Salute

Curare i tumori con il metodo Di Bella

Fonte: Il Giornale.it


CATEGORIE: Salute

luigi di bella
Attualmente più di cento medici in tutta Italia curano col Metodo Di Bella diverse migliaia di persone colpite da tumori

Achille Norsa, specialista in chirurgia generale, toracica e cardiovascolare, ha lavorato alla Divisione di chirurgia toracica all’ospedale Maggiore di Verona dal 1973 al 2004 diventandone dirigente nel 1995. Oggi ha 70 anni, è in pensione ma continua a curare i malati di tumore nel suo studio privato applicando il metodo Di Bella.

Da studente ha frequentato la facoltà di medicina all’università di Modena e i corsi di fisiologia del professor Luigi Di Bella. Otto anni fa è stato vicepresidente della Sibor, la società di bioterapia oncologica razionale nata con l'intento di rilanciare la terapia dibelliana, che, sei anni fa è diventata parte della Fondazione Di Bella. I suoi lavori scientifici sui malati di cancro al polmone sono apparsi sulla rivista Cancer Biotherapy & Radiopharmaceuticals (vol 21, n n° 1, 2006 e vol 22 n° 2, 2007).

“Ho osservato nel tempo, per otto anni, due gruppi di pazienti in fase avanzata al III e IV stadio (alcuni erano stati coinvolti nella sperimentazione del ’98). Il primo gruppo di 28 malati con metastasi a distanze (mediastino, fegato, surrene, cervello e ossa) non aveva fatto né intervento, né radio, né chemio: per loro la Di Bella era cura di ‘prima linea’; il secondo invece aveva seguito diverse terapie, dagli interventi alla radio, alla chemio.

La letteratura scientifica rivela che la mediana di sopravvivenza di malati come quelli del primo gruppo è di appena 3,7 mesi, con la terapia Di Bella questo indice di sopravvivenza (la mediana) è diventato di quasi 18 mesi. Ossia, non solo questi pazienti sono sopravvissuti più a lungo ma hanno avuto anche condizioni di vita accettabili. L’altro gruppo, quello composto da malati che avevano fatto chemio e radio, ha avuto la mediana di sopravvivenza di poco più di tre mesi perché le terapie cui sono stati sottoposti hanno danneggiato l’organismo in maniera irreversibile, in questo caso la terapia Di Bella ha soltanto potuto migliorare la loro qualità di vita”.

Lei è un chirurgo che ha scelto di applicare il metodo Di Bella, come mai?
“Nel ‘95 un’amica della mia famiglia, con tumore alla vescica inoperabile, si rivolse a Luigi Di Bella. In un anno guarì. Del mio professore di università conservavo un ottimo ricordo, tutti lo consideravano un genio. Sono andato da lui per cercare di capire, devo ammettere che sono rimasto letteralmente colpito…”.

Da cosa?
“Dal razionale scientifico. Il professore mi fece una lezione di un’ora e mezza, mi parve di esser tornato studente.”

Dunque?
“Il professore mi affidò un fascicolo di lavori scientifici. Il fisiologo è uno scienziato puro, che studia il funzionamento di tutti gli organi. Mi sforzai di entrare nell’argomento il più possibile. Per due anni andai da lui a ‘ripetizioni’, mi presentavo alle 6,30 del mattino perchè poi arrivavano i pazienti”.

Quando cominciò a curare i malati con la Di Bella?
“Proprio in quel periodo, dal ’98 al 2004 facevo il chirurgo in ospedale e ai pazienti parlavo di questa cura. Portavo periodicamente da Di Bella le cartelle mediche di chi accettava la terapia”.

Quanti pazienti ha curato?
“A oggi più o meno duemila”.

Di quali tumori?
“Dalle leucemie ai linfomi, ai tumori solidi ma per favore non scriva che venivano curati tutti allo stesso modo. La Di Bella ha un modulo fisso e tantissime varianti, quanti sono i tumori e le stadiazioni”.

D’accordo. Ma i pazienti guarivano?
“Dipendeva dallo stadio della malattia e dal fatto che la Di Bella fosse o meno applicata subito (e non dopo chemio e radio)”.

Qualche esempio?
“Il tumore al polmone al primo stadio, inferiore a tre centimetri, può guarire in due anni senza intervento. Al secondo stadio, quando supera i tre centimetri si può operare e curare. Al terzo e quarto stadio, quando non è più possibile fare l’intervento, suggerisco soltanto la terapia biologica Di Bella. Fra i miei pazienti al primo e secondo stadio il tumore è regredito o si è stabilizzato nel polmone. In alcuni casi il tumore viene incapsulato da una cotenna fibroso-calcifica e quindi ‘sequestrato dall’organismo’ e i pazienti convivono con la malattia conducendo una vita normale”.

Lei curava gratis i pazienti in ospedale con la Di Bella?
“Sì, poi quando hanno cominciato a occuparsene i giornali avevo il reparto bloccato, c’era gente dapperttutto, l’amministrazione mi comunicò che non avrei più potuto occupare gli spazi per consulenze gratuite”.

