Salute

Come personalizzare la terapia omeopatica dell'influenza



influenza
Non c’è dubbio che, proprio perché ogni persona è un 'mondo a sé', per tenere ben funzionanti le nostre difese immunitarie dobbiamo impostare una terapia esclusivamente personalizzata

Non c'è dubbio che, proprio perché ogni persona è un 'mondo a sé', per tenere ben funzionanti le nostre difese immunitarie dobbiamo impostare una terapia esclusivamente personalizzata e ciò implica l'attuazione anche di una Medicina Preventiva personalizzata.
Purtroppo, abbiamo perso anni ed energie per generalizzare il trattamento medico, mentre avremmo dovuto impostare la Medicina in modo opposto, ma ciò è difficile da concepire e da realizzare e richiede una certa 'cultura' sia nel medico che in colui che vuole farsi curare.

Un medico che conoscere bene tutta la storia biopatografica del suo piccolo o grande paziente sa sicuramente adattare a lui tutti i consigli che ritiene utili e che conosce, iniziando prima di tutto da quelli più semplici, più generici e più innocui e tenendo il trattamento farmacologico come ultima spiaggia (spiegando al paziente e ai suoi familiari che è solamente sintomatico e quindi mai risolutivo sulla causa patogena profonda).

Per poter personalizzare la terapia, non solo la terapia dell'influenza ma qualsiasi terapia per qualsiasi malattia, dobbiamo imparare a fare due cose importanti:
- Osservare e ascoltare il malato con i nostri cinque sensi: che posizione assume, cosa fa, se ha aspetto, odori o colori particolari, cosa dice, ecc.
- Chiedere cosa lo migliora, cosa lo peggiora e cosa desidera.

Questo approccio è essenziale ad esempio per una vera e propria terapia omeopatica, perché, per definizione, un rimedio è omeopatico essenzialmente se è il rimedio più simile all'intero quadro sintomatologico (inteso nel senso psico-fisico più completo) del paziente. Un buon libro per imparare bene lo studio del paziente e la scelta del trattamento omeopatico è il testo del Dr. Mengano (1) al quale rinvio per un corretto completamento a questo mio testo.

Impariamo allora ad osservare correttamente il malato chiedendogli e chiedendoci per esempio:
- Perché si è ammalato? Ha preso freddo, è rimasto a lungo bagnato, è venuto a contatto con persone malate?
- Come stava nel periodo prima di ammalarsi? Ha dormito poco, ha mangiato troppo o troppo poco, era eccessivamente stressato?
- Ha la febbre? Con che rapidità sale? É costante o irregolare?
- Ha il viso pallido o arrossato?
- Ha brividi? Quando compaiono?
- Ha freddo? Specialmente in quali zone corporee? Cosa aggrava la sua sensazione di freddo?
- In quale posizione si mette?
- Ha fame o sete? Desidera alimenti caldi o freddi?
- Ha mal di gola? Cosa migliora o aggrava il dolore alla gola?
- Ha il raffreddore o sintomi alla testa, ai bronchi o all'addome?
- Le funzioni intestinali sono rimaste regolari?
- Suda? Che caratteristiche ha il suo sudore?
- Ha dolori muscolari? Preferisce muoversi o stare fermo?
- Ha dolori di altro tipo?
- Desidera stare in una stanza buia e silenziosa o vuole compagnia e distrazione?
- Ha cambiato qualche suo aspetto comportamentale o caratteriale da quando è malato?
- Chiede, pretende o vorrebbe qualcosa? C'è qualcosa che gli dà fastidio?
- Guardandolo, che sensazione ci da?

Un elenco preciso e completo di queste domande, anche suddivise in base al tipo di malattia o di apparato corporeo interessato, lo si trova in un libretto scritto dal Prof. Kent, un famoso Maestro di Omeopatia, (2) e anche in uno del sottoscritto (3).

