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TTIP: quali rischi per la salute e l'agricoltura europea?


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Un nuovo rapporto denuncia le possibili conseguenze dell'approvazione del TTIP su agricoltura, alimentazione e salute

Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), è un trattato di libero commercio bilaterale attualmente in discussione tra UE e USA e fortemente contestato da numerose associazioni e milioni di cittadini. Ad accendere nuovamente il dibattito su questo trattato e ora il rapporto “Contadini europei in svendita”, redatto dall’organizzazione Friends of the Earth Europe che analizza in particolare le possibili conseguenze dell'approvazione del TTIP su agricoltura, alimentazione e salute.

Secondo il rapporto “il TTIP aumenterà le importazioni dagli Stati Uniti, con un vantaggio per le grandi imprese Usa fino a 4 miliardi di euro mentre avrà pochi benefici per pochissimi grandi produttori europei. Il contributo dell’agricoltura al Pil europeo potrebbe diminuire dello 0,8% con conseguente perdita di posti di lavoro, mentre al contrario quello statunitense aumenterebbe dell’1,9%”.

Inoltre secondo il report “molti produttori che operano in Europa perderanno le loro quote di mercato sostituiti dai produttori statunitensi. Il TTIP porterà poi a un’ulteriore intensificazione delle coltivazioni e della concentrazione nelle mani delle corporation dell’agricoltura sulle due sponde dell’Atlantico”.

Preoccupanti anche le possibili conseguenze sul piano ambientale e sanitario. “Le organizzazioni di produttori statunitensi stanno apertamente chiedendo all’Europa di indebolire i sistemi di protezione in ambiti quali l’approvazione di cibo Ogm, le regole sulla sicurezza dei pesticidi, il bando sugli ormoni e i lavaggi anti-patogeni nella produzione di carni”.

Degli 82 pesticidi vietati nell’Unione Europea ma in uso negli Stati Uniti, senza una regolamentazione specifica e adottando il meccanismo di equivalenza automatica, con il TTIP potrebbero essere commercializzati anche in Europa.

Anche la Rete Sostenibilità e Salute (RSS) denuncia da tempo le conseguenze negative che l'approvazione del trattato potrebbe avere sulla salute, sia indirettamente attraverso i determinanti sociali e ambientali di salute (lavoro, alimentazione, inquinamento, disuguaglianze, etc), sia direttamente attraverso la mercificazione dei servizi sanitari.

Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, durante la sua lezione su “L’imperfezione dei mercati”, tenuta alla Camera dei Deputati il 23 settembre 2014, ha pronunciato le seguenti parole:

“La posta in gioco non sono le tariffe sulle importazioni tra Europa e Stati uniti, che sono già molto basse. La vera posta in gioco sono le norme per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente e dei consumatori in genere. Ciò che si vuole ottenere con questo accordo non è un miglioramento del sistema di regole e di scambi positivo per i cittadini americani ed europei, ma si vuole garantire campo libero a imprese protagoniste di attività economiche nocive per l’ambiente e per la salute umana.”



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