Autismo

Cosa si nasconde dietro la recente ritrattazione del Lancet di uno studio che attribuiva al vaccino MPR il danno autistico?


CATEGORIE: Autismo , Vaccinazioni

Lo scorso 2 febbraio la rivista medica The Lancet pubblica un brevissimo comunicato in cui ritira uno studio del Dr. Wakefield e Collaboratori pubblicato ben 12 anni fa che asseriva ci fosse una relazione tra il vaccino MPR (contro morbillo, parotite e rosolia) e l’autismo. La notizia viene immediatamente ripresa dai media e viene diffusa come se la relazione tra vaccino MPR e autismo fosse una menzogna, cosa che il suddetto comunicato non ha assolutamente affermato. Tutto questo sorprende per molte ragioni.

1 - Il Lancet critica lo studio per una inesattezza marginale e i media pubblicano comunicati che negano che il vaccino MPR causi l’autismo
Gli Editors del The Lancet non negano assolutamente la relazione tra vaccino e autismo, ma si limitano in modo sinteticissimo ad affermare che hanno deciso di ritirare dal registro delle loro pubblicazioni il lavoro di Wakefield e Colleghi semplicemente perché ritengono che contenga delle scorrettezze che essi stessi riportano: i bambini oggetto dello studio non erano stati arruolati consecutivamente e la ricerca non era stata approvata dal Comitato Etico, come invece gli Autori avevano asserito. Allora mi chiedo:
Perché si passa da alcune irregolarità di “forma” (che comunque vanno dimostrate, perché Wakefield aveva negato decisamente queste critiche) a etichettare tutto lo studio come una truffa e infangare completamente i suoi risultati? Forse che se lo studio avesse avuto o meno l’approvazione del Comitato Etico i risultati laboratoristici (referti ematochimici e istologici), e quindi la vera “sostanza” della ricerca, non sarebbero stati validi?
E poi, perché queste critiche sono giunte ora dopo 12 anni? Verrebbe da pensare che si volesse ridare credito ai vaccini che in questi giorni, a causa della bufala della vaccinazione antinfluenzale A/H1N1 (detta “Suina”), erano stati gravemente svalutati. La cosa non stupirebbe certamente coloro che quando è scattata la meningite-fobia nel Veneto (tra fine 2007 e inizio 2008) l’hanno collegata alla decisione regionale di liberalizzare le vaccinazioni pediatriche dall’1 gennaio 2008: se non si teneva alta la paura delle malattie infettive c’era il grande rischio che le vendite dei vaccini crollassero, come sono crollate le vendite del vaccino MPR nel Regno Unito dopo la pubblicazione del lavoro di Wakefield nel 1998. È per questo che negli USA in questi giorni scrivono: “Per assicurarsi i guadagni futuri, Big Pharma ha bisogno di distruggere la credibilità del Dr. Wakefield”. Comunque, se non era per tenere alta la credibilità dei vaccini, perché allarmare il Veneto e non la Lombardia o il Piemonte che ogni anno registrano più casi di meningite da meningococco e conseguentemente più morti?

2 – Chi sostiene che i vaccini pediatrici non sono pericolosi dimostra solo una grande ignoranza in campo vaccinale
In questi ultimissimi giorni sia nel nostro Paese che in tutto il mondo si sono riaccese grandi critiche alle conclusioni di Wakefield sulla sua affermazione che il vaccino MPR possa in alcuni casi predisposti scatenare l’autismo e qualcuno ha addirittura denominato i contrari ai vaccini con l’epiteto di “untori dell'ignoranza”.
La cosa stupisce molto, dato che l’ignoranza sta forse proprio tra coloro che difendono l’innocuità e l’efficacia di tutti i vaccini, così come vengono proposti/imposti oggi, come fosse un dogma di fede. In realtà, i vaccini godono ancora della fama di estrema maneggevolezza e di totale sicurezza che avevano fino a 20-30 anni fa, quando le condizioni alimentari, igieniche, culturali e sociali della popolazione erano molto diverse dalle attuali. Oggi però le condizioni sono nettamente diverse e ci sono migliaia di studi scientifici che documentano i pericoli dei moderni vaccini pediatrici.

