Omeopatia - Casi Clinici

Gli effetti del Simillimum nella pratica clinica omeopatica: un caso di Muriaticum acidum

Fonte: Il Medico Omeopata



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Vedo la signora Giuseppina di 55 anni per la prima volta sei anni fa. Ha un aspetto giovanile, la pelle liscia, i capelli biondi naturali, gli occhi azzurri, di statura e corporatura medie. Vestita in maniera piuttosto elegante e ben curata, mantiene questo aspetto sia in occasione della prima che delle successive visite. Il comportamento è pacato e misurato, molto "signorile", l'eloquio in sintonia con esso. Traspare una certa depressione, in fondo, quasi una rassegnazione.

 

"Sono già stata in cura omeopatica per diversi anni, da un suo collega di Firenze, circa otto anni fa". Mi fornisce un elenco scritto con tutti i rimedi somministrati all'epoca, con diluizioni dalla 5CH e alla 9CH: Mag-s, Cimic., Chel., Foll., Ust., Aur., Canth., Lach., Ham., Sabin., Sec., più alcuni composè: "Ero andata a farmi curare per un fibroma all'utero e per delle cisti ricorrenti. La cura mi aiutò abbastanza, ma ora quel suo collega è morto".

 

Le chiedo di specificarmi meglio di che disturbi aveva sofferto in passato: "A 33 anni ho avuto una colica renale qui a sinistra, ma non c'erano calcoli, solo sabbietta. Poi un'altra colica a destra, nove anni dopo, sempre senza calcoli. Però da allora non ne ho più sofferto. Ho avuto l'intervento di appendicite a 18 anni. le tonsille a 27 anni, erano proprio grosse. Una ghiandola del Bartolini infiammata, operata a 28 anni. Ho avuto due figli, le gravidanze e i parti sono andati molto bene. Fortissime cistiti 5 o 6 anni fa e poi la storia del fibroma. Ma le emorragie che mi dava sono state molto migliorate dalla cura omeopatica. Poi mi è venuta la menopausa".

 

Su mia richiesta aggiunge: "le mestruazioni le ho sempre avute molto regolari, a parte negli ultimi mesi. Non sono mai state dolorose e mai scarse, forse un po' più abbondanti. Ero un po' più nervosa prima e malinconica come tutte le donne".

 

"Ora vengo da lei perché, da un po' di tempo, diciamo da un anno, sento delle fitte forti qui (al fianco destro) forse per l'intossicazione al fegato, che mi sono presa dagli antibiotici, che presi giusto un anno fa per qualche ritorno di cistite. Poi ho anche dei dolori alla schiena, qui in fondo (lombari)".

 

Cerco di modalizzare meglio questi dolori, ma le risposte sono molto generiche. Le chiedo se per caso ha notato qualche differenza a seconda del cibo assunto e riguardo alla sua alimentazione in genere. "È lo stesso sia che mangio o meno. Ho sempre un discreto appetito, ma a volte mi viene una fame rabbiosa. Digerisco comunque sempre bene e anche l'intestino è regolare; in qualche periodo è stitico. Sono più golosa di pastasciutta e di pane, di farinacei in genere. Non ho cibi che mi disgustano o che non posso digerire. Ho sempre molta sete, di acqua e non di altro, bevo spesso anche fuori pasto. Poi devo bere anche per via delle cistiti".

 

Le chiedo qualcosa di lei, del suo carattere, della sua infanzia. "Ho un carattere molto solitario. Sono spesso malinconica e ho voglia di stare da sola, ci starei anche una settimana da sola. Non mi sento molto vivace, anche i colori non mi piacciono quelli forti, vivaci. Preferisco sempre i quadri con colori più scuri, tenui. Sono molto ordinata, anche pignola, ho la sindrome della casalinga, infatti mi arrabbio per il disordine, ma in generale mi arrabbio per stupidaggini. Quando mi arrabbio tengo sempre dentro. Esprimo poco la gioia e il dolore, anche se dentro. Da bambina ero più di compagnia, ma molto chiusa, anche allora. Ero sempre in mezzo ai maschi, a giocare con loro, preferivo giochi di movimento. Non ero gelosa, neanche di mio fratello più giovane. Questa chiusura me la porto dentro anche ora, anche sessualmente sono molto riservata con mio marito".

 

Domando se ha mai avuto qualche paura. "Da bambina un po' dei cani e dei fantasmi, ma poco, sa con tutte le storie che ci raccontavano. Un po' anche dei temporali, anche se ora invece mi piacciono". Aggiunge spontaneamente: "quando sono sola e sono triste e piango allora sto meglio dopo, ma solo se sono sola piango." "Sono molto ansiosa per i miei figli, mia figlia ha una bambina piccola di tre mesi che non sta bene e io mi preoccupo. allora dormo male e vengono le depressioni. Ci sono alcune volte che vorrei andarmene e non vorrei vedere più nessuno, non vorrei più preoccuparmi di nessuno".

