Vaccinazioni
04/05/2009
Vaccini sempre al centro degli interessi delle case farmaceutiche
Nei giorni di facili allarmismi, panico e notizie da fantascienza l'ipotetica pandemia da influenza suina, attesa come se si trattasse di una prova generale dei sistemi sanitari governativi che avrebbero modo di verificare così la loro efficienza, si torna a parlare di vaccini ad hoc proprio come il cacio sui maccheroni o la nota ciliegina sulla torta.
Già infatti l'industria farmaceutica sembra abbia iniziato la corsa al vaccino, ma solo dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) avrà identificato il ceppo specifico del virus; e per questo occorreranno 6 mesi sostiene Daniele Finocchiaro, vicepresidente di GlaxoSmithKline.
Ed ha comunicato questa notizia nell'ambito dell'incontro organizzato a Roma da Farmindustria Vaccini, miti e leggende nel corso del quale è emerso che l'informazione da dare ai genitori preoccupati per il numero elevato di vaccinazioni necessarie a sentir loro è quella che i batteri iniziano a vivere sulla pelle, nel naso e nella gola dei neonati sin dal primo minuto di vita.
Non solo, ma gli esperti dicono anche che quelli che sono somministrati nei primi due anni sono una goccia nell'oceano di ciò che ogni giorno i piccoli incontrano e combattono.
Poveri piccoli, come è crudele la vita, condannati ad essere circondati da micidiali batteri fin dalla nascita.
Altra notizia è che proprio in Europa si concentra la produzione dei vaccini, producendo l'89% dei 4,7 miliardi di dosi annuali.
E' quindi un settore, sostiene Magdalena de Azero dell'Associazione European Vaccine Manifacturers (EVM), che sia da un punto di vista economico-strategico che di salute pubblica va sostenuto con politiche ad hoc!
Che tradotto più semplicemente vuol dire vaccinazioni di massa ed indiscriminate.
Ed oggi si svolge presso l'Humanitas di Rozzano(MI) il Convegno di Immunologia, economia e solidarietà per la salute globale, che focalizza l'attenzione sulla funzione dei vaccini e sul ruolo che i paesi industrializzati possono svolgere accanto ai paesi emergenti.
Pur non essendo contraria ai vaccini a priori, ma contro la vaccinazione di massa e illimitata, tutta questa congiuntura di informazione ha in sé qualcosa di dubbioso ed eccessivo.
Del resto avevamo già messo in evidenza qualche post fa i nuovi obiettivi delle politiche delle industrie farmaceutiche: i vaccini appunto.
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