Omeopatia

Svizzera: referendum popolare (67% di sì) fa entrare l’Omeopatia nella Costituzione

Fonte: Il Granulo


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La Svizzera è il primo paese ad avere inserito nella propria Costituzione le Medicine Complementari. Il 17 maggio 2009, il 67%dei votanti ha decretato il successo del referendum sul “Si alla medicina Complementare”, al termine di un lungo percorso incominciato nel 1999. In quell’anno, a titolo sperimentale per un periodo di cinque anni, nel sistema sanitario pubblico furono incluse medicina omeopatica, medicina antroposofica, neuralterapia, fitoterapia e medicina tradizionale cinese. Contemporaneamente fu avviato un ampio studio, denominato PEK, per valutare l’efficacia, l’appropriatezza e il rapporto costo/benefici connessi a tali pratiche.
Il PEK fu concluso nel 2006 con dati favorevoli per tutti gli aspetti considerati, ma le raccomandazioni positive del comitato di valutazione sparirono dalla versione finale del rapporto e il Ministero della Salute, prima ancora della conclusione del progetto, nel luglio 2005, cancellò dal sistema sanitario pubblico le medicine in esame.
Fu un grande colpo per pazienti e operatori sanitari; come spesso accade, la crisi si rivelò anche un’opportunità. Si capì che senza una garanzia legale la Confederazione e i Cantoni non avrebbero certamente promosso queste medicine, per cui tutti i professionisti coinvolti nelle medicine complementari, medici e terapisti, insieme agli infermieri, ai pazienti, ai produttori, ai farmacisti, unirono le loro forze per promuovere un referendum che inserisse in un apposito articolo della costituzione il riconoscimento delle Medicine Complementari. La scelta del termine complementari fu il risultato di un percorso di mediazione tra le diverse istanze e si riferisce a quelle che altrove vengono chiamate CAM (Medicine complementari o alternative) o MNC (Medicine Non Convenzionali).
L’unione di tutte le forze permise una mobilitazione straordinaria che ha dato il suo frutto.
La vittoria del referendum implica che i trattamenti medici connessi a queste 5 medicine saranno nuovamente inclusi nel sistema sanitario pubblico e quindi rimborsati dallo stato; il rimborso sarà subordinato al fatto che i trattamenti siano prestati da personale con una qualifica riconosciuta.
Tutti gli studenti di medicina dovranno nel loro corso di studi familiarizzarsi con i principali metodi della medicina complementare, come anche i farmacisti. I medicinali impiegati dovranno essere salvaguardati, per evitare che interessi di mercato portino a una loro scomparsa. I terapisti non medici dovranno acquisire specifici diplomi, attualmente non obbligatori in Svizzera.
Questo risultato avrà una importante funzione di traino in tutta Europa e speriamo che anche in Italia si arrivi a una regolamentazione che tenga conto degli aspetti peculiari che la situazione italiana comporta.



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