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Spending review: il Governo sopprime l'Inran



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Spending review: il Governo sopprime l'Inran

I tagli al settore sanitario dovuti allo spending review del governo, sommati alla manovra economica del 2011, ammonteranno in 3 anni, dal 2012 al 2014, a 7,9 miliardi di euro. Lo ha riferito il ministro della Salute, Renato Balduzzi precisando che 900 milioni di euro di tagli sono previsti per il 2012, 4,3 miliardi rappresentano il definanziamento per il 2013 e altri 2,7 miliardi quello per il 2014.

Per quanto riguarda il taglio dei posti letto pubblici negli ospedali, il ministro Balduzzi ha aggiunto che dal 2013 diminuiranno secondo una stima provvisoria di circa 7mila unità sempre per effetto della spending review.

Il decreto sulla spending review prevede anche la soppressione dell'Inran, l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. Il taglio comporterà “il rischio di perdere di 80 posti di lavoro, la dispersione di un patrimonio di ricerca scientifica e l'eredità culturale di un ente che esiste dal 1939 che ha strutturato la dieta mediterranea”. Lo ha affermato Laura Rossi, ricercatrice dell'Istituto che ha partecipato ad una mobilitazione, insieme ad un centinaio di dipendenti, davanti al Ministero delle Politiche agricole, dal quale l'Inran dipende per buona parte dei progetti di ricerca.

Ogni dieci anni l'Inran realizza le linee guida per una sana alimentazione e la prossima revisione era prevista per il 2013 ma, con la soppressione, le nuove linee guida rischiano di non vedere mai la luce. A rischio interruzione sono anche i progetti avviati con le scuole in tutta Italia, per combattere l'obesità infantile.

Le attività dell'istituto è previsto che passino al Cra, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. Non vi sono però ancora notizie certe riguardo al destino dei lavoratori, in particolare dei precari. “Abbiamo 80 precari, ricercatori con contratto a tempo determinato – ha aggiunto Rossi - che rischiano di passare da un processo di stabilizzazione al licenziamento”.

Il decreto prevede anche un taglio del 10% della pianta organica del personale amministrativo, pari a 50 persone, precisa Roberto Albanese, amministrativo Inran. “È dal 1986 che non sono più stati fatti concorsi pubblici e si è proceduto con assunzioni di precari e persone che ci lavorano da 15 anni non si sa che fine faranno”.








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