 

Le chiedo cosa le piacerebbe fare: "La musica mi è sempre piaciuta e mi attira molto. Vorrei ballare e scuotermi e dimenticare". Rimango molto colpito da quest'ultima affermazione e in considerazione della sintomatologia generale e dell'aspetto della paziente penso a Sepia, pur rimanendomi un sospetto per Nat-m. Decido per SEPIA 200CH, due monodosi più placebo.

 

Rivedo la paziente dopo un mese: l'aspetto è consueto, l'umore mi sembra immutato. "Va molto, meglio. Come fegato e fitte qua (al fianco destro) molto meglio. Anche il dolore alla schiena non è più forte come prima, qualche fitta ogni tanto. Mi sento più gonfia. Sono stata meglio subito, dopo le prime due dosi di Sepia. Cistiti niente, mi sono riprese solo un po' di vampate, che ho avuto, ma poche in verità, appena sono andata in menopausa. Non ho neanche più tanta stanchezza, mi sento più in forze".

 

Cerco di approfittare riguardo il suo umore, ma mi risponde di sentirsi bene, anzi di essere stata meglio, mantenendosi sul generico. Costato una volta di più quanto si mantenga "abbottonata". Mi dilungo sull'esame obiettivo, dal quale non riscontro nulla di particolare: l'addome è piano, trattabile, salvo una lieve dolorabilità della fossa iliaca destra. Il fegato è nei limiti, indolente, come pure il punto cistico. La manovra di Giordano è negativa. La pressione arteriosa si mantiene nei limiti, 130/80. L'azione cardiaca è valida, con toni ritmici, frequenza 72/minuto. Prescrivo PLACEBO e le raccomando di farmi avere sue notizie dopo qualche mese.

 

Nei due anni che seguono rivedo la paziente saltuariamente, ogni 4 o 5 mesi. Non lamenta disturbi particolari (almeno a me sembra) e le condizioni sembrano stazionarie. Solo qualche volta ripeto la prescrizione di Sepia in diluizioni crescenti (M CH e XM CH) per disturbi occasionali e con risultati molto convincenti.

 

Mi telefona dopo due anni e mezzo dalla prima visita e con tono molto concitato e perentorio mi chiede una consultazione urgente. "Mi sono venuti dei fortissimi mal di testa, un po' ne avevo sofferto da giovane, ma mai così forti. Mi è venuto un raffreddore perenne che sembra quasi allergico. Sono tronate le fitte al fegato, più dolorose di prima, con irradiazione alla schiena qui a destra. Ho preso Chelidonium come mi ha ordinato per telefono, man non è servito a niente. Ho avuto anche qualche accenno di cistite, poca roba per fortuna". "Come mi vede, sono molto depressa, non lo nascondo. Piango molto".

 

Le chiedo che cosa le sia successo. Trattenendosi vistosamente dallo scoppiare in lacrime, col viso completamente rosso, mi rivela che il marito sta passando seri guai finanziari e non solo. "Abbiamo un garage e una piccola officina meccanica. Ora ci hanno dato lo sfratto. Ma dove possiamo andare a pagare chissà cosa, siamo oramai anziani, mio marito dice che non ce la farebbe più. Non ci sono altri posti a Genova a un prezzo accessibile, sono già così pochi. lui fa il meccanico alla vecchia maniera, ripara solo le auto vecchio stile, quelle senza apparecchiature elettroniche, diche che ormai alla sua età non vale la pena di comprare apparecchiature costose per riparare i guasti elettronici. Così che il massimo introito ci viene dal garage, ma se ci tolgono quello. non so, sono preoccupatissima". "Poi ho anche il figlio più piccolo che non sta bene, si trova in una depressione mortale, non trova lavoro, mi ha detto molte volte che si vuole suicidare. io non credo che sia vero, ma ho paura."

 

Non riesce più a trattenere le lacrime e scoppia in un pianto dirotto, a stento le sono sufficienti i due pacchetti di fazzoletti che le porgo. "un anno fa è morto mio padre, eravamo molto legati. Allora ho invitato mia madre a vivere con noi e tre mesi fa è morta anche lei. Così di colpo, da un giorno all'altro. mi sento molto sola". "Litighiamo spesso io e mio marito, quando lui alza la voce io mi zittisco, non riesco a parlare. Allora il fegato mi fa male, le fitte sono così forti. E mi sono venuti questi mal di testa da impazzire".

