Usa, allarme al parco Yosemite: 10mila persone a rischio contagio

È allarme al parco nazionale di Yosemite, in California. Sono infatti 10mila le persone che rischiano di aver contratto il virus che finora ha provocato la morte di due persone che si sono ammalate dopo aver trascorso una vacanza in un campeggio nel famoso parco americano. I responsabili dei Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia sanitaria federale, hanno avvisato che tutte le persone che hanno trascorso un periodo nel Curry Village tra giugno ed agosto devono prestare attenzione eventuali sintomi dell’insorgere della malattia, provocata da un raro hantavirus che viene trasmesso dai roditori.

Al momento sono sei i casi confermati di grave infezione polmonari che in due casi ha provocato la morte dei pazienti.
“Stiamo contattando chi ha soggiornato nell’area e ci stanno contattando coloro che hanno visitato il parco. Quello che vogliamo è essere il più possibile trasparenti: per noi quello che è più  importante è la sicurezza dei visitatori e dei dipendenti”, hanno affermato le autorità del parco Usa.

Le prime due vittime a causa del virus avevano soggiornato presso le cabine ‘Signature’ all’inizio di agosto e sono decedute in seguito a una grave infezione polmonare causata dall’Hantavirus. Il nome deriva dal fiume Hantas, in Corea del Sud, dove è il virus è stato isolato per la prima volta. Il virus viene trasmesso da roditori tramite saliva, feci, urine contaminate o respirando l’aria in ambienti chiusi e piccoli in cui vi sono tracce, ha fino a sei settimane di incubazione e nessuna cura disponibile.

Già nel 2010 il dipartimento della sanità della California aveva messo in guardia le autorità del parco sulla necessità di rafforzare le ispezioni per il controllo dei roditori: il 18% dei topi catturati per controllare l’area, infatti, era risultato positivo all’Hantavirus. Il 25 aprile scorso è entrata in vigore nel parco la nuova politica Hantavirus per fornire un ambiente sicuro, e “privo di pericoli che potrebbero causare seri problemi fisici o la morte”. Solo nel 2011 la metà dei 24 casi di Hantavirus negli Stati Uniti hanno portato al decesso di chi aveva contratto l’infezione.

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