3 – Non sono stati i vaccini, ma le migliorate condizioni igieniche a debellare le malattie infettive pediatriche
Tra le polemiche sorte in seguito al comunicato del The Lancet c’è ancora chi continua a scrivere che sono stati i vaccini ad eliminare le malattie infettive pediatriche, mentre sappiamo che nella storia, la maggior diminuzione della morbilità e mortalità causate dalle malattie infettive non è stata merito dei moderni antibiotici o dei vaccini, ma dell’introduzione dell’acqua pulita e delle fognature e quindi delle migliorate condizioni igienico-alimentari.
Nel 1977 la stessa OMS ha comunicato che il vaiolo è stato debellato dal cosiddetto programma “modificato”, cioè dall’aver rinunciato ad una vaccinazione di massa incontrollata e dando invece importanza ad una precisa vigilanza, ad un corretto isolamento dei malati e alla disinfezione di tutti gli oggetti entrati in contatto con essi.

4 – Non è stato il vaccino antimorbilloso a debellare il morbillo
Si legge che il vaccino MPR ha fatto crollare i casi di morbillo nel mondo, ma non è vero. Probabilmente ha contribuito a far calare i casi di morbillo, ma il merito principale non è assolutamente solo suo, ma prima di tutto delle migliorate condizioni igieniche, alimentari e sociali della popolazione. Spesso si mostrano tabelle e figure che evidenziano come negli anni ’60 c’erano annualmente circa 500 casi di morbillo ogni 100.000 abitanti (dati USA) e poi è iniziata la vaccinazione antimorbillosa e i casi di malattia sono calati rapidamente fino a poche migliaia all’anno in tutti gli USA. L’effetto ottico della curva in netto calo è rilevantissimo, ma se ci si chiede quanti erano i casi di morbillo nei decenni precedenti gli anni ’60, si scopre una realtà che vale per tutte le malattie infettive pediatriche: erano enormemente di più (circa 30-50 volte maggiori 50-100 anni prima) e sono calati senza alcuna vaccinazione. Anzi, noi abbiamo iniziato a vaccinare quando i casi erano numericamente poco rilevanti. E poi: come sono scomparse le epidemie di peste del 1300-1400 che uccidevano milioni di persone? Grazie ai vaccini o alle modificate condizioni di vita di quelle popolazioni?

5 – Dietro i vaccini ci sono enormi interessi economici
Le dimostrazioni della realtà che dietro i vaccini ci siano enormi interessi economici sono tanto gravi quanto numerose e sono stati pubblicati libri con centinaia di documenti bibliografici. Inoltre, mentre una volta c’era un po’ di moralità e di pudore che limitavano gli inganni, oggi tutto avviene spudoratamente alla luce del sole. Si pensi solamente all’accordo che i nostri politici hanno recentemente firmato con la Casa Farmaceutica Novartis per l’acquisto dell’inutile vaccino antinfluenzale contro il virus A/H1N1: 184 milioni di euro delle nostre tasse con un contratto commerciale che nessuna persona dotata di buon senso avrebbe firmato. Già da questo si capisce che gli interessi economici dietro la vendita dei vaccini devono essere veramente enormi e se l’Industria Farmaceutica è così potente da corrompere i nostri politici, perché non dovrebbe farlo anche con i medici, con gli editori e i mass-media? Il 18 maggio 1999, durante la sua relazione ad un congresso USA, Michael Belkin ha affermato: “Tutte le raccomandazioni ufficiali americane a proposito delle vaccinazioni sono inquinate senza speranza dall’intreccio di interessi esistente fra le Ditte produttrici di vaccini, l’American Academy of Pediatrics e i Centers for Disease Prevention and Control”. Pertanto, prima di dare credito ad un lavoro scientifico sarebbe da verificarne l’argomento e il contenuto, ma anche se gli Autori sono stati finanziati o meno da una Ditta Farmaceutica, che sappiamo avere in mano l’85-90% della ricerca scientifica mondiale. Ebbene, è palese che Wakefield non avesse alcun legame con l’Industria Farmaceutica.

