Salute

Nel Servizio Sanitario c'è una questione morale

Fonte: Repubblica.it



sanita corruzione
Truffe, ruberie, comportamenti fraudolenti. Quanti anni ci vorranno per avere una Sanità efficiente, sicura, pulita in tutto il territorio nazionale?

Nonostante i segnali di miglioramento nelle misure anti-corruzione la situazione nel nostro Paese appare desolante: le truffe, le ruberie, i comportamenti fraudolenti, somigliano ad una metastasi dentro un corpo gravemente malato. Perciò il titolo del nuovo rapporto "Curiamo la corruzione" è abbastanza azzeccato. Tuttavia non basta una terapia per estirpare una malattia così profonda e sotto gli occhi di tutti i cittadini, come raccontano le cronache ogni giorno (ieri in Campania dieci misure cautelari per appalti nella sanità, oggi nel Lazio una trentina di indagati, sempre per corruzione, anche se in altri ambiti lavorativi).

L'articolo di Repubblica.it riassume bene i punti salienti dell'indagine presentata oggi a Roma da Transparency International, ISPE Sanità, con la collaborazione del CENSIS. Il dato più eclatante è quel 25,7 per cento di ASL coinvolte nei fenomeni corruttivi, con punte del 37,3 per cento del totale di strutture del Sud dove si sarebbe verificato almeno un episodio di corruzione. Il secondo aspetto, forse ancora più preoccupante, è che in oltre la metà delle aziende sanitarie alle misure anti-corruttive neppure ci pensano.

Ma c'è una questione che nell'indagine non viene messa abbastanza in evidenza: lo stretto collegamento tra corruzione e "cattiva" sanità. Sono due facce del nostro Servizio sanitario nazionale, che in alcune zone del Paese risultano poi devastanti. Perché a quel 37,3 per cento fa da contraltare la recente presa d'atto - sottolineata perfino dalla ministra Lorenzin - che in cinque Regioni del Sud non si garantiscono neppure i livelli più bassi dell'assistenza. E come sarebbe possibile altrimenti se un fiume di soldi (sei miliardi si dice, per approssimazione) destinati alla cura delle persone finisce nelle tasche di mascalzoni che hanno soltanto un interesse, e cioè sottrarre soldi alla collettività?

La realtà è una: dentro la Sanità - che ha un peso enorme dal punto di vista economico e sociale - c'è una non più rinviabile questione morale. Ma larga parte della politica non sembra rendersene conto, e una parte, anche se minoritaria, sembra direttamente coinvolta. In negativo. Come non bastasse, è il mondo degli operatori sanitari ad essere direttamente inquinato. Anche in questo caso si tratta di una minoranza, però la maggioranza non guarda, non sente, non parla.

Un po' di fiducia forse viene proprio dalle nuove generazioni. Alla presentazione del Rapporto sono intervenuti alcuni giovani medici, testimoniando impegno ed interesse. Eppure queste stesse persone sono le prime a dire che nella facoltà di Medicina (e non solo), il termine Etica è assolutamente sconosciuto.

Probabilmente insieme alla necessaria cura da cavallo, serve una grande opera di prevenzione che costruisca le basi di un cambiamento morale. E per realizzarlo servono nuove energie, a livello generazionale e probabilmente, anzi certamente, anche politico. Ma quanti anni ci vorranno per avere una Sanità efficiente, sicura, pulita in tutto il territorio nazionale?



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