Omeopatia

E' non senso scientifico definire le soluzioni omeopatiche 'acqua fresca'!


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Vittorio Elia, professore di Chimica, dipartimento di Chimica dell’Università Federico II di Napoli, studia le proprietà di soluzioni estremamente diluite, potentizzate come nei rimedi omeopatici. La sua equipe ha scoperto alcune proprietà inaspettate di queste soluzioni. Gli abbiamo chiesto di riassumerci i suoi risultati e darci la sua opinione sulle prospettive della ricerca di base in Medicina Omeopatica.

 

Caro prof. Elia, il suo lavoro, relativo alla misurazione delle proprietà termodinamiche di soluzioni altamente diluite (potentizzate omeopaticamente), è sempre più citato nella letteratura omeopatica, come una parte importante di evidenza relativa alle azioni dei rimedi omeopatici. Può, per i nostri lettori i principali obiettivi, scopi e risultati della ricerca?


Nel corso degli ultimi quindici anni di studi nel campo delle Soluzioni Estremamente Diluite della Medicina Omeopatica abbiamo messo in evidenza, attraverso studi chimico-fisici, che :

1.. la composizione chimica è esattamente uguale a quella del solvente usato per le diluizioni, nel nostro protocollo acqua pura.
2.. nonostante non vi sia quindi più traccia rilevabile del principio attivo esse differiscono profondamente dal comportamento  dell'acqua pura.

3.. questa profonda differenza nel comportamento chimico-fisico di questa "nuova acqua" mette molto bene in evidenza come la succussione possa innescare una nuova fenomenologia, ad oggi sconosciuta, che in principio potrebbe essere responsabile delle capacità terapeutiche di queste diluizioni. Naturalmente questo aspetto fa parte degli studi clinici di cui non abbiamo competenza.
4.. la succussione potrebbe quindi essere l'innesco per la formazione di aggregati molecolari di molecole di acqua la cui natura non è stata ancora determinata.

5.. la formazione degli aggregati non rientra nel paradigma della Termodinamica Classica ma piuttosto nella Termodinamica dei Processi Irreversibili con la formazione di strutture dissipative.

 

Cosa ci dice dei suoi colleghi “convenzionali”? come accolgono queste informazioni?

Sostanzialmente viene ostentato  scetticismo sulla validità dei risultati, senza entrare nel merito, ed  indifferenza sul tipo di ricerca.


Cosa sta succedendo nella ricerca di base relativa alla Medicina Omeopatica (natura chimico-fisica delle soluzioni potentizzate) nel mondo? C’è una convergenza generale sulle linee di ricerca, oppure la ricerca è ancora lasciata all’interesse individuale.

 

Qualcosa si muove in Europa nel senso di coordinare i vari tipi di ricerca, specialmente nei riguardi degli studi di natura chimico-fisica.

 

In scienza, ne abbiamo parlato diverse volte assieme, è necessaria una massa critica di ricercatori per creare e verificare le ipotesi. In Medicina Omeopatica, il numero dei ricercatori è ancora molto basso o sta aumentando?

Certamente non si è raggiunta la massa critica ma, come dicevo prima, almeno in Europa qualcosa si muove.

 

Naturalmente veniamo adesso alla domanda: i governi nazionali o europeo, finanziano sufficientemente la ricerca in Medicina Omeopatica, o almeno nel settore che sta attualmente scoprendo? Cosa pensa può essere utile per incrementare la ricerca nel settore?

Non solo i fondi nazionali sono tuttora insufficienti, ma periodicamente si verificano episodi di attacchi immotivati alla Medicina Omeopatica nel suo complesso. Sarebbe necessario che le industrie omeopatiche e  tutta la comunità di medici omeopatici si coordinassero per finanziare il progredire della ricerca scientifica in questo settore.

 

Ci dia la sua visione degli sviluppi futuri della ricerca, e ovviamente, anche nel suo settore, secondo lei quali sono le prospettive?

Bene, io credo che si siano fatti molti passi in avanti nel settore chimico fisico ed in particolare in quello spettroscopico Insieme a quello termodinamico che è un po' più avanti, potrà essere in futuro una carta vincente. Occorre quindi impegnarsi nella interpretazione dei risultati sperimentali che, questi si, hanno raggiunto la massa critica per dare un quadro più complessivo ed organico della ricerca in corso.
Naturalmente il punto critico riguarda la non sistematicità degli studi clinici a cui è deputato il compito, veramente importante  di evidenziare in maniera chiara le capacità terapeutiche di questa medicina.

 

Personalmente io credo che, riguardo alla convalida clinica, siamo al centro di una doppia sfida: da un lato i trials clinici convenzionali no si adattano perfettamente alla metodologia omeopatica, a questo è stato riconosciuto da leggi europee. Quando questi tipi di trials sono stati eseguiti, sovente e facilmente sono stati criticati. Dall’altro lato nuovi metodi per convalidare la terapia sono in fase di test (alcuni sono stati mostrati durante l’ultimo congresso della Liga Homoeopathica). In più la ricerca clinica è finanziata poco così come lo è quella di base.  Ma ci dica, esiste attualmente una interconnessione tra clinici e ricercatori di base in Medicina Omeopatica? come crede la sua ricerca possa aiutare la pratica clinica?
Come ho detto precedentemente  la nostra competenza è nel campo della chimica fisica e non nel campo della medicina, per cui attualmente non vi sono collegamenti tra i due settori. Non v'è dubbio tuttavia che una delle critiche più feroci alla Medicina Omeopatica  è legata al fatto che i rimedi adoperati sono  "acqua fresca", per cui essi non possono funzionare. Bene questa critica non ha più motivo di essere in base ai risultati  della ricerca scientifica di base nel settore della chimica fisica. La strada per ottenere i risultati, in qualche modo, auspicati nella domanda, è ancora molto lunga! Qualcosa si è mosso, alla lontana, in quel senso, da quando è iniziata la collaborazione con la Prof.ssa. Betti (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali Facoltà Agraria Università di Bologna*). Infatti i risultati dell'uso di rimedi omeopatici nel campo del mondo vegetale (la ricerca della Prof.ssa Betti*), indicano una connessione con i risultati chimico fisici. Si apre quindi un nuovo fronte di ricerca che potrebbe dare qualche  speranza in questo senso.


Forse è una domanda personale, ma come è entrato nel mondo della Medicina Omeopatica?

Per pura curiosità!


Speriamo davvero che sempre più ricercatori si avvicinino alla Medicina Omeopatica per curiosità, molte grazie prof. Elia.



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