Alimentazione

Sugar Tax sulle bibite? È solo un altro balzello

Fonte: Repubblica.it


CATEGORIE: Alimentazione

bevande zuccherate

Quando un governo ha bisogno urgente di soldi per mettere a punto il proprio programma, di solito non si preoccupa della coerenza tra le decisioni e le finalità. L'importante è fare cassa. Lo dimostra la "Sugar Tax", inserita nella manovra economica 2019 appunto come tassa sulle bevande zuccherate, per coprire l'esclusione del regime Irap per le partita Iva fino a 100mila euro. La commissione Finanze ha già approvato la proposta e ora serve il via libera della commissione Bilancio. Ci sarà perché Lega e M5S sono d'accordo.


Ma il ministero della Salute? Al momento è silente. Eppure questa tassa, che in altri paesi è stata introdotta collegandola al benessere alimentare dei cittadini, dovrebbe coinvolgerlo. Non per caso nell'agosto del 2012 fu il ministro competente, Renato Balduzzi, a suggerire la tassa con il "decretone Sanità", proprio con obiettivi salutistici e nell'interesse di tutta la popolazione. Poi, saggiamente, Balduzzi ritirò l'emendamento. E non a causa delle pressioni delle aziende alimentari - che si fecero sentire - ma perché si trattava di una misura parziale rispetto ai fini preposti. E se il balzello era sbagliato allora, figurarsi adesso, visto che la finalità è esclusivamente economica.


Sei anni fa scrissi che non ero d'accordo, stimolando una discussione tra i lettori, divisi a metà tra favorevoli e contrari. Rileggendo lo scritto, trovo alcune argomentazioni ancora valide. Perché se è vero che in Italia abbiamo un problema di sovrappeso nella popolazione, e in particolare tra i minori, la causa non è una sola. "È una questione di stile di vita nel suo complesso. E bere una bibita gassata ogni tanto, non fa di certo male. È il consumo eccessivo di zuccheri a provocare danni all'organismo. Ma questo vale anche per gli alcolici e per i superalcolici" scrivevo. E dunque "perché non mettere una analoga tassa sul vino? Medici e nutrizionisti sostengono che un bicchiere di vino al giorno, in genere, non fa male, tutt'altro... Quale pericolo può rappresentare un bicchiere di aranciata al giorno?".

 

Se ci preoccupa l'obesità, bisognerebbe ragionare sulla intera nostra alimentazione quotidiana. E seguendo la logica della Sugar Tax, dovremmo tassare anche la pasta all'amatriciana o le patatine fritte. Perché se ogni giorno consumo a pranzo e a cena due/tre etti di pasta e poi aggiungo sempre la "scarpetta", e magari conduco una vita sedentaria, il grasso sul corpo si accumula. Inesorabilmente. È facile capire che la quantità diventa elemento discriminante. I nutrizionisti di una volta sostenevano che, in modica quantità, non c'è alcun alimento proibito. Invece nella proposta dell'attuale governo non c'è alcuna considerazione di carattere preventivo sulla salute dei cittadini; non c'è un progetto di educazione alimentare: si vogliono trovare soldi esclusivamente per tappare i buchi dell'Irap.

 

La Sugar Tax è presente in 50 paesi nel Mondo e viene applicata con modalità di vario tipo. In alcuni è una tassa "a prescindere", in altri colpisce soltanto i prodotti con zuccheri aggiunti. Quasi dappertutto un effetto c'è stato: ed è il calo dei consumi di bibite zuccherate. Ma è estremamente difficile sapere se il numero degli obesi e dei sovrappeso diminuisce grazie a questa tassa. Perché, come ricordava sei anni fa il professor Andrea Poli, a quei tempi presidente della Nutrition Foundation of Italy, “la letteratura scientifica non è in grado di documentare con certezza l’esistenza di una relazione causa-effetto tra il consumo di bevande analcoliche contenenti zucchero ed il sovrappeso o l'obesità... condizioni sono in realtà ascrivibili a motivazioni ‘multifattoriali’, tra cui - oltre alla genetica e alle abitudini familiari - la diminuzione dell’attività fisica e un’alimentazione non equilibrata".

 

Poli aggiungeva che "non esistono cibi o bevande ‘cattivi’, ma solo abitudini alimentari sbagliate, nell'ambito delle quali alcune componenti nutritive vengono consumate in eccesso rispetto al fabbisogno energetico (declinante, in una società che si muove sempre meno), mentre altre sono assunte in maniera insufficiente. Una tassa sulle bevande zuccherate, con lo scopo di disincentivarne il consumo, in questo contesto, ben difficilmente produrrebbe un qualsiasi risultato positivo: una simile misura, tra l'altro, colpirebbe anche i consumi non eccessivi, nutrizionalmente accettabili, degli alimenti oggetto del provvedimento, che sono largamente prevalenti, nel nostro Paese, in tutte le fasce di età".

 

E Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) sosteneva che dare la colpa dell’obesità dilagante alle bevande analcoliche è fuorviante. “Per quanto l’obesità sia una delle sfide più difficili per i Paesi europei, gli interventi di prevenzione finora attuati si sono dimostrati inefficaci perché non si è tenuto conto della complessità del problema e non sono stati programmati interventi strutturali incentivanti l’attività fisica e il movimento. Non è concepibile penalizzare tutti i consumatori con una misura fiscale che non educa e contemporaneamente offre un’immagine sbagliata di un prodotto che, se consumato in maniera ordinaria, non crea preoccupazioni”.

 

Ma il ragionamento dell’esperto andava oltre. “Se iniziamo a colpevolizzare le bevande analcoliche, anche a zero calorie, cosa succederà quando arriveremo ai grassi, ai dolci, al cioccolato, o alla pizza? E' auspicabile che non si arrivi mai ad uno stato etico-salutista, in cui i politici si appropriano delle scelte private dei cittadini". Parole che sottoscrissi nell'agosto del 2012, e valide anche oggi.

 

Tuttavia, se la Sugar Tax servisse per finanziare l'abbattimento delle liste di attesa, o per promuovere una campagna di informazione sugli stili di vita, sulla prevenzione, se ne potrebbe discutere, perché la causa sarebbe diversa. E la ministra Giulia Grillo dovrebbe esprimere la sua opinione. Ma così è un errore, nel merito e nel metodo: è soltanto un balzello.



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