Omeopatia
11/03/2010
“Omaggio” agli eroici sperimentatori inglesi contrari all'omeopatia
Fonte: lastampa.it
Leggo sulle pagine de LA STAMPA di domenica 31 gennaio
della performance dei 300 scettici della Merseyside Skeptics Society che per
dimostrare l'inutilità ed inefficacia della omeopatia hanno assunto
insieme ben 84 pillole di “arsenicum album” mettendo a rischio
la loro vita per la salvezza della verità e della scienza. Erano sicuri
di non morire ma per sicurezza dicono, da veri prodi e altruisti:
"Attenzione, noi sappiamo come farlo e lo facciamo al posto vostro. Voi
però non provateci in prima persona”. Allora…. tutta questa paventata
sicurezza dell'innocuità??
Risponde l'esperto: la quantità non conta è stato un gesto sciocco.
Quando però gli chiedono che fare per vedere qualche effetto risponde:
bisogna assumerne un camion. Ma se la quantità non conta, neppure un
camion di granuli può fare qualcosa, al massimo nausea a forza di
assumere lattosio! L' esperto Walter Masci non ha citato l'individualità
medicamentosa, l'individualità morbosa e la sperimentazione pura
(proving) tre postulati chiave per utilizzare in modo corretto
l'omeopatia, individualizzando e personalizzando il trattamento. La
sperimentazione dei rimedi omeopatici avviene da più di 200 anni in
tutto il mondo per tutte le sostanze e il loro effetto sull'uomo è
assolutamente confermato da una enorme quantità di proving che sono
fatti in doppio cieco versus placebo. Si tratta di ripetere la dose per
giorni fino allo svilupparsi dei sintomi a seconda della sensibilità
individuale. A certi soggetti bastano pochi granuli per sviluppare i
sintomi del rimedio altri soggetti necessitano di più tempo.
Mi chiedo cosa possa spingere delle persone a manifestare contro una
catena di farmacie inglesi (Boots) semplicemente perché produce e
commercia rimedi omeopatici?
Il trend di crescita della medicina omeopatica in questi ultimi 30 anni
non ha mai avuto soste e i cittadini che le impiegano sono
soddisfatti al 90% cita il giornale.
Nel mondo dello spettacolo si annoverano oggi molti famosi pazienti e
sostenitori dell'omeopatia: Paul McCartney, Catherine Zeta
Jones, Jennifer Aniston, Jade Jagger, Orlando Bloom, Tobey Maguire,
David e Victoria Beckham, Nelly Furtado. Dichiarano in
interviste di pubblico dominio di avere optato per la Medicina fondata
da Hahnemann, poichè non avevano ottenuto sufficienti benefici dalla
Medicina convenzionale e a motivo della preoccupazione per gli effetti
collaterali dei farmaci.
Già nel 2002 l'Organizzazione Mondiale della Sanità sollecitava i governi nazionali a sostenere sempre di più le Medicine
non Convenzionali nelle rispettive politiche sanitarie affinché si
giungesse ad una sempre maggiore integrazione di tali medicine
nell'ambito dei sistemi sanitari nazionali.
Christopher Smallwood economista inglese docente di
Oxford e primo consulente economico del Cabiner Office britannico pubblicò, qualche anno fa, uno studio commissionato dal Principe
Carlo d'Inghilterra durato 18 mesi che prese in esame i dati
relativi al numero di persone visitate, alle patologie trattate, ai
risultati terapeutici, il rapporto costo/benefici in tre centri del
Servizio Sanitario Nazionale della Gran Bretagna dove si utilizzano MnC.
Le diverse MnC dimostrarono grande utilità nei confronti di quelle
patologie acute e croniche verso cui la medicina convenzionale non
ottiene risultati soddisfacenti o addirittura, non consente la
risoluzione. Nei centri presi in esame a riferimento si constatò che
tramite le MnC tali patologie ebbero nell'85% dei casi una
risoluzione; nel 50% dei casi significativo miglioramento. Le
visite negli studi medici generici si ridussero del 30% e vi fu un
risparmio sulla spesa per farmaci del 50% rispetto ai gruppi di
riferimento trattati con farmaci convenzionali. Si verificò anche una
riduzione del 40% della spesa per esami diagnostici e riduzione del 40%
dei ricoveri ospedalieri. Un effetto indiretto ma significativo emerso
dallo studio è che molti pazienti presi in esame, nel corso della
terapia, modificarono il loro stile di vita, prendendosi cura di seguire
una corretta alimentazione, diminuire il consumo di alcool e cercare di
smetter di fumare.
