Vaccinazioni

A proposito di vaccini qualche altro chiarimento

Fonte: Repubblica.it


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Vaccinazioni
'Il decreto vaccini è molto assertivo e molto lacunoso, e ha davanti a sé un cammino accidentato'

È opportuno un chiarimento con le lettrici e con i lettori che mi seguono, soprattutto quelli più "recenti". Perché chi mi legge da tempo dovrebbe conoscere quali sono state e quali sono le mie posizioni, su tantissime questioni strettamente legate alla vita e alla salute dei cittadini.

Tralascio di fare la storia dei tanti "casi" e dei problemi seguiti negli ultimi decenni, in particolare dagli anni Novanta del secolo scorso ad oggi, e vado al dunque: i vaccini. Sui quali ho sempre avuto una posizione molto chiara: i vaccini sono una grande conquista sanitaria per l'umanità e vaccinare i propri figli è un atto di responsabilità. Tuttavia non considero cretini i tanti genitori che non scelgono di farli fare. E cerco di capire quali sono le ragioni che li spingono ad essere timorosi nei confronti di una profilassi consolidata.

Questa posizione di attenzione viene però interpretata malevolmente da chi fa campagne di vaccinazione senza se e senza ma, perché mi si attribuiscono posizioni anti vaxx che non mai avuto e mai avrò. Dall'altra parte ci sono anti vaxx che desiderano tirarmi la giacca dalla loro parte, perché sentendosi bistrattati dai media, restano aggrappati a chi esprime un punto diverso rispetto a quello dominante.

Poi ci sono tante altre persone, anche tra gli addetti ai lavori, con impegni di studio e di ricerca sulle spalle, con una esperienza sanitaria consolidata, che cercano di comprendere, di analizzare, senza farsi prendere dai furori ultra vaccinisti e anti vaccinisti. Ecco: mi ritrovo con queste persone, rivendicando una mia autonomia professionale e intellettuale, mettendo in campo una consolidata conoscenza del mondo sanitario, esercitando il lavoro giornalistico che non piace per nulla al potere: "il cane da guardia della democrazia".

Mi dispiace che tanti altri colleghi non considerino in questo modo il lavoro giornalistico, ma non si fa buona informazione se si riportano soltanto le posizioni di una parte, se non si guarda oltre ciò che ci appare, se non ci si pone da un diverso punto di vista. Non si fa buona informazione neanche se si è faziosi, se si è di parte, se si è prevenuti. Perché l'esercizio critico nel nostro lavoro è un'altra cosa.

L'ultimo mio commento sul "decreto vaccini" ha ottenuto un notevole riscontro, inaspettato per me, con cinquemila condivisioni. Non sono in grado di dire quanti siano anti vaxx o pro vaxx, ma penso - in base ai commenti ricevuti - che questi ultimi siano maggioranza. Comunque i numeri ci dicono che una parte, seppur minoritaria della comunità italiana, nutre parecchi dubbi sulla politica sanitaria del governo. E sulle decisioni prese in materia dei vaccini. Ora la domanda è: questo "segmento" della comunità nazionale oltre al diritto di esprimersi, ha la possibilità di essere ascoltato? Oppure vogliamo liquidarlo sostenendo che sono tutti complottisti, grillini non pentiti, provocatori, anti-lorenziniani?

Naturalmente opto per la prima opzione. Che poi si lega con un filo solido alle mie posizioni sostenute ai tempi di Stamina e di Di Bella: l'ascolto. Soprattutto l'ascolto delle famiglie e delle persone che soffrono. (E per questo motivo sono passato per difensore di Vannoni e di Di Bella: solo i provocatori di professione possono affermare questa sciocchezza). Da sempre sono straconvinto che attraverso il confronto, molti dubbiosi potrebbero raccontare i loro timori e potrebbero convincersi che la scelta di non vaccinare è sbagliata. Per questo, tranne che nelle situazioni di reale emergenza vaccinale - e quindi non quella attuale -, è giusto e doveroso ragionare su cosa sia meglio tra l'obbligo e la persuasione.

Ecco perché ho suggerito, rispondendo ad alcuni lettori, di organizzare gli Stati Generali dei vaccini, chiamando a raccolta istituzioni sanitarie, forze politiche, associazioni di categoria, medici, ricercatori, esperti, comunicatori, cittadini, per arrivare non dico ad un documento comune, ma almeno per rispondere in parte alle questioni che alcuni danno per scontate mentre non lo sono per niente.

Certo, chi è contro (come i genitori con figli danneggiati - forse - dai vaccini), resterà probabilmente sulle stesse posizioni. Altri invece si faranno convincere. Un fatto però è certo: il decreto vaccini è molto assertivo e molto lacunoso, e ha davanti a sé un cammino accidentato. Per renderlo meno periglioso, serve un gesto di apertura e di disponibilità da parte di tutti, in particolare da chi ha in mano le redini della sanità pubblica.

E questo è quanto.



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