Vaccinazioni

Sulla salute dei cittadini la fiducia va conquistata

Fonte: la Repubblica.it


CATEGORIE: Vaccinazioni , Salute

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"Per la prima volta un atto politico che riguarda la salute dell'intera popolazione viene sottoposto alla fiducia parlamentare"

La salute pubblica è un bene comune. Oltre che individuale (la salute al primo posto...). E quindi un "tema" di grande interesse collettivo. Che merita ragionamento, confronto, discussione, approfondimento, condivisione. Nella storia del nostro Paese, tutte le scelte sanitarie che hanno riguardato milioni di persone, sono state affrontate con grandi dibattiti. Senza comportamenti emergenziali. Senza accelerazioni improvvise. Senza patemi d'animo. Senza fretta. E dunque l'esatto contrario di quello che è accaduto in questi ultimissimi mesi con i vaccini. E oggi, al Senato, con il voto di fiducia sul decreto, si avrà il primo epilogo di questa drammatizzazione di un problema serio di salute, appunto la vaccinazione, sulla quale concorda la stragrande maggioranza degli italiani.

A mia memoria - ma posso sbagliare - per la prima volta un atto politico che riguarda la salute dell'intera popolazione viene sottoposto alla fiducia parlamentare. Non si è mai agito così prima perché un'azione sanitaria d'importanza universalistica, non viene imposta. Se non in casi di estrema necessità. Però tutti sanno - come disse perfino il premier Gentiloni in occasione della presentazione del decreto - che non c'è emergenza vaccinale nel nostro Paese, e chi lo sostiene mente sapendo di mentire. Perché c'è solo una situazione che merita un'adeguata attenzione, ed è il morbillo. Che tuttavia ciclicamente si presenta con un alto numero di contagiati, come avvenne nel 2011, con un numero di malati molto alto (a giugno di quell'anno erano 800 - altro che curva discendente - più del quadruplo rispetto ad oggi), senza che però nessuno si stracciasse le vesti per chiedere l'obbligo vaccinale.

L'unica ragione per la quale si ricorre alla fiducia è relativa ai tempi legislativi. Perché se il decreto non viene convertito in legge entro il 6 agosto, decade. Però non c'è alcun rischio politico. Il governo al Senato ha la maggioranza dei voti, ai quali si aggiungono adesso anche quelli di Forza Italia. Che ha dimostrato di essere "fedele" alleata dell'amica ministra Lorenzin quando la scorsa settimana, in occasione del voto al documento di approvazione del decreto, ha fatto uscire dalla commissione Sanità del Senato un senatore dubbioso (speculare comportamento del Pd che fece uscire una senatrice incerta sul voto).

La fiducia è figlia di una esasperazione del caso vaccini. Che poteva essere evitata. Ma qualcuno ha voluto che si arrivasse allo scontro politico frontale. Senza rendersi conto però che parallelamente nasceva nel Paese un diffuso malessere non contro i vaccini, bensì contro una decisione fortemente impositiva e punitiva, e, dal punto di vista della salute, assolutamente inutile (sarebbe bastato aggiungere al quadrivalente obbligatorio, l'anti-morbillo, lanciando anche una vasta campagna di informazione sul valore della vaccinazione). Non a caso decine di migliaia di madri, padri, figli, nonni, si sono ritrovate sabato scorso a Pesaro per chiedere libertà vaccinale: basta vedere le immagini girate da un drone per verificare di persona che erano tanti. Eppure nessuno li ha considerati: a Pesaro si è ritrovata una folla di invisibili (ma se faranno una analoga iniziativa a Roma, non passerà inosservata), trattati pregiudizialmente come no-vaxx. Bene: non mi stancherò di ricordare che i no-vaxx sono una minoranza all'interno della minoranza che protesta. Tuttavia è fuori di dubbio che il decreto abbia contribuito ad inasprire gli animi e a far ingrossare le fila della contestazione.

Oltretutto viene il sospetto che qualcosa di non dichiarato, di poco trasparente si muova sui vaccini. Proprio ieri con un'interrogazione con risposta orale in Commissione, sottoscritta dai senatori del gruppo Articolo1 Mdp (prime firmatarie Dirindin e Lo Moro), si chiedono al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute "chiarimenti sulla delicata situazione venutasi a creare a seguito del consistente finanziamento effettuato dalla Merck Sharp & Dohme, una delle maggiori aziende farmaceutiche del mondo, leader nella lotta contro le malattie prevenibili con vaccinazione, a favore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma per la chiamata diretta di un professore di prima fascia nel settore scientifico Igiene generale e applicata della Facoltà di Medicina e Chirurgia". "L'Università Cattolica - sottolineano le senatrici Mdp - vede fra i propri autorevoli componenti il prof. Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Sanità pubblica fino al 2015 ed ora presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, ISS, l'organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale.

L'ISS ha svolto un ruolo significativo nella predisposizione del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, in particolare all'interno del Gruppo di lavoro interistituzionale "Strategie Vaccinali", mentre il prof Ricciardi ha svolto un ruolo attivo di supporto tecnico-scientifico nella predisposizione del decreto legge 73/2017 sui vaccini, in corso di esame al Senato,e nella valutazione degli emendamenti al primo articolo dello stesso".

Le interroganti si rivolgono al Governo per sapere, in particolare, "se non si ritiene che, in una materia così delicata come quella della obbligatorietà delle vaccinazioni ed in un contesto così difficile come quello che si sta creando in relazione alle esitazioni vaccinali, sarebbe stato opportuno evitare, almeno la coincidenza temporale, di ogni possibile situazione di interessi in conflitto (ancorché solo potenziali)". E chiedono inoltre "se le procedure sono state adottate nel pieno rispetto, formale e sostanziale, della normativa in materia di conflitti di interesse e di trasparenza", visto anche che l'ISS è stato "l'unico organo tecnico scientifico che si è pronunciato", con una scarna nota del 4 luglio, rispetto all'emendamento 1.1000 della Relatrice al DL 73/2017 sulla modifica dell'articolo 1, comma 1 in merito alla obbligatorietà dei vaccini".

Per completezza di informazione ricordo che la senatrice Dirindin - ex Pd - ha presentato una proposta di legge diametralmente opposta al decreto.

Comunque ora siamo alla "fiducia", una parola di enorme significato nella sanità, perché la cura delle persone passa proprio attraverso la fiducia nei medici, nel personale, nelle strutture: con il voto di oggi al Senato se ne svalorizza il significato. Perché quando si decide sulla nostra salute la fiducia si conquista, non si impone con un voto.



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