 

Per sviarla un po' dal discorso le chiedo se può descrivermi meglio questi suoi mal di testa: "Mi vengono qua, sulla fronte, a sinistra, a volte sulla fronte, altre volte appena sopra l'occhio sinistro. Non so che dolore sia, non saprei descriverlo. Non mi sento scoppiare, però è continuo, continuo, viene sempre più forte, non c'è niente che lo mandi via, devo imbottirmi di Novalgina. Non posso assolutamente sdraiarmi col mal di testa, guai, sia di giorno che di notte. Anzi, la maggior parte delle volte mi prende che sono a letto, così che non posso neanche più fare il mio riposino pomeridiano". "Non so se sono dovute al fegato, che ha ripreso a farmi male, anche come intestino non vado molto bene e mi sono venute delle emorroidi che non le dico."

 

Insisto per maggiori spiegazioni: "Ho sempre sofferto di emorroidi, fin da ragazza, forse non glielo avevo mai detto. Mi hanno sempre prolassato molto e qualche volta mi hanno fatto molto male, ma mai come ora. Un dolore opprimente, terribile, pazzesco. Non posso camminare, devo stare seduta o sarebbe meglio sdraiata ma se mi sdraio mi viene mal di testa. non so come fare. Ogni tanto sanguinano, ma mai molto".

 

Domando se si è accorta di altri disturbi (come se non bastassero quelli appena elencati). "La memoria. Avevo una memoria di ferro, ora ho dei vuoti mostruosi, delle amnesie, non ricordo più assolutamente nulla. Non ricordo dove metto le cose. Non ricordo quello che ho appena fatto, faccio le cose e non so poi se le ho fatte, vado a ricontrollare mille volte. Non ricordo quello che ho detto, ma anche pochi minuti dopo che le ho dette! Ripeto le cose sempre a tutti, mi guardano strano, penseranno che son rincretinita del tutto!" "A momenti, ora, mi viene un nodo alla gola, me lo faceva già anni fa ogni tanto, insieme a delle palpitazioni che mi venivano a momenti, quando mi emozionavo. Io ingoio sempre, cerco di non dare fastidio agli altri. Sento molto il cambio di stagione".

 

Chiedo maggiori dettagli: "Se potessi sfogarmi e piangere il nodo mi si scioglierebbe, ma se tengo tutto dentro. mi viene quando mi sento mortificata o offesa.. sento qua che c'è una cosa che non va né su né giù".

 

Continua spontaneamente: "Oramai da più di quattro anni ho poco o niente olfatto. Il gusto lo percepisco, tipo il dolce e il salato lo sento, ma per esempio, l'odore del gas non lo sento. E pensare che una volta, come per la memoria che era così buona, avevo un olfatto che potevo cercare i tartufi e ora non più".

 

 

Repertorizzo su Mac Repertory:

MIND, RESERVED (99)

MIND, WEEPING, tearful mood, amel symptoms (24)

HEAD PAIN: GENERAL; lying, while: agg. (111)

HEAD PAIN LOCALIZATION, Forehead, lying while; agg. (17)

HEAD PAIN LOCALIZATION; Forehead, eyes, above; left (113)

THOROAT, LUMP plug sensation of (181)

MEMORY, weakness, loss of, done for what he has just (39)

MIND, MEMORY , weakness loss said, for what has (34)

SMELL: DIMINISHED (58)

RECTUM, HEMORRHOIDS, protruding, prolapsed (37)

RECTUM, HEMORRHOIDS: painful, very (67)

 

 

Valutati i vari rimedi usciti dallo studio repertoriale, penso alla possibilità di Muriaticum acidum come rimedio più adatto al quadro di questa paziente. Somministro MURIATICUM ACIDUM 200CH in gocce per quattro giorni e poi placebo.

 

Ci rivediamo dopo un mese e mezzo. Dallo sguardo mi sembra un po' sollevata: "Benino su tutto. Le palpitazioni sono lì, vengono e poi tornano indietro da sole, non sono venute alla gola come nei mesi prima, direi molto più diradate. Non ho più avuto il nodo alla gola". "I dolori abbastanza bene, ne avevo molti alle spalle questi non li ho più avuti. Anche i mal di testa sono quasi scomparsi. Pensi che erano terribili!".

 

Chiedo come va la memoria e gli altri disturbi: "Quella li è lacunosa sempre, un po' come prima. L'umore va meglio, mi sento meglio, ho pianto molto sui miei guai. lo trattengo sempre troppe cose e prima mi sfogavo piangendo, ma da sola per carità. Con gli altri cercavo di mascherare molto, col sorriso. Ma in questo periodo va meglio". "L'olfatto mi sembra un po' come prima, non sento quasi nulla. Ho avuto molte emorroidi fino a un mese fa, non mi facevano però molto male. Ora mi sembra che da due settimane si siano un po' ritirate e non le sento più". Prescrivo PLACEBO.

