Alimentazione

Unione attraverso l'atto di cucinare



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Unione attraverso l'atto di cucinare

Idealmente, la preparazione degli alimenti è un atto inclusivo, che accomuna persone con un obiettivo comune, riunendole. Una partecipante di uno dei miei seminari ci ha raccontato la sua esperienza personale riguardo a come la preparazione del cibo può rivelarsi gratificante e aggregante: «Mia suocera e mio fratello erano venuti a trovarmi per dieci giorni. Era così bello essere in cucina insieme a loro. Il semplice atto di recarsi alla fattoria per comprare frutta e ortaggi freschi, e di portarli a casa per tagliarli insieme, esaltava quella esperienza. Allora mi resi conto che il processo di preparazione di un pasto è altrettanto importante dell’evento di sedersi a tavola per consumarlo.

Una notte, mia suocera e io passammo veramente molto tempo a preparare un pranzo speciale per mio marito, perché lei voleva cucinare qualcosa che gli ricordasse la sua infanzia. Avevamo comprato parecchi ortaggi freschi. In famiglia ci devono aver prese per matte quando ci siamo seduti tutti a tavola, perché ogni due o tre bocconi facevamo commenti sulla bontà del cibo. Continuavamo a dire: “Ma la senti questa zucca?” e “Lo so, è quasi incredibile!”. Ne godevamo così intensamente che alla fine anche tutti gli altri si sono uniti a noi».

Spesso oggi accade che l’intero processo di preparazione del cibo – dall’inizio alla fine – non ci faccia sentire gratificati perché non lo concepiamo come qualcosa che prevede la partecipazione e condivisione di tutti. Tuttavia, per mezzo dell’intenzionalità possiamo trasformare ogni pasto in un pranzo di “Ringraziamento” per tutta la famiglia. Bambini, familiari e amici – chiunque si ritrovi seduto alla vostra tavola – può dare una mano alla preparazione. Lavare e tagliare le verdure di un’insalata, cogliere le erbe in giardino, girare gli spaghetti in pentola, o semplicemente mettere dell’acqua a bollire, sono tutti modi per aiutare. Inoltre, chi partecipa attivamente alla preparazione del cibo spesso lo gradisce molto di più, avendo sviluppato un senso di connessione con ciò che ingerisce.

Gli utensili da cucina
Dopo aver fatto lo sforzo di comprare alimenti sani e biologici, è saggio dedicare una certa considerazione agli arnesi che si usano nel processo di preparazione dei cibi. È molto meglio usare utensili in acciaio inox, vetro, o ghisa temperata. Questo può risultare costoso, ma durano per tutta la vita. Inoltre, il cibo cotto in pentole di ghisa può effettivamente risultare arricchito dal ferro naturale della pentola. Non si dovrebbero mai usare pentole e utensili di alluminio, perché potrebbero lasciare residui tossici nei cibi con cui vengono a contatto. Sono stati fatti molti studi che hanno stabilito un legame fra l’alluminio e l’Alzheimer.

Le padelle foderate di Teflon sono assolutamente da evitare, a causa di sospette emissioni tossiche rilasciate ad alta temperatura. L’Environmental Working Group (N.d.T.: Gruppo di lavoro ambientale) ha rappresentato una forza trainante in materia di pentole antiaderenti. Secondo la Townsend Letter, gli studi hanno rilevato che il 95% degli Americani ha livelli osservabili di sostanze chimiche collegate alla presenza di Teflon nel sangue. Al momento della stesura di quest’opera, l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale stava intraprendendo un’azione volta all’eliminazione dell’uso di determinati perfluoroctani del Teflon, altri tipi di rivestimento per pentole antiaderenti e resistenti alle macchie. Il loro obiettivo è quello di eliminare le fonti di esposizione entro il 2015.

Inoltre a maggio del 2006, la Società 3M (che produce Scotchgard) ha annunciato che cesserà di produrre gli acidi perfluoroctanici. Nel frattempo, MotherJones.com riferisce che in seguito all’ottenimento di documenti aziendali interni raccolti, ritiene che la 3M e la Dupont (fabbricante di Teflon) «hanno sospettato per anni» che le sostanze chimiche «presentino un serio rischio per la salute». Va sottolineato che queste sostanze chimiche si trovano anche in un rivestimento resistente al grasso utilizzato per molti contenitori da forno a microonde, quali i sacchetti per il popcorn, oltre a contenitori di fast food e imballaggi per pizza.

