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Viaggiare? Una piacevole medicina


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Viaggiare? Una piacevole medicina

Viaggiare - e quindi staccare la spina dagli impegni quotidiani per concedersi pause di piacere – può allungare la vita e, in particolare, ridurre il rischio d’infarto (o altri eventi cardiovascolari) e di depressione promuovendo allo stesso tempo la salute del cervello.

È quanto emerge da uno studio a cura della Global Commission on Aging and Transamerica Center for Retirement Studies, in partnership con l’U.S. Travel Association.

Dalla ricerca è emerso che le donne che andavano in vacanza o facevano un viaggio di piacere soltanto ogni 6 anni o meno avevano un rischio significativamente più elevato di essere vittime di un infarto o morte coronarica, rispetto alle donne che invece almeno due volte l'anno si concedevano una vacanza. Per quanto invece riguarda gli uomini che non si prendevano almeno una vacanza annuale, lo studio ha mostrato che avevano un rischio del 20% più elevato di morte per tutte le cause e circa un 30% maggiore rischio di morte per malattie cardiache.

Secondo gli esperti dopo soltanto un giorno o due di vacanza l’89% dei partecipanti allo studio ha visto significativi cali dello stress.



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