 

La visita successiva avviene tre mesi dopo la precedente, alla fine dell'estate. La signora entra con un bel sorriso smagliante, lo sguardo vivo, molto più vivace nel modo di parlare e di esprimersi. I movimenti del corpo rimangono misurati. "Sto molto bene, ho passato un'estate come non ne ricordavo. Sono felice perché mio marito si è accordato col proprietario dell'immobile e non dobbiamo più andare via da lì. Sapesse quando ero stata in ansia! Anche con mio figlio va meglio, non ha trovato lavoro però ha iniziato una psicoterapia e si vedono già i frutti, ora aiuta suo padre al garage. È che io sto meglio, così ho potuto stargli più vicino e dargli un po' di forza, anche per iniziare la psicoterapia". "Non ho più avuto dolori, né alla testa né alle spalle. Le emorroidi sono lì, forse anche più piccole ma non ho sentito nulla. Dormo profondamente e bene, al mattino mi sento piena di energia e felice di iniziare un'altra giornata. Una volta sola ho avuto un accenno di mal di testa, ho preso le goccine e mi è andato via subito".

 

Domando come va l'olfatto: "Mi sembra di sentire qualcosina, anche mio marito l'altro giorno ha detto: - Ma come? Questo non lo sento io e lo senti tu? - Va a giorni.". "L'umore va molto bene, come le ho detto, ogni tanto c'è qualcosa che mi intristisce ma sono le cose che hanno un po' tutti. e poi forse vuol dire che il mio carattere è così. Ho sempre cercato di mascherarlo molto, di non farlo vedere, neanche con mio marito".

 

Le chiedo qualcosa dei sogni: "Sognerò ma non mi ricordo. non ne ho mai ricordato uno.". "Riguardo alla memoria, abbastanza. delle lacune ci sono. Non lo so. Forse non è peggiorata. Vedremo". Prescrivo PLACEBO.

 

Nei due mesi successivi la paziente mi telefona qualche volta lamentandosi di una forte tracheobronchite con la febbre con la quale ha fatto la sua ricomparsa il mal di testa. Prescrivo telefonicamente le gocce di MURIATICUM ACIDUM 200CH con il beneficio temporaneo, solo per qualche giorno. Non riscontrando ulteriori benefici, le prescrivo MURIATICUM ACIDUM MCH, che la aiuta notevolmente e la sintomatologia scompare in 24 ore.

 

Ci rivediamo dopo 4 mesi dall'ultima visita. L'aspetto è molto allegro, anche se sempre "misurato". "Ho avuto una bella bronchite quest'autunno, è stata dura non cedere alla tentazione di prendere gli antibiotici. Ma sa, preferisco non prenderli per il mio fegato. Poi mi sono spaventata perché mi erano tornati i miei mal di testa. Ma per fortuna è andato tutto bene".

 

Mi porta in visione le analisi ematochimiche che nel frattempo le avevo consigliato di fare e, come sempre da quando la conosco, tutti i valori sono nella norma. "Mio figlio è calmo, sta abbastanza bene, non dico che sia felice però è calme, va a lavorare da suo padre". "Hanno di nuovo operato mio fratello alla gola, mi ha messo molta ansia e depressione. ma chissà come avrei reagito prima. È come se io mi sentissi un po' più distaccata". "Non ho più avuto nessun disturbo, a parte quei giorni che le ho telefonato. L'intestino va benissimo e le emorroidi anche. Ho avuto qualche giorno, quando è guarita la bronchite, qualche accenno di cistite che dicevo: ahi! Ma è passata da sola, ho bevuto solo un po' di più". "Se mi chiede dei sogni no, non ne ho fatti. O forse non li ricordo, con la mia memoria. Quella va ancora a momenti, ora che sono più serena e in pace allora sono più tranquilla e faccio più caso alle cose che faccio. Si forse mi ricordo di più". "Non ho più avuto bisogno di piangere, solo qualche volta quando ho saputo di mio fratello, ma non mi è venuto il nodo alla gola. Sono riuscita a parlarne con mio marito e forse ho fatto bene".

 

Da allora continuo a seguire la paziente, visitandola più o meno due volte all'anno. Oltre a lei ora seguo anche il marito e la figlia. Le cose hanno continuato a procedere bene e ha dovuto ricorrere al rimedio solo in occasione di febbri sporadiche dovute a raffreddamento o a episodiche cefalee, reagendo sempre in tempi brevi alla somministrazione. La diluizione si è sempre mantenuta a MCH.



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