Un’alimentazione corretta può rallentare l’Alzheimer?

L’alimentazione può avere un ruolo importante nella progressione dell’Alzheimer, la forma più diffusa di semenza senile. I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista «The Lancet Neurology» dimostrano che l’assunzione una volta al giorno di un supporto composto di diversi nutrienti può porre un argine alla progressione del processo neurodegenerativo. 

Il cocktail sperimentale, non riproducibile in proprio, era composto da acidi grassi omega 3, fosfolipidi, vitamine del gruppo B (B6, B12 e acido folico), vitamine C ed E, selenio, colina e uridina monofosfato.

La ricerca ha coinvolto 311 pazienti con Alzheimer in stadio iniziale arruolati da undici centri di quattro nazioni: Finlandia, Germania, Olanda e Svezia.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: al primo è stata fornita per due anni la bevanda funzionale in studio, all’altro una bevanda di controllo di pari contenuto energetico. È stato così constatato il beneficio consistente nella riduzione dell’atrofia cerebrale: nello specifico dei volumi dell’ippocampo (responsabili dei deficit di memoria) e dei ventricoli (risultano dilatati nei malati di Alzheimer).

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