Omeopatia

Breve storia dell’omeopatia in Germania

Fonte: Il Granulo


CATEGORIE: Omeopatia

La Germania è stata la culla dell’Omeopatia non solo perché Hahnemann vi nacque ed operò per quasi tutta la vita, ma anche perché nelle più grandi città tedesche essa si affermò e molti medici tedeschi ed austriaci ne determinarono la diffusione nel resto d’Europa e fuori d’Europa (il tedesco Constantin Hering introdusse l’omeopatia negli USA e contribuì in maniera determinante all’enorme sviluppo che ebbe in America).
All’inizio in Germania l’Omeopatia fu fortemente osteggiata dai governi assolutisti dell’epoca; come spesso accade, i stupefacenti successi terapeutici ottenuti su personaggi famosi ed influenti (tra cui Goethe ed il Feldmaresciallo Schwarzenberg, che nel 1813 aveva sconfitto Napoleone a Lipsia) indussero a modificare l’ostilità verso il nuovo metodo terapeutico.
Ovunque si formarono ed operarono abili medici omeopatici. Un nome emerge su tutti: quello del barone von Boenninghausen, di Munster, consigliere del re, direttore del Giardino Botanico, fedele allievo di Hahnemann, che dal 1831 si dedicò totalmente alla pratica ed insegnamento dell’Omeopatia. Lipsia, Heidelberg, Rastadt, Friburgo, Strasburgo e Colmar (queste ultime due città alsaziane allora in Germania, oggi in territorio francese), Monaco di Baviera, Stoccarda, Norimberga, furono alcune delle più importanti città tedesche dove, nei primi decenni dell’ottocento, operarono con successo vari medici omeopatici, dediti sia alla cura degli alti strati della società che delle persone meno abbienti.
Grande impulso alla accettazione e diffusione dell’Omeopatia venne dall’epidemia di colera del 1830-31, che imperversò mietendo molte vittime negli stati tedeschi e nel vicino Impero Austro-Ungarico. Al contrario di coloro che, seguendo i trattamenti “scientifici” dell’epoca, morivano in percentuale altissima, la quasi totalità di coloro che si affidavano al trattamento omeopatico (compresi i regnanti) veniva guarita! Le indicazioni terapeutiche proposte da Hahnemann furono preziose e costituirono la base concreta su cui molti medici omeopatici poterono ottenere i loro brillanti risultati nel corso dell’epidemia di colera (l’abate Veith di Vienna trattò omeopaticamente 125 persone, solo 3 morirono).
Nel 1829, 50° anniversario della laurea in Medicina di Hahnemann, venne fondata la “Zentral Verein Homeopatische Artze” (ZVHA), Associazione Centrale dei Medici Omeopatici.
Nel 1813 fu fondato a Kothen (Sassonia-Anhalt), città in cui Hahnemann allora risiedeva, il primo ospedale omeopatico, la “Lutze Klinik”, che fu attivo fino al 1915. Nel 1832, Friederich Rummel, allievo di Hahnemann, pubblicò il primo numero della “Allgemein Homeopatische Zeitung” (Giornale Omeopatico Tedesco), che è stata edito per ben 165 anni fino al 1997.
Nel 1843, a Lipsia venne aperto un Policlinico omeopatico, distrutto nel 1943 dai bombardamenti degli alleati.
Nel 1883 la principessa Giulia Oettingen Wellestlein finanziò un ospedale omeopatico in Monaco di Baviera.
Dal 1870 al 1933 furono attive 444 associazioni popolari di estimatori dell’Omeopatia, le più importanti delle quali nel Wuttemberg ed in Sassonia- Anhalt.
Fin dal 1883 furono istituite casse mutue che autorizzavano trattamenti omeopatici.
Negli anni della Repubblica di Weimar, il chirurgo August Biers insegnò omeopatia presso la “Friederich Wilhlelm Universitat” di Berlino e così pure dal 1928 il dott. Ernst Bastanier.
Nel 1929 venne inaugurato il Policlinico Universitario Omeopatico, finanziato dalla Casa farmaceutica Willmar Schwabe di Lipsia.
Nel tragico periodo nazista l’Omeopatia incontrò sostenitori anche tra gli stessi alti gerarchi. Il medico personale di Adolf Hitler, il dott. Gerhard Wagner fondò la “Neue Deutsche Heil Kunstle” (“Arte di Guarigione della Nuova Germania”) e fu promotore insieme ad Himmler ed Hess della diffusione della medicina omeopatica; fu concesso di utilizzarla anche agli “Heilpraktiker” (naturopati). Vari omeopati tedeschi decisero di fuggire dalla lucida follia nazista ed abbandonarono la Germania hitleriana ed i territori annessi: Edward Whitmont e William Gutman ripararono negli USA; Ledermann, Menasse e Lesser (autore di pregevoli testi) e molti altri trovarono rifugio in Inghilterra; Norbert Galatzer addirittura in Cina.
Nel 1940 fu terminato ed inaugurato a Stoccarda l’ospedale omeopatico “Robert Bosch”, con ben 300 posti letto!
Robert Bosch (1861-1942), ingegnere, famoso in tutto il mondo come fondatore dell’industria elettrotecnica che porta il suo nome, fu per tutta la sua vita, oltre che un paziente omeopatico, un cultore e studioso dell’omeopatia, tanto da raccogliere cimeli, libri, giornali, documentazione fotografica ecc. che oggi costituiscono la base del grande patrimonio storico, ulteriormente ampliatosi con gli anni, dell’Istituto di Storia della Medicina della Fondazione R. Bosch.
Nel maggio 2005, in occasione del 250° anniversario della nascita di Hahnemann, si è tenuto a Berlino il 60° Congresso della Liga Medicorum Homeopathica Internationalis, (fondata nel 1925, la più antica organizzazione omeopatica che riunisce associazioni mediche omeopatiche di 55 paesi dei 5 continenti), cui hanno partecipato ben 1600 omeopati provenienti da tutto il mondo.
Nel 2003, un periodico omeopatico per i pazienti ha avuto una tiratura di 160.000 copie: questo dato, da solo, dà la misura della attuale popolarità dell’Omeopatia in Germania.



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