato dai ricercatori dell’ateneo con i quali lo studioso giapponese ideatore del videogioco ‘Brain training’ collabora ad un importante progetto internazionale sull’Ageing Society.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati alcuni percorsi innovativi per migliorare la qualità della vita delle persone anziane: dalla limitazione della decadenza mentale al miglioramento della mobilità.

“La ‘Learning therapy for the senile dementia’ – ha spiegato Ryuta Kawashima nel corso del suo intervento – è una risposta al problema del decadimento delle capacità cognitive degli anziani. Si tratta di un percorso di formazione, ormai somministrato a più di diecimila persone in Giappone, solo lo scorso mese sono stati in 15 mila a partecipare”.

La ‘cura’ Kawashima si basa “su semplici operazioni con i numeri fatte con carta, matita, lettura ad alta voce e interazione verbale con un allenatore”. Tale sistema, ha aggiunto Kawashima, “è stato anche il punto di partenza per lo sviluppo del mio videogioco, il ‘Brain Training’”. L’effetto ottenuto è quello di mantenere in esercizio e migliorare la funzione pre-frontale, compresa quella cognitiva, la capacità di comunicazione e d’indipendenza.

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