Omeopatia

Vaccinata diventa Allergica, quindi cure omeopatiche gratis


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ROMA - «La colpa è tutta di una vaccinazione anti-tifo. Da allora, era il '94, sono diventata allergica a tutti i farmaci tradizionali. Non posso curarmi come tutti gli altri, devo pagare tutto. Tollero solo l'omeopatia. Finalmente mi hanno concesso gratuitamente la mia terapia».

Miriam ha 24 anni, vive poco lontano da Fano (PU).

La Regione Marche, per lei, ha fatto una deroga alle regole del servizio sanitario nazionale: i rimedi omeopatici, infatti, non possono essere "passati" gratuitamente.

E' la prima volta.

Un provvedimento «eccezionale» dice la stessa Giunta che, con questo documento, fa sicuramente "guadagnare" punti a chi sostiene la forza terapeutica dell'omeopatia.

La ragazza, costretta ad abbandonare i medicinali tradizionali (neppure i cortisonici nei casi di attacco allergico) è curata da medici tedeschi e italiani. «I rimedi omeopatici - racconta - mi permettono, a differenza degli altri, di prevenire anche le crisi. Di fare una vita come gli altri». Miriam non si rende conto di essere un "caso".

Forse non sa che, da anni nel nostro paese, si dibatte per una legge che dia una normativa alle cure omeopatiche.

Capace di mettere d'accordo tutte le parti politiche.

I numeri, perché si arrivi alla normativa, ci sono tutti: un italiano su cinque preferisce globuli e tinture madri alle pasticche tradizionali. Nove milioni quelli che, quando stanno male, si curano con medicine non convenzionali.

«Alla Camera - spiega il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi - si contano ben 6 proposte di legge, la Commissione Affari sociali le sta esaminando per giungere ad un unico testo in tempi brevi.

Prevederà norme che tengano conto delle esigenze di pazienti ad essere tutelati affinché i prodotti che acquistano siano garantiti sotto il profilo delle norme di buona fabbricazione e tengano conto anche delle esigenze dei produttori che, al momento, operano in un contesto senza regole. Con conseguenti problemi a livello di produzione ed esportazione».

Sono soddisfatti i medici omeopatici. Che, nei mesi scorsi, sono stati anche attaccati dai premi Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini.

I professori, infatti, mettono in discussione la scientificità di questi rimedi: «non ci sono prove di efficacia scientifica», hanno detto in un documento. «Non è possibile - spiega l'omeopata Francesco Eugenio Negro – paragonare statisticamente i risultati dei due tipi di terapia. Noi ci basiamo sulla risposta individuale al trattamento, alla cura del singolo". La diatriba va avanti dal 1810 e, sembra, continui ad andare avanti.

"Sicuramente la scelta della Regione Marche è coraggiosa, farà storia. In questo modo è stato possibile aiutare una paziente e, in qualche modo, dare un'ulteriore legittimazione, ma non ce n'era bisogno, perché trattasi di una disciplina validata in tutto il mondo. Si tratta, forse, di una tregua.

Calcoliamo, inoltre, che il giro d'affari delle industrie omeopatiche è in continua crescita e, questo, a qualcuno può dar fastidio».



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