ADHD: troppe diagnosi e passaggio automatico ai farmaci

“Va disincentivato il passaggio automatico dalla diagnosi di Adhd al trattamento farmacologico, cercando piuttosto di approfondire i contesti familiari, scolastici e di personalità dove si sviluppano le problematiche dell’attenzione e dell’iperattività”.

È quanto ha spiegato Vittorio Lingiardi, professore ordinario in Psicologia Clinica presso la facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, in riferimento al dibattito sulla sindrome da iperattività presente nel nuovo Manuale dei disturbi mentali (Dsm 5) .

“La diagnosi di disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività – prosegue Lingiardi – è molto complessa e dotata di scarsa validità. Si tratta di un disturbo difficile da diagnosticare, e diagnosticato troppo frequentemente”.

Un aspetto, quest’ultimo, rilevato anche da due recenti studi uno canadese, l’altro statunitense, che sollevano nuovi motivi di preoccupazione verso l’ADHD (Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione, bambini troppo agitati e distratti, nota della redazione di “Giù le Mani dai Bambini). Secondo uno studio effettuato alla University of British Columbia di Victoria da un’équipe guidata da Richard L. Morrow, ogni anno – tra i ragazzi più giovani di ogni classe scolastica – l’Adhd viene sovradiagnosticato.

Il nuovo manuale dei disturbi mentali (Dsm 5) ha sollevato numerose critiche. Alessandro Salvini, professore emerito di psicologia clinica all’Università di Padova, in un’intervista all’agenzia di stampa Dire ha definito il manuale, la cui prossima pubblicazione è prevista per maggio 2013, come il “manuale americano, guidato e dominato dalle case farmaceutiche che investono milioni di dollari sui suoi componenti per ricavarne miliardi successivamente”.

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