Adiponectina

L’adiponectina è secreta esclusivamente dal tessuto adiposo, ha proprietà antiaterogene, antinfiammatorie e insulino-sensibilizzanti. È molto abbondante nel plasma, in rapporto agli altri ormoni, e i suoi livelli sono inversamente correlati con l’indice di massa corporea (IMC). Negli obesi la perdita di peso comporta incrementi dei livelli di adiponectina e miglioramento della sensibilità all’insulina.
I livelli plasmatici sono significativamente bassi nei soggetti obesi, nell’insulino-resistenza, nella sindrome metabolica (MBS), nel diabete tipo 2 associato ad obesità e nella malattia coronarica.

Gli effetti metabolici dell’adiponectina interessano l’omeostasi del glucosio e il metabolismo degli acidi grassi, attraverso un’azione primaria a livello del muscolo e del fegato. Essa aumenta la sensibilità epatica all’insulina e riduce la neoglucogenesi epatica, incrementa l’assunzione di glucosio da parte degli adipociti e dei miociti, incrementa nel muscolo l’ossidazione di acidi grassi liberi e previene l’incremento di acidi grassi liberi e trigliceridi a seguito di una dieta ad alto contenuto di grassi.

Gli effetti antinfiammatori dell’adiponectina comprendono sia la soppressione della produzione di citochine infiammatorie, come TNF-α e IL-6 , proteina C e fattori di crescita, sia la modulazione dell’espressione della citochina antinfiammatoria IL-10 nei monociti e macrofagi.
Il TNF-α altri diversi marker infiammatori (IL-6, proteina C reattiva, SAA, tPA, MCP-1) e i glucocorticoidi sopprimono la produzione di adiponectina e ne regolano quindi i livelli.

Gli effetti antiaterogeni comprendono una modulazione della risposta infiammatoria dell’endotelio e un effetto diretto antiaterogeno mediante inibizione dell’adesione monocitaria, della trasformazione macrofagica e della proliferazione di cellule muscolari lisce. L’adiponectina raggiunge le pareti vascolari danneggiate legando il collagene sottoendoteliale e può contrastare l’adesione dei monociti alle cellule endoteliali inibendo l’espressione delle molecole di adesione, la proliferazione delle cellule muscolari lisce e l’accumulo di colesterolo nei macrofagi. Inoltre, ha un ruolo di protezione dalla rottura della placca aumentando l’espressione dell’inibitore tessutale delle metalloproteinasi. Le metalloproteinasi della matrice sono secrete dai macrofagi, giocano un importante ruolo nella vulnerabilità della placca e vengono inibite dal loro specifico inibitore tessutale la cui produzione è aumentata dall’adiponectina attraverso la sintesi di IL-10.

Gli effetti antiangiogenici comprendono l’inibizione della proliferazione delle cellule endoteliali e la promozione dell’apoptosi con conseguente effetto antitumorale. Viceversa, in caso di danno vascolare, l’adiponectina regola la risposta endoteliale al danno sopprimendo l’apoptosi delle cellule endoteliali e stimolando l’angiogenesi con conseguente limitazione dell’ischemia.
Altri effetti dell’adiponectina comprendono la regolazione della proliferazione e della differenziazione degli osteoblasti.

L’espressione dell’mRNA dell’adiponectina è assente nei preadipociti, aumenta durante il processo di differenziazione ed  è ridotta nei ratti obesi e diabetici.
I recettori dell’adiponectina sono stati trovati in particolare nei muscoli scheletrici (Adipo-R1), nel fegato (Adipo-R2) e nelle cellule endoteliali (Adipo-R1), ma sono presenti anche nel cuore, nel cervello, nelle cellule β del pancreas, nelle cellule endoteliali, nelle cellule ossee in formazione, nell’ipotalamo, negli adipociti e nella placenta. Nei muscoli scheletrici (Adipo-R1), l’adiponectina attiva l’AMPK (adenosin-monofosfato-kinasi) e promuove l’ossidazione lipidica (inibendo l’acetil-CoA carbossilasi mediante fosforilazione), mentre nel fegato (Adipo-R2) aumenta la sensibilità insulinica e riduce la steatosi.

I livelli dei due recettori diminuiscono in risposta ad aumenti fisiologici e fisiopatologici di insulina. Negli obesi e nel diabete tipo 2 si hanno bassi livelli di adiponectina nel plasma e ridotta espressione del recettore Adipo-R1. Negli obesi, dopo dieta ipocalorica e riduzione di peso, si ha un aumento dell’espressione degli adipo-R1 con aumento della sensibilità all’insulina e miglioramento dei parametri metabolici. L’espressione degli adipo-R2 non cambia per effetto della dieta.

La secrezione di adiponectina e l’espressione dei suoi recettori è regolata anche dagli ormoni ipofisari (il trattamento con GH aumenta l’espressione degli adipo-R2, ma non quella degli adipo-R1). L’adiponectina, a sua volta, inibisce il rilascio di GH ed LH agendo quindi come un segnale tra la situazione metabolica e il controllo endocrino della riproduzione e dell’accrescimento, come proposto per la leptina.
Un aspetto interessante da sottolineare è che i livelli circolanti di leptina sono inversamente correlati a quelli di adiponectina negli animali obesi e magri. Ne consegue che queste due adiponectine convogliano differenti segnali metabolici all’asse somatotropico e a quello riproduttivo.

La concentrazione di adiponectina è legata al sesso ed è più alta nelle donne rispetto agli uomini. Questo dimorfismo sessuale si produce durante lo sviluppo puberale in rapporto al livello di androgeni. Nelle donne sane la concentrazione di adiponectina aumenta significativamente con l’età ed è inversamente correlata con la massa di grasso viscerale.
Con la menopausa i livelli più elevati di testosterone, più bassi di SHBG si associano ad una diminuita produzione di adiponectina, insulino-resistenza, diminuzione del colesterolo HDL e aumento del colesterolo LDL e trigliceridi.
In uno studio condotto su uomini anziani, è stato ipotizzato che l’SHBG sia regolato dall’adiponectina e che vi sia un effetto inibitorio del testosterone sul gene dell’adiponectina.

Nei soggetti sani di peso normale la secrezione di adiponectina è soggetta a pulsazioni ultradiane e variazioni circadiane con una diminuzione del 30% durante la notte. Questa variazione diurna è persa nei soggetti obesi o diabetici e ricompare dopo perdita di peso.
Giovani adulti, nati con un peso ridotto per l’età gestazionale, sono caratterizzati da livelli plasmatici di adiponectina più bassi rispetti a quelli con peso normale e maggiore predisposizione alla MBS.

I livelli di adiponectina urinaria sono significativamente più elevati nei pazienti diabetici nefropatici con macroalbuminuria e sono correlati all’albumina urinaria. In questi soggetti i livelli di adiponectina sono elevati e ciò suggerisce che sussista un meccanismo compensatorio di aumentata adiponectina circolante, per limitare il danno microvascolare nella nefropatia diabetica avanzata.

Per ulteriori approfondimenti su questo argomento si rinvia al testo Multidisciplinarietà in Medicina.

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