Vaccinazioni
01/04/2010
Fa il vaccino antinfluenzale resta paralizzata
Fonte: lastampa.it
Quel vaccino mi ha rovinato la vita. Mi trascino
appoggiandomi ad un girello, ed è già un miracolo: i medici si sono
stupiti di sapermi in piedi. Mi hanno detto: “Per la mielite acuta i
primi sei mesi sono i soli in cui si possano fare progressi”. E mi sono
detta: “Dove arrivo arrivo”. Il 12 marzo sono stata dimessa
dall’ospedale dopo 50 giorni di degenza e di paralisi. Sono passata dal
Cto alle Molinette e poi al Koelliker per la rieducazione. Mi hanno
sottoposto a tutti gli esami possibili prima di diagnosticarmi questa
malattia. Non l’hanno scritto sulla cartella clinica ma tutti i medici
che passavano dal mio letto mi riptevano che era stata causata dalla
reazione al vaccino antinfluenzale». Una fiala di Vaxigrip.
Marisa
ha 52 anni. Divorziata, vive con il figlio che ha problemi di
invalidità. Anche lei ne aveva: un serio malanno ad un orecchio e due
ernie discali, quanto poteva bastarle per non sentirsi una donna
fortunata. «Anche perché ero e resto disoccupata». Quando gira così
diventare un po’ ipocondriaci è il minimo. Lei: «Assistevo persone
anziane, in “nero”, quel poco per tirare avanti, e con le mie allergie
ho chiesto al medico della mutua se non fosse il caso che mi vaccinassi
contro l’influenza. Quella comune. Il dottore ha detto: “E’ una
precauzione”. Sono andata in farmacia a comprare il vaccino e qualche
giorno dopo il mio medico mi ha fatto l’iniezione in un braccio».
Era il primo novembre. L’avvocato Stefania Maria Agagliate, che
l’assiste, sta preparando l’esposto alla procura sulla base della
documentazione clinica raccolta: «Fatto il vaccino, nelle settimane
successive la signora ha cominciato ad accusare disturbi alle braccia e
alle gambe. Se ne lamentava, è stata più volte al Cto dov’era in cura ma
continuavano a ritenere che fosse un effetto dell’ernia». Il racconto
di Marisa è naturalmente più diretto: «Mi sentivo il corpo
anestetizzato, provavo un’insensibilità generale. I medici mi dicevano
che non era niente di grave, né di urgente. Mi han prescritto un sacco
di esami con prenotazioni per marzo».
Così si è arrivati a metà
dicembre. Marisa raccoglieva le prenotazioni - risonanza magnetica alla
spina dorsale, visita ortopedica, elettromiografia agli arti, visita
reumatologica - e aspettava il suo turno. L’avvocato: «Stavano cercando
di capirne qualcosa disponendo una serie di accertamenti clinici».
Finché, il 22 gennaio: «Mi trovavo al Maria Adelaide per accompagnare
una persona anziana. Ero seduta su una sedia: mi sono sentita comprimere
la schiena da una forza invisibile. Mi hanno portato sotto, in pronto
soccorso, e con un antidolorifico mi sono sentita meglio. Ho guidato
l’auto sino a casa di mia mamma a Moncalieri e mi sono fermata a cena da
lei. Mentre eravamo a tavola ho avvertito, fortissimo, il bisogno di
andare al bagno senza riuscirvi. La gamba sinistra andava per conto suo,
non la controllavo. Mia sorella Silvia ha chiamato un’ambulanza».
La
prima corsa è al Cto. «Dove pensarono che ci fosse stata un’espulsione
dell’ernia e volevano operarmi subito. Ma da una risonanza magnetica
hanno capito che non era quello il problema. Così mi hanno mandata alle
Molinette. E là tutti gli esami che avrei dovuto fare a marzo li ho
fatti subito. Poi mi hanno detto che era una mielite acuta e che mi era
venuta per il vaccino, perché io ero bassa di immunità».
«Andrò
anch’io dalla psicologo, come mia sorella che, per un’operazione di
ricostruzione del seno sbagliata, di interventi ne ha già subiti otto e
fra poco dovrebbe sottoporsi al nono. Ma deve occuparsi di me. Non mi
dica che siamo state iellate. Lo so da me».Il professor Giovanni Di
Perri è un immunologo dell’Amedeo di Savoia. Lo specialista al quale
chiedere se è possibile un nesso causale fra il vaccino antinfluenzale e
una mielite. «E’ possibile. Un caso raro ma possibile. Per mielite
acuta si intende generalmente un processo a carico del midollo spinale. I
neurologi la diagnosticano sulla base di un quadro di vescica
neurologica e paralisi». Sono i sintomi riferiti dalla signora
ammalatasi. «Non conosco il caso specifico e naturalmente non c’è modo
di parlarne. Per rispondere alla sua domanda posso confermare che in
letteratura un rapporto fra vaccinazione ed un fenomeno del genere è
descritto». Si può guarire? C’è una tendenza generalmente benigna. Il
sistema nervoso centrale coinvolto non si rigenera, ma c’è la speranza
che l’insulto subito dai neuroni coinvolti sia contenuto. Mi lasci però
aggiungere che noi vediamo, per lo più d’estate, una trentina di casi
dovuti più che altro ad un enterovirus trasmesso per via alimentare»
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