Omeopatia

Frans Vermeulen e Linda Johnston. Intervista di Roberto Petrucci a Redondo Beach (California), durante il LXV Congresso LMHI

Fonte: Il Medico Omeopata


CATEGORIE: Omeopatia

L’ideazione di questo appuntamento è nata nel 2007 a Heidelberg, durante il fantastico ventennale di Homeopathic Links, con oltre 1.000 partecipanti, tre giorni di delirio omeopatico (in senso buono) … quasi un sogno. Durante questa favolosa kermesse hahnemanniana, ebbi l’occasione di parlare più volte con Frans Vermeulen, che mi fu gentilmente presentato da Dale Emerson di Archibel (Radar). Oltre ad avere il piacere di conoscere un personaggio di assoluto spicco nel mondo dell’Omeopatia, mi accorsi di avere a che fare, come spesso accade con i grandi omeopati, con una persona affabile, simpatica, dallo spessore umano fuori dal comune e, circostanza favorevole allo scopo che ci eravamo prefissi, assolutamente felice di tornare in Italia a insegnare, per ragioni non solo omeopatiche, ma come dire … anche culinarie ed enologiche.

L’incontro con Frans Vermeulen fu portatore di un’altra importante conquista. Infatti, durante uno dei nostri colloqui si avvicinò a noi Jeremy Sherr, anche lui “caduto nella rete” di un seminario italiano l’anno scorso, chiedendo a Vermeulen alcuni suggerimenti per un nuovo proving da intraprendere, in vista anche del lavoro che avrebbe iniziato di lì a poco in Tanzania per curare i numerosissimi malati di AIDS di quel paese. Frans Vermeulen suggerì a Jeremy il proving di un fungo patogeno opportunista, Cryptococcus Neoformans, che aveva descritto nel suo “Kingdom Fungi” secondo volume della sua monumentale Spectrum materia medica per regni, che vedrà tra poco uscire i volumi dedicati al Regno Vegetale, dopo Fungi e Kingdom Monera già pubblicati. Alla domanda di Jeremy, da chi posso farmi preparare il rimedio, Frans mi indicò e disse: “Dai Laboratori Cemon”. Furono presi rapidamente gli accordi e preparata la sostanza, nel Gennaio successivo iniziò il proving, un meraviglioso proving, di cui purtroppo a oggi non è stato ancora pubblicato nulla, che è stato raccontato lo scorso Ottobre a Cortona da Jeremy Sherr, con l’ausilio anche di tre simpaticissime provers inglesi. Ho notizia che il rimedio è stato utilizzato più volte e con successo in Tanzania e questo ci riempie di soddisfazione.

Ma veniamo a parlare un po’ più nello specifico dei nostri relatori. Mi ha sempre incuriosito Frans Vermeulen, come autore di testi di Medicina Omeopatica, perché ha scritto ben tre Materie Mediche differenti e si accinge, con la monumentale e già in corso di pubblicazione, Spectrum Materia Medica, divisa per Regni Naturali, a scriverne una quarta. Perché tante MM? Credo, ma questa è una mia opinione personale, che Frans Vermeulen stia inseguendo la “Materia Medica Perfetta”, forse non la raggiungerà mai, ma dai suoi sforzi sono derivate tonnellate di informazioni preziose per tutti gli omeopati del mondo. Il volume uno della Materia Medica Omeopatica Sinottica (ed. italiana Salus Infirmorum), vuole essere una sorta di sommario, compilato nel modo più sintetico possibile, dei rimedi più utilizzati. La Concordant Materia Medica espande molto il discorso, raccogliendo moltissimo materiale dei maggiori autori classici, come Allen, Boericke, Boger, Cowperthwaite, Hering, von Lippe, Pulford, Clarke e Kent, evitando le ripetizioni e selezionando le “solide certezze” tra questo materiale. Il secondo volume della Materia Medica Omeopatica Sinottica (ed. italiana Salus Infirmorum), si occupa esclusivamente dei rimedi considerati piccoli e si può reputare il precursore del Prisma, perché fornisce numerosissime informazioni sulla sostanza dal punto di vista chimico, botanico e dell’uso tradizionale. Il Prisma infine ricalca la stessa struttura della Sinottica 2, ma con l’intento di allargare le informazioni sui rimedi presenti nella Sinottica 1 e nella Concordant, anche con informazioni non strettamente omeopatiche, ma basilari per un’analisi differenziale corretta.

Kingdom Monera (Bacteria e Virus) e Kingdom Fungi sono i due volumi già usciti del grande progetto della Spectrum Materia Medica, che ha come obiettivo di creare una serie di volumi, ciascuno dei quali si occuperà di un unico regno naturale. La lista dei rimedi è quella del Synthesis 9.1. Molti di questi sono senza sintomi. La divisione è fatta in base ai sistemi di classificazione attuale, cioè di classe, ordine, famiglia, genere, specie, ma puntando sugli ultimi studi nel campo della tassonomia, che vanno a porre l’accento più sul DNA della sostanza che sulle somiglianze morfologiche.

