Salute
10/06/2008
Dallo scandalo dei farmaci alla presa di coscienza individuale
Continua la saga dello scandalo dei farmaci, tra talpe in Procura, intercettazioni e video dei carabinieri, e buste con migliaia di euro dentro.
L’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, nata sulle ceneri della CUF, la Commissione unica del farmaco, proprio per cancellare dalla memoria lo scandalo di Duilio Poggiolini (l’ex Direttore del servizio farmaceutico del Ministero della Salute), ha nel corso degli ultimi 15 anni continuato nella medesima strada. Una strada costellata di viaggi pagati, benefit, regali di lusso, corruzione, concussione, comparaggio, e chi più ne ha più ne metta.
Il problema è che qui non si sta parlando di Moggi e dello scandalo del calcio-scommesse, ma della salute dei cittadini!
Personaggi privi di coscienza, “forniscono informazioni”, “notizie riservate”, “comprano dirigenti”. ”incassano quattrini”, “chiudono gli occhi sulle revisioni”, “accelerano l’entrata in commercio di farmaci dal brevetto scaduto”, il tutto per denaro e potere!
Lo scandalo, documentato dalla Procura di Torino con oltre 700 pagine, ha interessato circa 30 persone (tra cui alti dirigenti e imprenditori): otto gli ordini di custodia cautelare per corruzione.[1]
Il secondo filone dell’inchiesta di Raffaele Guariniello è “Disastro colposo per la messa in commercio di decine di medicinali non perfetti”. Per la precisione sarebbero una trentina i farmaci, tra cui: psicofarmaci, antibiotici, antipertensivi, antiasmatici a base di principio attivi, che, scaduti i canonici dieci anni di brevetto, dovevano essere nuovamente sperimentati con tutti i crismi, ma che invece sono stati proposti con modalità poco convincenti.[2]
L’indagine non riguarda solo l’Italia, ma anche la Svizzera , che si trova al primo posto al mondo per contraffazione di farmaci, addirittura prima dell’India[3], che si sa essere uno dei maggiori produttori di farmaci generici.
Tra i trenta farmaci sotto indagine, è spuntato solo il nome dell’Aulin (principio attivo Nimesulide): antinfiammatorio venduto in sedici paesi europei, fra cui Italia e Svizzera, ma ritirato dal mercato in Spagna, Finlandia, Belgio, Irlanda ed Estonia, per gravi complicanze al fegato.
Il pool di magistrati torinesi vuole appurare se esiste un nesso causale tra una serie di morti sospette (si parla di dodici decessi) e le mazzette che sarebbero state pagate. Soldi che avrebbero spinto l’Agenzia a non sospendere dal commercio farmaci che altri paesi avevano ritenuto a rischio, proprio come l’Aulin.[4] Da anni questo prodotto è sotto i riflettori della comunità farmaceutica internazionale per il suo rapporto tra effetti benefici e collaterali (influenza sul fegato).[5]
Nonostante ben cinque paesi hanno chiuso le porte all’Aulin, per gravi effetti collaterali al fegato, il 20 settembre 2007 l’EMEA (Ente europeo dei farmaci) si allinea alla posizione dell’AIFA e lascia il prodotto farmaceutico incriminato sul mercato![6]
Qualcuno a questo punto paventa addirittura una guerra occulta ai farmaci generici.
Quando un brevetto (in questo specifico caso una molecola) scade, e se la scoperta è ancora interessante dal punto di vista commerciale, chiunque può “copiarla” e metterla sul mercato senza dover chiedere permessi o pagare royalty (diritti) al legittimo proprietario.
Quando un principio attivo di un medicinale scade può essere preso da chiunque e riproposto nel mercato.
In ogni Stato esiste una legge che regola i Brevetti dei Farmaci e che “garantisce la commercializzazione in esclusiva per almeno 20 anni”[7].
Facciamo un semplice esempio del Prozac (principio attivo Fluoxetina). Ventotto compresse solubili da 20 mg prodotte dalla Eli Lilly (scopritrice della molecola) costano 21,03 euro, mentre lo stesso numero di compresse prodotte dalla Doc Generici Srl costano solamente 10,38 euro.[8] La metà del prezzo!
Ad eccezione del Prozac, un Generico costa mediamente il 20% in meno rispetto all’omonimo di marca, consentendo interessanti risparmi sia per il Servizio sanitario nazionale che per il paziente.[9]
Con questo non si sta facendo una campagna a favore del Generico: siamo sempre più convinti che meno farmaci si usano e meglio è per l’organismo, visto che NON esistono farmaci (di marca o generici che siano) privi di effetti collaterali più o meno gravi.
Tutti i prodotti di sintesi, cioè derivati dal petrolio, sono veleni per l’organismo e per averne conferma basta leggere attentamente (cosa che non viene mai fatta) i foglietti illustrativi, detti bugiardini.
La parte più difficile è quella di rompere gli schemi mentali a cui siamo stati indottrinati per decenni della “pillola all’occorrenza e pronta per l’uso”; della concezione della malattia come qualcosa da annientare e distruggere con la chimica.
Se non cambieremo mentalità, modo di pensare, e se non lo faremo quanto prima, il conto da pagare sarà molto salato.
Lo scandalo AIFA – semplice punta dell’iceberg - certamente da una parte mostra come gli enti ufficiali preposti alla salvaguardia della salute pubblica sono collusi e connessi con le lobbies del farmaco, dall’altra che la guerra al Generico è sempre più aperta. Possiamo avere fiducia e pretendere controlli seri e sicurezza farmacologica da enti come l’ex CUF, gli attuali FDA, AIFA, EMEA (l’Agenzia europea per i medicinali), ecc., quando questi ricevono soldi direttamente da Big Pharma?
E’ bene ricordare che l’EMEA il 7 giugno 2006 ha permesso la prescrizione del Prozac a bambini di 8 anni!
Continuando a credere o a sperare che ci sia un ente esterno responsabile della NOSTRA salute, continueremo a delegare ad altri quello che invece spetta solo a noi.
Questa pericolosissima deresponsabilizzazione ci sta lentamente svuotando della nostra individualità aprendo i portoni e le strade alle sempre più potenti lobbies.
Questo ennesimo scandalo dovrebbe infatti farci vedere come noi utenti-consumatori siamo sempre più schiavi di un sistema economico-mafioso che gestisce la sanità pubblica e privata.
Se fossimo più responsabili e responsabilizzati nei confronti della nostra salute, questi scandali continuerebbero certamente ad accadere - perché la metastasi è interna al sistema - ma non avrebbero il peso che hanno oggi.
Se non facessimo (noi) ingrassare le lobbies del farmaco come potrebbero queste ungere il direttore, il vicedirettore o il dirigente di turno?
Per quanto tempo continuerebbero a produrre veleni di sintesi, facendoli certificare dagli enti ufficiali (in busta paga), se nessuno gli acquista, lasciandoli sopra gli scaffali dei supermercati o nelle centrali dello spaccio: le farmacie?
Quello che possiamo fare seriamente è diventare gli artefici della nostra salute!
In questa maniera non c’è AIFA o lobbies che tenga, e qualsiasi scandalo sarà del tutto futile.
Comprendiamo che la malattia, il sintomo, è un segnale (campanello) che il corpo ci sta dando, e che un farmaco NON può guarire, perché, la sua funzione è proprio quella di “spegnere” tale campanello d’allarme.
Invece di indignarci per l’AIFA, indigniamoci per come noi stessi maltrattiamo il “tempio dello spirito”: il corpo, e questo in nome della scienza e del benessere.
[2] Idem
[3] “Farmaci illegali: traffico in Svizzera”, Corriere del Ticino, 24 maggio 2008
[4] “Farmaci, 12 morti sospette”, Schiavazza Vera, Il Corriere della Sera, 27 maggio 2008
[5] “Il nimesulide, bandito in cinque paesi”, La Regione Ticino , 27 maggio 2008
[6] “Fungo indigesto per il manager dei farmaci”, Regione Ticino, 29 maggio 2008
[7] Farmaci Generici, www.generici.com/Prolegomeni.htm
[8] Idem
[9] Idem
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