Fate attenzione quando usate pentole e ceramiche da cucina per cuocere e serbare cibi. Alcune smaltature possono contenere cadmio e piombo. Il vasellame e le ceramiche importate da Paesi quali Messico, Spagna, Italia e Cina sono quelle maggiormente candidate a contenerli. Inoltre, non usate pezzi di antiquariato o da collezione per serbare o contenere cibi e bevande. In passato gli standard di fabbricazione non erano altrettanto alti di quelli odierni, e tali oggetti potrebbero contenere piombo e altri agenti nocivi.
Ogni qualvolta è possibile e pratico, usate i contenitori di vetro per conservare alimenti.

Inoltre prendete in considerazione l’idea di conservare i prodotti agricoli freschi e le erbe aromatiche in sacchetti Evert-Fresh Green. Si tratta di sacchetti che assorbono e rimuovono i gas naturali prodotti da frutta e verdura durante il naturale processo di maturazione che segue la raccolta. Sono riciclabili e mantengono il prodotto fresco come appena colto per intere settimane! (Evert-Fresh Green Bags, sito web: www.Evert-fresh.com; tel1. 979-885- 0340).

Inoltre di solito avvolgo in carta cerata o in carta da forno non sbiancata cose come ad esempio il pranzo da portare a scuola, per evitare che i miei alimenti vengano a contatto con fogli di alluminio o con gli agenti petrolchimici contenuti nella pellicola trasparente. Chiudete l’involucro con del nastro adesivo, oppure per tenerlo chiuso usate uno strato esterno di foglio di alluminio o di pellicola trasparente.

Linee guida/consigli per cucinare
Dal punto di vista nutrizionale, il crudo di solito è la soluzione migliore. Tuttavia, quando si cuociono le verdure, è preferibile fare ricorso alla cottura a vapore piuttosto che alla bollitura o alla frittura. Le verdure al vapore trattengono una maggior quantità di vitamine, minerali e gusto. Più li lasciate croccanti, più sono nutrienti.

Ricordatevi di lavarvi le mani prima di cominciare a maneggiare il cibo, usando un buon sapone naturale, e sciacquate bene. Potete anche usare uno spazzolino per pulire gli interstizi sotto le unghie. Poi toccate il cibo con le mani quanto volete e, nel farlo, sentite che state attivando la sua energia mentre infondete in esso la vostra presenza e il vostro amore. A meno che non programmiate di mangiarla immediatamente, l’insalata verde dovrebbe essere strappata, anziché tagliata col coltello, durante la preparazione; in caso contrario comincerà ad ossidarsi (diventando marrone) durante la conservazione, a causa dell’esposizione al metallo.

La coltelleria in ceramica, un tempo usata esclusivamente dagli chef, oggi si sta diffondendo sempre più ed è preferita da molte persone, sebbene restino ancora piuttosto costose. Secondo lo chef Peter Cervoni di Angelica’s Kitchen a New York City, i coltelli in ceramica «sono super-resistenti e mantengono l’affilatura molto più a lungo dell’acciaio inox». Per motivi di costo, la coltelleria in acciaio inossidabile rappresenta ancora la preferenza più diffusa, oltre ad essere una opzione ottima e funzionale.

I taglieri in legno o in bambù rappresentano fantastiche superfici da taglio e secondo Cervoni, un motivo per cui sono meglio del vetro è costituito dal fatto che il vetro consuma più in fretta l’affilatura dei coltelli. Il bambù non solo rappresenta una superficie da taglio estremamente dura, ma proviene anche da una bella pianta che ha una crescita veloce, il che la rende una risorsa altamente sostenibile. Inoltre, se vi servite di taglieri in legno o bambù, fate in modo di averne due: uno per carne, pollame e pesce, e un altro per frutta e verdura. Lavateli sempre scrupolosamente con sapone naturale e acqua dopo averli usati. Per impedire ai taglieri di seccarsi, trattateli regolarmente con olio di noce di alta qualità.