Nel campo specifico dell'Omeopatia una equipe
di epidemiologi dell'Università di Berlino hanno studiato per
la prima volta gli effetti a lungo termine dell'omeopatia nella pratica
clinica corrente. Lo studio è stato effettuato da 103 medici
omeopatici diplomati in omeopatia classica. Sono stati
coinvolti 3981 paz ( 1139 bambini) affetti da malattie
croniche. Dopo 2 anni è stato effettuato un controllo del risultato
della terapia omeopatica, utilizzando un sistema che ha permesso di
verificare non solo l'evoluzione della malattia principale, ma anche
quella della totalità dei sintomi ( e quindi lo stato di salute
complessivo). I risultati sono molti significativi: negli adulti la
gravità della malattia è diminuita di oltre il 50% e nei bambini di
oltre il 70%. Contemporaneamente si è osservato un
miglioramento dello stato di salute generale, sia negli adulti che nei
bambini. Lo stato di salute è stato valutato attraverso un questionario
validato internazionalmente. Il consumo di medicinali convenzionali è
passato da dal 45% all'inizio dello studio al 26.8% dopo due anni.
Va ricordato che più di 50 casse mutua tedesche alcune delle quali molto
grandi dal 1° maggio 2006 si accollano i costi delle terapie
omeopatiche. Hanno infatti firmato contratti di assistenza integrata con
l'Unione Tedesca Medici Omeopatici e con l'Unione Farmacisti Tedesca.
Dal 2007 circa 15 milioni di assicurati ricevono cure omeopatiche
rimborsabili dalle proprie Casse Mutua.
Nonostante queste evidenze di efficacia continua il terrorismo mediatico
contro l'omeopatia.
Sorge un dubbio: L'OMEOPATIA DA FASTIDIO A QUALCUNO?
Forse a quelli che sono imbarazzati per i 100.000
morti anno da effetto tossico dei farmaci convenzionali, 4° causa di
morte dopo cardiopatie, cancro e ictus (Bonn D., Adverse drug
reactions remain a major cause of death – Lancet 1998 351:1183) o i 2876
morti nel 1983 e i 7391 morti nel 1997 negli USA causa errori nella
prescrizione e nella assunzione di farmaci con un aumento del 257%
(Phillips, D.P., Increase in US medication-error death – Lancet 1998,
351:643,644).
Forse a quelli che non vedono di buon occhio il graduale cambiamento
della consapevolezza del cittadino riguardo alla salute e alla malattia
con maggior criticità e minor disponibilità ad un uso passivo delle
terapie che il medico propone loro.
Forse a quelli che la pensano come il Presidente della casa
farmaceutica Merks che sostenne anni fa in una intervista alla
rivista economica FORTUNE: “Il nostro sogno è quello di produrre
farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a
chiunque”
Forse a quelli che se la prendono perché il paziente omeopatico quando
guarisce non è più costretto ad assumere ad libitum i farmaci che tanto
fanno salire le quotazioni in borsa. Forse a quelli che si spaventano
per un numero: 6x10 alla 23, il numero di Avogadro che
secondo loro definisce il limite possibile all'azione di una sostanza in
natura.
Eppure la Prof. Betti e il Prof Elia, entrambi
ricercatori universitari a Bologna e a Napoli, hanno da molti anni la
dimostrazione sperimentale del contrario con semi e piante
(difficilmente suggestionabili) e con sistemi obiettivi come la
calorimetria e la conduzione elettrica.
Alla fine non mi è chiaro perché di fronte all'efficacia e al
minor costo sociale di una terapia che non ha effetti collaterali ci sia
qualcuno contrario. Evidentemente ci saranno delle convenienze personali.
Forse colui che ebbe l'atteggiamento più equilibrato nei confronti
dell'omeopatia fu Carlo Alberto, Re del
Piemonte che sentenziò nel 1839 “SE ASSURDA SARÀ
L'OMEOPATIA, CADRÀ DA SE STESSA, COME FECERO TANTI ALTRI SISTEMI; MA SE
COSA DI BUONO IN SÉ CONTIENE, MI GUARDI IL CIELO CHE IO NE VOGLIA
PRIVARE I MIEI CARI SUDDITI”.
Dopo 150 anni l'omeopatia è ancora qui più in salute che mai nonostante i
nostri eroici scettici inglesi!
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