Le informazioni sono costituite da dati di scienze naturali, la mitologia, oltre alla Materia Medica e casi clinici. Sono inoltre contenute innumerevoli informazioni utili a chi cerchi un riferimento, sia per una prescrizione miasmatica, sia che basi il suo lavoro o quel caso specifico su Temi e Famiglie, piuttosto che sul Sensation Method di Rajan Sankaran o sulla Tavola Periodica di Jan Scholten. Si tratta di uno strumento informativo a prescindere dal metodo utilizzato per effettuare la prescrizione. Ci avviciniamo alla “Materia Medica Perfetta”!
Nel suo cammino di Omeopata e di uomo, Frans Vermeulen ha incrociato il proprio sentiero e lo ha unito, nel lavoro e nella vita, con un’altra famosa omeopata, Linda Johnston. Frans e Linda si sono sposati l’anno scorso e la loro unione ricorda “grandi coppie” di omeopati dei giorni nostri, come Roger Morrison e Nancy Herrick, Rajan Sankaran e Divya Chhabra, Paul Herscu e Amy Rothenberg. Il loro lavoro si completa in modo quasi perfetto, essendo Linda Johnston un’eminente clinica, consentendo in questo modo a Frans Vermeulen di pescare tra i suoi innumerevoli casi per arricchire e confermare le informazioni che mano a mano inserisce nel suo monumentale lavoro. Molto interessante il nuovo libro di Linda Johnston, presentato durante il 65° Congresso della L.M.H.I. lo scorso maggio in California, “The Child’s World” nuovo approccio al trattamento omeopatico dei bambini, che speriamo sia al più presto stampato anche in Italiano.

Il seminario sarà quindi un interessante percorso tra un nuovo modo di raccogliere e reperire informazioni, anche di rimedi non ben conosciuti, il modo di applicarle a qualsiasi approccio si utilizzi per lavorare e la conferma e l’interpretazione del linguaggio del paziente con i meravigliosi casi di Linda Johnston.
Tutto questo è evidenziato nella successiva intervista realizzata dal Roberto Petrucci con i nostri prossimi ospiti, durante il congresso di Redondo Beach.

FRANS VERMEULEN – LINDA JOHNSTON INTERVISTATI DA ROBERTO PETRUCCI

Ciao Linda, Ciao Frans, ci siamo già incontrati a Mumbay, ora siamo a Redondo e ci incontreremo di nuovo in autunno in Italia per il vostro seminario. La prima domanda: come mostrate in un seminario il vostro modo di lavorare, quali sono le vostre caratteristiche principali?
F.V. - Vogliamo discutere di come la conoscenza della MM e la classificazione per famiglie possano aiutarci nella pratica clinica. Vogliamo proporre un metodo per lavorare in questa direzione, utilizzando sia i casi di Linda, sia materiale non omeopatico, per delineare un quadro concettuale in cui poi inserire le tematiche delle famiglie, gli aspetti chimici e botanici dei differenti rimedi. Entreremo in profondità, proprio grazie ai casi che presenteremo.
L.J. - L’idea delle famiglie non è nuova in omeopatia, viene utilizzata già da dieci anni e ci sono testimonianze storiche che ci dicono che vi facevano ricorso anche omeopati del secolo scorso. Frans propone di individuare i membri di ciascuna famiglia di rimedi, per capire quali sono le qualità che hanno in comune. In questo modo sapremo riconoscerle nei vari casi che affronteremo e capire come orientare il ragionamento. Invece di imparare i singoli rimedi a memoria, possiamo raggrupparli in funzione delle loro qualità per famiglie. A questo punto, conoscendo quello che i rimedi nelle varie famiglie hanno in comune, possiamo riconoscere queste qualità a livello clinico nei nostri pazienti. Ma non solo questo, Frans proporrà delle nozioni di botanica, di chimica, faremo il collegamento tra la scienza e il nostro modo di lavorare, quindi l’esperienza clinica andrà di pari passo con le nozioni scientifiche, non parleremo solo delle famiglie, ma impareremo a differenziare i vari rimedi all’interno di ogni famiglia.

Mi interessa molto questa idea di passare in rassegna la MM dei rimedi sconosciuti.
F.V. - Ebbene, dobbiamo imparare qual è il posto dei rimedi che non conosciamo, essi occupano comunque un posto all’interno della MM. Noi ci concentriamo esclusivamente su quello che conosciamo, ma se contempliamo anche rimedi che non conosciamo a quel punto daremo a noi
stessi la possibilità di utilizzare cose che al momento ci sono ignote e lo potremo fare seguendo il metodo che andremo a proporre.
L.J. - In realtà a livello clinico questo già accade, molte volte, quando vediamo un paziente e riconosciamo la tematica di una famiglia, sappiamo che quel paziente ha bisogno di un rimedio di una determinata famiglia. Ma qual è il rimedio giusto? Sulla base di quello che c’è sulla MM, probabilmente può accadere che non troviamo la corrispondenza esatta, a quel punto le nozioni di botanica e di chimica, ci possono aiutare a trovare il rimedio corrispondente a quel paziente, anche se si tratta di un rimedio che ancora non conosciamo, ma che però è presente in quella famiglia.