Usate erbe aromatiche fresche e spezie per i vostri piatti ogni volta che vi è possibile; aggiungono non solo sapore, ma anche vitalità e ulteriore energia agli alimenti. Mentre aggiungete questi ingredienti freschi, lasciate che lambiscano tutti i vostri sensi, permettendovi di abbandonarvi alla loro consistenza e aroma. In un secondo momento, osservate il loro evidente contributo alla creazione del sapore del vostro pasto. Promettete oggi stesso di rendere ogni pasto un’opera d’arte, all’altezza di una regina e di un re, qualcosa che parli dell’immanente consapevolezza che dimostrate verso la vostra autostima!

Andando in cucina

«La cucina è alchemica,
un luogo in cui si cucina concretamente
e spiritualmente. Noi ci andiamo
per trovare nutrimento e per stare bene.

Ci andiamo per ritornare al centro,
nel cuore della casa,
nel cuore della nostra abitazione.
In cucina siamo tutti uno,
uniti dalla fame,
una vera fame spirituale.

Ci rechiamo in cucina per essere nutriti e rivelati.
È un luogo sacro».

~ Gunilla Norris, in Becoming Bread

Per nutrire la riflessione
Vi è mai capitato di andare in un ristorante alla moda e, nonostante le recensioni entusiastiche che lo riguardano, di percepire che qualcosa, in quel pasto, era semplicemente un po’ “sbilanciato”? Ci potrebbe essere un ottimo motivo per questo. Ho altrettanta esperienza di industria della ristorazione di quanta ne ho del mondo dell’alta moda. Ci sono letteralmente cresciuta dentro, conquistandomi il mio primo impiego come aiuto-cameriera in un affollato ristorante di New York quando avevo solo quattordici anni; e proprio come l’industria delle modelle, anche il mondo dell’alta gastronomia ha un suo “lato oscuro”. Dietro le scene di quasi ogni ristorante di ottima reputazione si può fare pressione sulle prestazioni degli chef, in quella che già di per sé costituisce un’industria stressante per le persone che ci lavorano. Sebbene all’inizio molti chef si considerino fortunati di avere l’opportunità di esprimere liberi e beati il loro talento personale, spesso la loro euforia soccombe dinnanzi a un ritmo frenetico e logorante e alla costante ansia da prestazione che accompagna la notorietà. Aggiungete a questo il tipico trambusto che avviene dietro ai battenti in perpetuo movimento della cucina di qualunque ristorante affollato, e avete tutti gli ingredienti di un pasto che può voler richiedere molta più energia da voi che lo consumate, di quanta non ve ne possa offrire in cambio.
Imparate a discriminare.
Indipendentemente dal fatto che si tratti di un ristorante a cinque stelle o di una pizzeria, scegliete un posto per mangiare in base sia a come vi sentite personalmente nella sua atmosfera ed energia, sia, per l’altra metà, in base alla sua notorietà.

Esercizio in risonanza n.7
Preparatevi un pasto saturo di Amore dall’inizio alla fine. Usate alimenti integrali, freschi e vitali, e mentre create quel pasto, sintonizzatevi su come ci si sente quando si ama il processo al pari del “risultato”. Mangiatene quanto volete, una volta pronto. Assaporate ogni momento, ogni sensazione che pervade i vostri sensi fino all’ultimo boccone. Sentite cosa significa sentirsi realmente SAZI in ogni accezione del termine. Quando sentite di aver goduto abbastanza dell’esperienza, osservate con delicatezza e obiettività come questo pasto si differenzia dal vostro precedente approccio al mangiare.

«Piccoli ma stellari momenti si realizzano perfino quando si cucinano le cose più semplici». ~ Deborah Madison, autrice di Vegetarian Cooking for Everyone

«Oggi gli ortaggi vorrebbero essere tagliati da qualcuno che stia lodando il nome di Dio...». ~ Hafiz, poeta sufi

«Noi tutte cuciniamo insieme intorno a un falò. La nostra canzone struggente va in crescendo. Condividiamo gli strumenti, gli attrezzi e i piatti. Siamo compagne su questa terra». ~ Hafiz

Da “L'alimentazione sana e naturale”, cap. 7



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