Queste osservazioni sono importanti, perché alcuni elementi che possono scaturire da questa osservazione/interrogatorio sono caratteristici di alcuni rimedi omeopatici. Se citiamo solo i rimedi più comuni e più noti, troviamo per esempio che se il paziente:
- Cerca compagnia e vuole il contatto di qualche familiare: Phosphorus.
- Desidera bevande fredde: Aconitum napellus, Apis mellifica, Phosphorus.
- È irrequieto e migliora muovendosi: Rhus toxicodendron.
- Ha brividi che si aggravano appena si muove o appena scopre una parte del corpo: Nux vomica.
- Ha una forte avversione per l'aria ed è disturbato dalla minima corrente d'aria: Hepar sulphur.
- Ha una guancia rossa e una pallida: Aconitum napellus, China officinalis.
- Ha il volto rosso stando disteso e pallido quando si alza: Aconitum napellus.
- Ha le pupille particolarmente dilatate: Belladonna.
- Ha le pupille molto piccole: Aconitum napellus, Opium.
- Non ha assolutamente sete, nonostante la febbre alta: Pulsatilla.

Anche quello che il malato dice spontaneamente è estremamente importante. Per esempio, se dice:
- "Appena mi muovo sento dolore": Bryonia alba.
- "Ho paura, sono agitato e non riesco a stare fermo": Aconitum napellus.
- "Ho tutte le articolazioni rigide e sto meglio muovendomi": Rhus toxicodendron.
- "Mi fanno male le ossa e i muscoli": Eupatorium perfoliatum, Gelsemium sempervirens.
- "Questa influenza è scoppiata all'improvviso": Aconitum napellus, Belladonna, Ferrum phosphoricum.
- "Sento le ossa rotte": Eupatorium perfoliatum.
- "Sento dolore a tutti i muscoli e non sto bene  a letto perché sento il letto troppo duro": Arnica montana.
- "Sento pulsare il collo e ho la testa calda e le mani e i piedi freddi": Belladonna.
- "Sono stanco, mi gira la testa e ho bisogno di sdraiarmi": Gelsemium sempervirens.
- "ho un grande bruciore interno, non riesco a stare tranquillo a causa dell'ansia e penso di avere una brutta malattia": Arsenicum album.
- "Voglio andare a casa": Bryonia alba.

Ovviamente, questi elenchi sono estremamente semplicistici e insufficienti e servono solo per far capire che spesso un'attenta osservazione del paziente e di quello che fa o dice permette di richiamare alla mente un certo rimedio. In ogni caso, comunque, ciò non è sufficiente per somministrarglielo, perché bisogna assicurarsi che il rimedio ipotizzato abbia un quadro generale sovrapponibile alle caratteristiche del malato e non che sia giustificato solo da 1-2 frasi dette dal paziente o da qualche sintomo isolato dal contesto.

Quindi, in conclusione, bisogna conoscere molto bene sia le caratteristiche del paziente sia quelle dei vari rimedi omeopatici. È per questo che la vera Omeopatia è lunga da imparare e richiede molta esperienza e pratica clinica.

Un libretto molto sintetico che riassume le caratteristiche principali dei rimedi più comuni è un libro del Dr. Clarke (4), mentre un libro molto più completo è quello della Dr.ssa Gasparini (5). Un libro invece utile perché elenca i più comuni rimedi omeopatici che possono essere utili per le principali patologie è quello della Dr.ssa Tyler (6).
Altri libri utili per la cura delle sindromi influenzali o delle loro complicazioni sono i seguenti:
- Borland D. M. Il trattamento omeopatico di influenza e polmonite.
- Nash E. B. I sintomi guida nelle Malattie Respiratorie.

Note
1. Mengano V. Influenza e Omeopatia. Una possibilità terapeutica in più.
2. Kent J. T. Il Grande Interrogatorio Omeopatico.
3. Gava R. Approccio metodologico all'Omeopatia.
4. Clarke A. G. Decacordi e Pentacordi.
5. Gasparini L. Studio di Materia Medica omeopatica.
6. Tyler M. L. Indicazioni cliniche dei più comuni rimedi omeopatici. Manuale di clinica omeopatica di pronto intervento.

Articolo tratto in parte dal libro "La sindrome influenzale in bambini e adulti"



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