Il problema è che prescriviamo sempre e solo quello che conosciamo.
F.V. - Certo, ma possiamo prenderli in considerazione, possiamo contemplare che vi siano delle cose che ancora non conosciamo, ma che hanno un posto nella MM. Poi possiamo decidere se utilizzare o meno queste informazioni, è chiaro che ricorrere a qualcosa che non si conosce, richiede una certa dose di coraggio. Alcuni di noi ancora operano prescrivendo sulla base di molti sintomi.

A volte può essere sufficiente anche una sola tematica.
F.V. - Sono d’accordo con te, ma non tutti hanno questo coraggio, alcuni di noi ancora ritengono che ci vogliano dieci, cento sintomi, per avere una conferma. Ecco perché a volte c’è un rimedio che conosciamo bene, ma in quella stessa famiglia è presente un rimedio che non conosciamo bene o che non conosciamo affatto, che potremo voler prescrivere comunque.
L.J. - Per esempio poniamo che ci siano due rimedi molto vicini uno all’altro, a livello botanico e chimico, presentano però delle differenze, uno può avere effetti sul sistema nervoso, l’altro su quello cardiovascolare, ne conosciamo uno, abbiamo però un paziente che ha problemi con un sistema
organico diverso. Se conosciamo la vita di questa pianta, la chimica di questa pianta, possiamo decidere di prescrivere un rimedio che non conosciamo bene. Non si tratta di una prescrizione alla cieca, ma basata comunque su dei principi scientifici. Potremo per esempio voler operare questa scelta, è come avere sei pennarelli, noi pensiamo che il mondo abbia solo sei colori, ma esistono anche scatole di pennarelli da 48, da 96 colori, a quel punto possiamo fare una scelta basata su una serie molto più ricca di sfumature.

Ci date qualche anticipazione sul seminario di Ottobre a Verona? Quali temi, quali famiglie tratterete?
L.J. - Non dobbiamo tirare subito fuori il coniglio dal cappello. Però possiamo dire che quando insegniamo partiamo sempre da un caso. C’è un paziente, non sappiamo ancora a quale famiglia appartiene, dobbiamo ascoltarlo. E’ chiaro che annunciamo quali famiglie tratteremo, in modo che i partecipanti possano avere un’idea dei temi che si andranno a sviluppare. Ma ci piace fare in modo che il seminario sia il più aperto possibile, in modo che tutti possano imparare qualcosa e dare il loro contributo. Quindi, presentiamo un caso, dimostriamo quali sono le tematiche familiari, Frans entra nel dettaglio, a quel punto la sostanza del caso diventa sempre più chiara.
F.V. - Quegli stessi elementi possono essere riconosciuti anche nel caso successivo. Il primo risulta quindi un caso aperto, non si sa quale direzione prenderà, in seguito, analizzando i vari casi, si capisce quali sono i punti chiave della famiglia che sono poi riconoscibili nei casi successivi.
L.J. - Quindi avremo 5 o 6 casi, corrispondenti a rimedi della stessa famiglia.  Presentandoli uno accanto all’altro sarà più facile riconoscerne le sfumature, le differenze e le tematiche in comune. Nella nostra pratica clinica, vediamo magari un giorno un paziente che corrisponde a un rimedio e poi, dopo settimane, magari mesi, un altro paziente con un rimedio della stessa famiglia. In questo caso, facciamo fatica a differenziare. Vedendoli uno dopo l’altro, potremo vedere qual è il filo conduttore e operare anche una migliore analisi differenziale.
F.V. - Nella nostra conferenza in Italia parleremo dei rapporti interpersonali, dei rapporti di una persona con un’altra persona. C’è molta varietà in questi rapporti e vogliamo sottolineare che la varietà della relazione interpersonale è coperta dalla varietà delle famiglie.
L.J - I rapporti con una determinata persona sono sempre unici, il rapporto che ho con una persona è diverso da quello che ho con un’altra. In inglese parliamo di Troublesome and Twosomes. I Twosomes sono le due persone che possono avere una relazione problematica e dobbiamo capire qual è la natura della difficoltà nella relazione interpersonale. La difficoltà di una relazione interpersonale è differente a seconda dei soggetti. Non è possibile dire: il mio paziente ha problemi di relazione, quindi è questo rimedio.
F.V. - Bisogna capire la natura della difficoltà della relazione per individuare a quale famiglia e a quale rimedio di quella famiglia corrisponda. Non parleremo tanto delle singole tematiche, quanto del rapporto interpersonale.

Bene Linda e Frans, impareremo davvero tanto da voi. In Italia vi mostreremo delle altre famiglie, quella della pasta e quella del vino, vi aspettiamo.
L.J. - So per esperienza che si impara molto meglio quando si mangia un buon piatto di pasta italiano…


Nota: il seminario si terrà dal 15 al 17  ottobre 2010 a Verona, presso il Centro Carraro, organizzato da Alma s.r.l. e dalla Scuola di Omeopatia di Verona. Per iscriversi clicca qui



Articolo pubblicato su autorizzazione de:
Il Medico Omeopata
La rivista italiana di Omeopatia Classica
N. 44 Anno XV luglio 2010



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