E si aprì un suo studio. Cura ancora i tumori così?
“Certamente, ho riportato anche alcuni casi nel libro ‘La multiterapia biologica razionale dei tumori: il metodo Di Bella (ed. Mattioli)’”.

Chi le manda i pazienti?
“Con il mio portale su internet è tutto più facile (www.achillenorsa.com), arrivano da soli o tramite conoscenze, anche dall’estero…”

Perché negli ospedali nessuno parla di questa terapia, lei pensa che i suoi colleghi sappiano e tacciano?
“Me lo chiedo anch’io: il medico dovrebbe essere curioso e rivestirsi di umiltà per capire. Conosco anche alcuni giovani disposti a seguire questa linea ma temono l’ostracismo del mondo della sanità”.

Addirittura? Qual è l’ostacolo principale?
“Il dio denaro. Sono le multinazionali che dettano le regole, nessuno si arricchisce con la Di Bella: per curarsi si spendono 15-20 euro al giorno, nei casi in cui c’è bisogno dell’octeotride (un derivato della somatostatina) si arriva a 60 euro al dì. Nulla a confronto di un ciclo di chemioterapia che può costare 50mila euro senza l’indotto (per ciascun malato di cancro lo Stato spende 200mila euro) e comunque…”

Comunque?

“Anche se non è un gran costo, dispiace che siano i pensionati a doversi pagare di tasca propria una cura anticancro”.

Ma la chemioterapia è efficace?

“In 48 anni di ospedale raramente ho visto un tumore solido guarire con la chemioterapia a meno che non sia stato associato l’intervento chirurgico. Le spiego come funziona…”

Prego…

“La chemioterapia ha un’azione di debulking, ossia di riduzione della massa tumorale. Un tumore è liquido per l’80%: chemio e radio diminuiscono la parte liquida del tumore. Però può succedere che l’attività proliferativa del tumore riprenda con più intensità proprio perchè l’ambiente biologico non è in equilibrio dal punto di vista immunitario. Inoltre la radioterapia ha come effetto quello di rendere insensibili le cellule cancerose (quelle sopravvissute) a qualsiasi altra terapia”.

Ma lei che cosa chiede?
“Vorrei che questo metodo fosse applicato negli ospedali. È una cura che funziona anche se non è ancora definitiva. Il professor Di Bella ci ha indicato un binario che andrebbe seguito da chi fa ricerca. Si tratta di un percorso che, come diceva lui stesso, farebbe ‘risparmiare tempo, denaro e vite umane’. E poi vorrei aggiungere un’altra cosa: si è visto che quando la malattia è all’ultimo stadio, la Di Bella allevia le sofferenze rispettando la dignità della persona. Mi creda: non è poco…”.



Hai un account google? clicca su:





Commenta l'articolo Commenta l'articolo Commenti (0)  |  Condividi su Twitter Condividi su Facebook Stampa  Vota l'articolo
  x x x x x x  | Votazioni (1)

Articoli di Gioia Locati

Se lo studio clinico non c’è, via libera all’estrapolazione 29 SET 2017 VACCINAZIONI
Bye, bye, PD 10 LUG 2017 VACCINAZIONI
Dall’obesità al cancro, come il cibo può curare 23 GIU 2017 ALIMENTAZIONE
Criminali “dalla forza scientifica” 24 MAG 2017 DENUNCIA SANITARIA
Vaccini o tavole della legge? 2 MAG 2017 VACCINAZIONI
Così l’Agenzia europea imbosca i dati sul vaccino anti-papilloma 21 APR 2017 VACCINAZIONI
Le morti da papilloma virus? Nessuno sa quante siano 19 APR 2017 VACCINAZIONI
Anche le formiche nel loro piccolo… si vaccinano 10 APR 2017 VACCINAZIONI
L’orchestra del morbillo. Qualche numero per (s)montare l'emergenza 20 MAR 2017 VACCINAZIONI
Vaccini, quando l’allarme sanitario è deciso dai politici 1 MAR 2017 VACCINAZIONI
“Vi spiego perché i vaccini sono inquinati” 6 FEB 2017 VACCINAZIONI
25 casette ai terremotati e 733 milioni in vaccini 23 GEN 2017 VACCINAZIONI
Il metodo Juncker applicato ai vaccini (1° puntata) 4 GEN 2017 VACCINAZIONI
Alla recita di Natale arriva Babbo Morbillo 19 DIC 2016 VACCINAZIONI
Dentro i vaccini 22 NOV 2016 VACCINAZIONI
“Vi spiego perché è inutile (e costoso) imporre le vaccinazioni” 24 OTT 2016 VACCINAZIONI
Quando la censura (su Vaxxed) fa crescere i sospetti 29 SET 2016 VACCINAZIONI
“Così mio figlio è diventato autistico” 23 SET 2016 AUTISMO
Toh, ci sono i danneggiati (gravi) da vaccino 12 AGO 2016 VACCINAZIONI
“I vaccini? Sono tutti approvati senza studi adeguati” 28 LUG 2016 VACCINAZIONI
Vaccino anti HPV: “ecco perché è inutile” 17 LUG 2015 VACCINAZIONI






Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione