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Saponi e shampoo naturali fatti in casa: metodi e procedimenti


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sapone

In questo capitolo, studieremo nel dettaglio alcuni procedimenti di base, grazie ai quali sarà possibile fare saponi in casa.
I saponi si dividono sostanzialmente in due grandi classi: i saponi a levata su lisciva e i saponi a impasto.
I primi sono, in genere, il risultato di lavorazioni industriali: con il metodo a levata vengono prodotti tutti i saponi commerciali. I secondi sono di tipo artigianale e comprendono anche i saponi casalinghi.

È possibile realizzare in casa saponi a levata (con metodi diversi da quelli industriali), ma in questo libro ci occuperemo solo di quelli a impasto, perché sono più semplici e versatili.
La differenza principale riscontrabile, nei saponi ottenuti con i due diversi metodi, è data dalla presenza o assenza di glicerina naturale nel sapone finito.

Dal punto di vista chimico, il sapone solido è un sale sodico ottenuto dalla reazione chimica tra acidi grassi, soda caustica e acqua. Questa reazione, detta “processo di saponificazione”, produce della glicerina.
Nel metodo a levata, il sapone viene lavato con una soluzione salina e liberato da questa preziosa
sostanza, ritenuta forse scomoda perché interferisce sulla durezza e favorisce la formazione della cosiddetta bavetta, tipica dei saponi artigianali.

Nel metodo a impasto, invece, una volta che la reazione chimica si è innescata e il sapone ha assunto la consistenza di una crema, questo viene versato negli stampi a solidificare senza subire alcun trattamento di lavatura con il sale. I saponi a impasto, quindi, conservano la glicerina prodotta naturalmente dal processo di saponificazione.
La glicerina ha eccellenti proprietà emollienti e idratanti per la pelle, e la sua presenza è importante nei detergenti a pH basico come il sapone.

Metodo a freddo
È il metodo più utilizzato a livello domestico, sia per la semplicità di esecuzione sia per i risultati positivi che se ne possono ricavare.
Prima di procedere, leggete attentamente tutto il Capitolo 1, in cui vengono descritti dettagliatamente gli attrezzi e gli strumenti da usare, il modo in cui si deve preparare l'area di lavoro e soprattutto quali sono le precauzioni e gli accorgimenti da prendere per lavorare in sicurezza ed evitare incidenti domestici.

Leggete anche, all'interno del Capitolo 4, le informazioni riguardanti gli stampi da usare e la loro preparazione per l'utilizzo.

Cosa serve

Utensili e attrezzi necessari
- Pentola di acciaio inox, per scaldare gli oli.
- Brocca di Pyrex o di polipropilene, per preparare la soluzione caustica.
- Cucchiaio di acciaio inox, per mescolare la soluzione caustica.
- Spatola di silicone, per versare il sapone nello stampo.
- Vaschette varie, per pesare i diversi ingredienti. Bilancia.
- Frullatore a immersione. Termometro.
- Stampo, o stampi, in cui versare il sapone.
- Copertina di lana.
- Pellicola per alimenti. Carta-forno o altro tipo di materiale adatto per foderare lo stampo.

Materie prime
- Grassi previsti nella ricetta scelta.
- Soda caustica (NaOH).
- Acqua demineralizzata.
- Additivi e nutrienti previsti nella ricetta scelta.

Procedimento base
1 - Preparare la soluzione caustica
Indossate guanti, mascherina e occhialetti di protezione.
Pesate scrupolosamente la soda caustica (NaOH) mettendola provvisoriamente in un contenitore di plastica, che coprirete con pellicola trasparente fino al momento dell'uso, per evitare un'esposizione prolungata all'aria.
Pesate l'acqua demineralizzata versandola direttamente nella brocca di Pyrex.
Trasferite la brocca con l'acqua sul piano o nella vasca del lavello.
Versate molto lentamente la soda nell'acqua tenendo il volto un po' indietro, così eviterete di respirare i vapori sprigionati dalla reazione chimica che si alzeranno, e nel contempo mescolate con un cucchiaio di acciaio per impedire alla soda di depositarsi sul fondo della brocca e formare croste o blocchi insolubili.

Quando tutta la soda si sarà disciolta, la soluzione avrà raggiunto una temperatura molto elevata, intorno ai 75/85 °C; coprite la brocca e lasciate che si raffreddi fino al raggiungimento della temperatura prestabilita.
La temperatura necessaria per passare alla fase successiva del procedimento può andare dai 42 °C ai 50 °C, a seconda del tipo di ingredienti indicati nella ricetta scelta. In linea generale, 45 °C è una temperatura media che va bene per tutte le ricette.
Il tempo di raffreddamento è variabile: dipende da diversi fattori, quali la temperatura ambientale, il tipo di soluzione, il materiale in cui è stata preparata la soluzione caustica.
Ci vorranno comunque dai 15 ai 30 minuti.

2 - Pesare e scaldare gli oli
Prendete la pentola di acciaio inox.
Prima degli oli della ricetta, pesate la pentola e annotate il peso in un block notes. Questa precauzione potrebbe evitarvi spiacevoli imprevisti.
Le bilance digitali hanno un meccanismo di spegnimento automatico, che si attiva pochi minuti dopo l'accensione. Può capitare che la bilancia si spenga proprio mentre state pesando un olio.
Se questo dovesse accadere, per sapere quanto olio avete versato prima dello spegnimento, basterà mettere sulla bilancia la pentola con tutti gli oli e poi sottrarre il peso della pentola stessa (annotato in precedenza) e quello degli oli pesati fino a quel momento. La differenza risultante indicherà la quantità parziale dell'ultimo olio che si stava pesando nel momento dello spegnimento.
Dunque, prendete la pentola di acciaio inox, pesatela e annotatene il peso.
Azzerate la bilancia (con la pentola sopra) per togliere la tara e pesate uno a uno tutti gli oli della ricetta, versandoli direttamente nella pentola.
Una cosa molto importante da sottolineare è che gli oli per il sapone devono essere pesati e non misurati in volume: 1 kg di olio non equivale a 1 l.
Quando avete pesato tutti gli oli, mettete la pentola sul fornello e scaldateli.
Dovranno raggiungere una temperatura di circa 45 °C; quindi prendete il termometro e misuratela più volte, per evitare di scaldarli troppo.
Quando la temperatura avrà raggiunto i 45-46 °C, spegnete il fornello.

3 - Versare la soluzione caustica negli oli
Misurate la temperatura della soluzione caustica, che nel frattempo si sta raffreddando; quando sarà scesa a 45 °C, potrete procedere.
Gli oli e la soluzione caustica dovranno avere la stessa temperatura (o al massimo 2-3 °C di differenza); quindi, non appena la soluzione caustica avrà raggiunto i 45 °C, misurate un'ultima volta la temperatura degli oli: se nel frattempo si fosse abbassata troppo, scaldateli nuovamente per pochi secondi.
Portate la pentola sul piano del lavello o dove avete scelto di lavorare e poco alla volta versate la soluzione caustica negli oli.

4 - Frullare... e frullare
Servendovi di un frullatore a immersione iniziate a miscelare il composto.
All'inizio, gli oli e la soluzione rimarranno separati; poi inizieranno a miscelarsi tra loro e in ultimo diventeranno un composto perfettamente omogeneo.
Il colore, inizialmente molto scuro, diverrà via via più chiaro, fino ad assumere la tonalità di una crema pasticcera.
Frullate finché non arriverà il nastro.

5 - Fase di nastro o traccia
Il termine nastro o traccia indica un momento preciso di una particolare fase del sapone.
È il primo legame chimico che si stabilisce tra gli oli e la soluzione caustica.
Al fine di avere un buon risultato, è importante dare la massima importanza a questa fase.
Se non si fa un buon nastro, se si versa il sapone troppo presto nello stampo, c'è il rischio che il processo di saponificazione non si completi e che il sapone non sia utilizzabile.
Un buon nastro, lo si ottiene frullando nel modo corretto. Frullare senza pause, servirà solo a bruciare l'elettrodomestico, frullare troppo a lungo non servirà ad accelerare il nastro.

La tecnica giusta consiste nel frullare per pochi secondi e nel farne poi altrettanti di pausa, durante i quali si deve continuare a mescolare il sapone con movimenti circolari e lenti a frullatore spento.
In pratica, frullate per circa 20-30 secondi poi spegnete l'apparecchio, e in questa fase di riposo continuate a mescolare il sapone con movimenti lenti per altri 30 secondi, usando il frullatore come se fosse un cucchiaio. Riprendete quindi a frullare per altri 20-30 secondi, poi mescolare di nuovo con il frullatore spento e continuate così fino a quando non arriverà il nastro.

Se frullate troppo e di continuo, il sapone ingloberà dell'aria, e questo influenzerà la consistenza finale: il sapone risulterà meno compatto e più leggero. Inoltre, se continuate a frullare anche dopo che il sapone ha raggiunto il nastro, rischiate che il sapone diventi così denso da non riuscire più a versarlo direttamente dalla pentola allo stampo: sarete costretti a prenderlo a cucchiaiate, inoltre la mancanza di fluidità impedirà al sapone di riempire gli spazi più piccoli e gli angoli dello stampo, che rimarranno vuoti. Nel sapone potrebbero rimanere dei buchi.
Il tempo necessario al sapone per raggiungere il nastro varia da pochi minuti a 30-40 minuti.

Questo divario tra tempo minimo e massimo dipende da molti fattori:
• tipologia degli oli impiegati (gli oli polinsaturi rallentano il nastro, mentre altri grassi lo accelerano);
• temperature di lavorazione (gli oli e la soluzione caustica, se sono troppo caldi, accelerano il nastro);
• ingredienti particolari (infusi, erbe, coloranti, additivi di natura varia);
• sconto soda applicato;
• quantità di acqua;
• tipo di frullatore a immersione.

Come si riconosce il nastro?
Quando iniziate a frullare il sapone, si presenterà molto liquido e i grassi tenderanno a rimanere in superficie. Con il passare dei minuti, i liquidi via via si emulsioneranno e il sapone assumerà un colore più chiaro.
Ci sarà poi un momento in cui inizierà a prendere una consistenza diversa, diventerà più denso: vi accorgerete della differenza improvvisamente, mentre mescolate.

A quel punto, sarà sufficiente dare un paio di colpi con il frullatore e, come per magia, il sapone prenderà la consistenza di una crema pasticcera; se scuoterete la pentola, vi sembrerà di vedere un budino in movimento.
Sollevate il frullatore dal sapone, battetelo sul bordo della pentola e il sapone rimasto attaccato cadrà sulla massa nella pentola: se resterà in superficie, senza affondare, significa che il nastro è arrivato.

Se in questa fase provate a passare un cucchiaio sulla superficie del sapone, muovendolo come per disegnare, noterete che rimangono dei segni, delle tracce. Sono proprio loro a dare il nome di traccia a questo magico momento.
Ecco come si presenta il sapone in fase di nastro.
Un altro modo per riconoscere il nastro è quello di immergere il frullatore spento nel sapone e mescolare manualmente, facendo mezzo giro: se il nastro è arrivato, il frullatore lascerà uno spazio vuoto dietro di sé.

6 - Aggiungere nutrienti e additivi
Appena il nastro si presenta sul sapone, è il momento di aggiungere nutrienti e additivi, come oli, burri, erbe e fiori secchi, argille, farine, oli essenziali.
Questa operazione va eseguita abbastanza velocemente, cercando di non perdere tempo (preparate tutto quello che serve prima di iniziare) perché, con
il passare dei minuti, il sapone tenderà a diventare sempre più denso e quindi difficile da gestire.
Aggiungete per primi gli additivi liquidi e gli oli nutrienti; poi, a seguire, gli oli essenziali.
Frullate per qualche secondo, in modo da distribuirli uniformemente nel sapone, quindi aggiungete le polveri o le erbe macinate (se sono previste).
Frullate di nuovo, se si tratta di polveri; se invece si tratta di fiori o petali di dimensioni maggiori, che volete conservare interi, mescolate con un cucchiaio di plastica o di acciaio inox.

7 - Versare il sapone nello stampo
Avrete già preparato lo stampo, o gli stampi, prima di iniziare, come descritto nel paragrafo “Preparare l'area di lavoro” del Capitolo 1.
Versate il sapone nello stampo, aiutandovi con un leccapentole.
Con la spatola, pulite bene le pareti della pentola prelevando tutto il sapone rimasto.
Quando avete riempito lo stampo, cercate di livellare la superficie aiutandovi con la spatola.
Battete lo stampo due o tre volte sul piano da lavoro, per riempire tutti gli spazi e completare la livellatura.
Infine, coprite lo stampo con il suo coperchio, che avrete provveduto a foderare prima di avviare il procedimento, senza comprimere.

8 - 24-48 ore di riposo
Avvolgete lo stampo con tutto il sapone in una copertina di lana e riponetelo in un ambiente caldo per 24-48 ore. Potete metterlo (avvolto nella coperta) in uno scatolone, allo scopo di conservarne il calore, oppure in un armadio o in un angolo caldo della casa.
È importante che il sapone non si raffreddi in fretta.
Inizialmente, per effetto della reazione chimica, si autoriscalderà, ma nelle ore successive inizierà un percorso di raffreddamento irreversibile.
Tenere il sapone avvolto nella coperta e in un ambiente tiepido, servirà a mantenere più a lungo il calore.
Dal momento in cui avrete messo lo stampo in caldo, il sapone inizierà ad avere altre trasformazioni. Dopo poche ore passerà per la fase gel, in cui è essenziale che il sapone sia ancora molto caldo. Terminata la fase gel, inizierà la fase di raffred-
damento e, a seguire, quella di solidificazione.

9 - Sformare e tagliare il sapone
Trascorse le prime 24 ore, potete rimuovere copertina e coperchio dallo stampo.
Appoggiate un dito sulla superficie del sapone e premete leggermente: se il sapone vi sembra ancora molto morbido, rimettete il coperchio sullo stampo (la copertina non servirà più) e lasciatelo riposare per altre 24 ore; se invece ha già assunto una buona consistenza, potete sformarlo subito.

Se avete usato uno stampo di legno (foderandolo), basterà rigirarlo sul piano da lavoro e batterlo un po' sul fondo per fare uscire il sapone in blocco; potete aiutarvi tirando i lembi della carta.
Per gli stampi di silicone, invece, è meglio aspettare sempre le 48 ore, perché il sapone si solidifica più a rilento, in questo tipo di materiale. Alle volte, però, può capitare di trovare il sapone ancora morbido, nonostante siano trascorse le 48 ore; in questo caso, lasciate il sapone nello stampo per altre 24 ore extra, prima di procedere con la sformatura.

Per sformare i saponi dagli stampini di silicone, serve molta attenzione. Rigirate gli stampi, allargate un po' i lembi per staccare il sapone dalle pareti laterali e infine premete delicatamente con le dita il fondo dello stampo, così il sapone scivolerà tutto intero sul piano di lavoro.
Se, trascorse le 72 ore, il sapone è ancora troppo morbido, potete mettere gli stampi nel freezer per qualche minuto e poi riprovare a sformarli. Nel congelatore dovrebbero rassodarsi e mantenersi ben sodi per il tempo necessario alla sformatura.
Non dimenticate gli stampi nel freezer!!
Sorvegliate il sapone, durante il periodo di raffreddamento; non vi allontanate, altrimenti li dimenticherete facilmente.
Un sapone congelato in questa fase, potrebbe risultare compromesso.
Dopo la sformatura, procedete con il taglio.

10 - Asciugatura e stagionatura
Una volta tagliato il sapone, posate i pezzi su dei vassoi ricoperti con carta assorbente da cucina e copriteli con altra carta.
Il processo di saponificazione continuerà per altri 15-20 giorni.
Trascorso il primo mese, riponete i saponi in scatole di cartone.
Per tutti i particolari riguardanti la conservazione e la stagionatura, attenetevi alle indicazioni riportate nel paragrafo “Conservare e riporre il sapone” del Capitolo 4.

I saponi per l'igiene personale avranno bisogno di un periodo di stagionatura minimo compreso tra le 6 e le 8 settimane, prima di poter essere utilizzati.
Un sapone stagionato per un tempo inferiore sarà ancora molto aggressivo sulla pelle; inoltre, a contatto con l'acqua, tenderà a diventare velocemente molle e gelatinoso.
Una stagionatura maggiore, al contrario, non potrà che giovare: i saponi lasciati invecchiare sei mesi o più, diventano più duri, producono più schiuma e acquistano in delicatezza.

Tratto dal libro “Saponi e Shampoo Solidi naturali fatti in casa. Manuale Teorico e Pratico - Tante ricette con spiegazioni passo passo”



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