6 – Il vaccino MPR non è esente dal causare danni anche gravi
Negli ultimi anni della mia pratica clinica sono stato consultato troppe volte per effetti indesiderati, talvolta anche gravi, causati dalla vaccinazione MPR. Conosco due bambini di 15 e 24 mesi morti pochi giorni dopo la vaccinazione MPR e in uno di questi il virus morbilloso vaccinale è stato isolato nel cervello e in vari tessuti autoptici. Prima della vaccinazione questi bambini stavano bene. Ho anche visitato, a distanza di 1 mese tra loro, 2 bambini di 8 anni che avevano improvvisamente sviluppato un diabete mellito di 1° tipo 20-25 giorni dopo la vaccinazione MPR e da allora stanno ricevendo 4 iniezioni al giorno di insulina. Anch’essi prima della vaccinazione stavano benissimo. Una mia piccola paziente di 17 mesi ha infine presentato una gravissima trombocitopenia autoimmune (aveva solo 2000 piastrine/mmc) dopo 3 giorni dalle vaccinazioni MPR + antivaricella. Pure lei stava bene prima della vaccinazione. Pochi giorni fa mi ha ripetuto lo stesso concetto anche la nonna di un ragazzo che dopo la vaccinazione ha avuto un cambiamento caratteriale e una regressione ad una età più infantile e poi una chiusura al mondo fino alla diagnosi conclusiva di autismo.
Questa è stata una mia casuale esperienza con alcuni bambini padovani, ma quanti altri bambini padovani sono stati danneggiati da questa vaccinazione? E quanti bambini in Italia? E quanti nel mondo? Nessuno lo sa, perché nessuno li conta e quando i genitori vanno dai medici e rilevano dei danni post-vaccinali, nella quasi totalità dei casi si sentono rispondere che i vaccini non c’entrano.

7 – Il vaccino MPR può scatenare l’autismo ma anche selezionare pericolosi virus morbillosi ipermutati
Oggi si parla di “epidemia” di autismo negli Stati Uniti e il termine, per quanto improprio, rende bene l’idea dello sviluppo di questa gravissima patologia che negli USA è cresciuta in dieci anni del 1700%. Anche se per i suoi studi sulla relazione tra vaccino MPR e autismo Wakefield ha perso il lavoro al Royal Free and University College Medical School di Londra, ora continua a lavorare negli USA e in questi anni vari studi hanno confermato i suoi dati. Famoso è quello danese del 2004 che dimostrò inequivocabilmente come i bambini danesi siano passati da una media di 18,8 casi di autismo ogni 100,000 abitanti negli anni ’80-‘85 (prima della vaccinazione MPR di massa, che iniziò nel 1987) a 146,4 casi nel 2002. Le prove di questo studio sono schiaccianti, ma l’Industria Farmaceutica non si rassegna e forse la ritrattazione di questi giorni del The Lancet ci dimostra che vuole veramente distruggere la credibilità di Wakefield per ristabilire le vendite del vaccino MPR che la ricerca di quel medico avevano fatto crollare nel Regno Unito.
Ma le vaccinazioni di massa con virus a RNA vivi e attenuati (come quelli contenuti nel vaccino MPR) nasconde immensi pericoli, il principale dei quali riguarda la selezione di ceppi virali ipermutati (cioè modificati) che si stanno svelando molto pericolosi. Famoso è lo studio di Mudur del 2001 pubblicato sul British Medical Journal che denuncia la vaccinazione MPR come inducente un virus morbilloso letale che causa encefalite in adulti e bambini con una mortalità estremamente alta. Da allora le segnalazioni di virus morbillosi ipermutati sono aumentate e tutto lascia supporre che in futuro dovremmo combattere contro vecchi virus diventati “nuovi” proprio a causa delle vaccinazioni pediatriche di massa.

Conclusione
Quindi, come l’uso indiscriminati degli antibiotici sta selezionando ceppi sempre più numerosi e aggressivi di batteri antibiotico-resistenti, l’uso indiscriminato delle vaccinazioni di massa, oltre ad indebolire il sistema immunitario dei neonati, selezionerà inevitabilmente ceppi sempre più numerosi e aggressivi di virus vaccino-resistenti. L’Industria Farmaceutica allora sintetizzerà nuovi farmaci e nuovi vaccini sempre più potenti e sempre più pericolosi e alla fine, forse, il PIL dei Paesi Industrializzati crescerà, ma noi, i nostri figli e le future generazioni diventeremo sempre più deboli e sempre più malati. Osserviamo gli asili e le scuole primarie e secondarie: i bambini che le frequentano sono sempre più medicalizzati con sempre più farmaci e vaccini, ma sono anche sempre più malati! Perché non ci chiediamo il motivo?
La soluzione non è fornire un’immunità specifica contro uno, tre o dieci germi, ma aiutare il bambino a potenziare la sua immunità aspecifica che gli permette di affrontare tutti i germi e tutte le patologie. Le conoscenze e i mezzi per fare questo esistono. Non scordiamo una colonna portante della Medicina Clinica: ogni trattamento va strettamente personalizzato in base alla storia biopatografica del malato. E questo vale in particolare quando il malato, come nel caso dei vaccini pediatrici, è un bambino sano che non possiamo assolutamente ammalare.



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