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Vaccini, Zaia: "ricorreremo anche se il decreto è legge"


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Il presidente del Veneto Luca Zaia fa sapere che ricorrerà al decreto sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola da 0 a 16 anni anche se convertito in legge

In seguito al via libera al provvedimento da parte del Senato, il presidente del Veneto Luca Zaia fa sapere che ricorrerà al decreto sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola da 0 a 16 anni anche se convertito in legge.

"Il Veneto – ha affermato Zaia - è favorevole ai vaccini, che però vanno diffusi con la corretta e capillare informazione e non con coercizioni che, in quanto tali, potrebbero avere addirittura l’effetto contrario a quello desiderato. Non siamo irresponsabili, come ci si vuole dipingere, siamo supportati dai dati della nostra anagrafe vaccinale informatizzata (l’unica in Italia), dalle soglie regionali indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’aumento delle adesioni da parte delle giovani coppie, che in Veneto apprezzano di essere informate e di trovare risposte scientifiche ai loro comprensibili dubbi. Così facendo abbiamo tutte le soglie superiori a quelle indicate dall’Oms".

"Con la nostra legge regionale del 2007, definita e approvata con il pieno consenso del Governo di allora – ha affermato il Governatore – abbiamo rivoluzionato l’approccio alla diffusione della cultura della vaccinazione e abbiamo ottenuto risultati lusinghieri, che oggi indicano una copertura complessiva in Veneto del 92,6% per il morbillo e del 94,5% per la polio nelle persone tra due e diciotto anni. È anche per difendere la bontà della nostra legge che ricorriamo contro un provvedimento che rischia di essere considerato odioso dalle coppie che chiedono e cercano informazione per decidere. Noi la diamo, sia a livello ospedaliero che territoriale. Puntiamo sul dialogo, arrivando a concordare con i genitori percorsi vaccinali personalizzati, e stiamo avendo ragione, tanto che tutte le nostre coperture sono superiori a quelle indicate dall’Oms, che suddivide gli obiettivi a livello nazionale e regionale, da raggiungere entro il 2020".

Decreto vaccino: le modifiche approvate

Con 171 sì, 63 no e 19 astenuti, il Senato ha approvato il decreto sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola da 0 a 16 anni. Il testo, in scadenza il 6 agosto, passa all’esame della Camera che lo approverà definitivamente il 28 luglio. La discussione generale sul decreto si terrà invece mercoledì 26 luglio. Non viene escluso il ricorso al voto di fiducia da parte del Governo.

Il provvedimento approvato ieri al Senato contiene diverse modifiche rispetto al  testo presentato dal ministro della Salute Lorenzin.

I vaccini obbligatori diventano 10 e non più i 12 inizialmente richiesti: contro polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Altre quattro vaccinanzioni (anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus) vengono attivamente consigliate dalle Asl. È previsto un periodo di tre anni per l’obbligatorietà, al termine dei quali, in base alla situazione sanitaria nazionale, le cose potranno essere riviste.

Sono state ridotte le sanzioni previste per i genitori che non vaccinano, che passano da un minimo di 100 a un massimo di 500 euro (contro i previsti 7.500 euro), a seconda della gravità dell’inadempimento. Eliminati dal provvedimento anche tutti i riferimenti alla perdita della patria potestà.

Inoltre viene istituita una commissione tecnico-scientifica con il compito di monitorare il sistema di farmacovigilanza e gli eventi avversi per i quali è stata confermata un’associazione con la vaccinazione.

Le vaccinazioni saranno richieste anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici.

Per un periodo sperimentale, inoltre, sarà possibile prenotare i vaccini in farmacia.

Infine, un emendamento prevede la somministrazione e quindi la produzione di vaccini monovalenti da somministrare a chi è già stato immunizzato da malattia naturale per evitare di ripetere l’inoculazione del vaccino relativo. Con la clausola, però, “nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale”.

Viene attribuito un ruolo centrale all’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, che avrà il compito di pubblicare annualmente sul proprio sito istituzionale i dati relativi alla disponibilità dei vaccini in formulazione monocomponente e parzialmente combinati.



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