Omeopatia - Casi Clinici

Sabina juniperus. La prolungata ferita del femminile

Traduzione a cura di: Maurizio Paolella

Fonte: Il Medico Omeopata



femminile

IL CASO CLINICO

 

ANAMNESI

È il caso di una donna di 28 anni di nazionalità inglese che sorprese tutta la mia equipe a causa di una massiva emorragia postpartum che peraltro si interruppe spontaneamente così come era sopraggiunta. Quattro settimane dopo il parto ricevetti una telefonata molto allarmata del marito che scoprì nel bagno di casa un’emorragia di sangue rosso vivo con coaguli scuri. La moglie era quasi priva di coscienza, semisvenuta.

 

La distanza in automobile dalla mia clinica fino a casa loro è di circa 45 minuti, così dovetti dare dei consigli pratici generali in attesa di vederla: posizione supina a letto con una borsa di ghiaccio sul basso ventre e massaggio uterino. Muoversi e camminare la faceva sanguinare di nuovo. Con quest’ultima informazione e per il fatto che aveva avuto un aborto tre cicli mestruali prima di questa gravidanza a termine, prescrissi Sabina 30CH per telefono, da assumersi ogni 2-3 ore finchè non la vedessi o sentissi di nuovo dopo la terza dose.

 

Dal Synthesis Repertory1:

FEM GENITALIA: Metrorrhagia during and after delivery

FEM GENITALIA: Metrorrhagia bright red with clots

FEM GENITALIA: Metrorrhagia motion, agg.

GENERALS: Motion agg.

GENERALS: History of abortions

 

Dal momento che il sanguinamento terminò in meno di 10 minuti da dopo l’assunzione di Sabina, decisi di vederla in clinica due giorni dopo, per raccogliere il suo caso nei dettagli. La notte precedente i suoi sintomi aveva bevuto un bel bicchiere di vino rosso per celebrare un momento di grandissima felicità. Ma la notte era stata piena di sogni molto cupi in cui le era riapparsa sua madre. Sua madre era morta a 42 anni per un cancro al colon, la paziente è la maggiore di due figli, e si occupò della madre malata fino all’ultimo giorno della sua vita. La madre aveva l’abitudine di chiedere alla figlia un bicchiere di vino rosso da bere alla sera.

 

Gli ultimi tempi, e l’occuparsi a tempo pieno di una madre allettata, furono durissimi per lei, molto pesanti. Come se non bastasse la madre la faceva sentire in colpa per la separazione dal marito, che nel frattempo si era risposato e viveva in Spagna con una nuova famiglia. Sua madre era tornata in Inghilterra da sola con i due figli e successivamente sviluppò un cancro al colon. Aveva un temperamento instabile a livello emotivo, con attacchi di rabbia, che facevano soffrire molto i figli. Anche la nostra paziente era piena di rabbia per tutta questa situazione e non fu capace di riconciliarsi con la madre prima della morte, che avvenne in sua presenza. Chiese alla madre di non essere mai più disturbata dalla sua presenza, neppure in sogno, dopo un episodio in cui la madre finse di essere morta per vedere la reazione della figlia.

 

Tre giorni dopo la morte, all’età di 15 anni, il padre venne dall’Inghilterra per prendere lei e suo fratello e far scegliere loro una cosa ciascuno appartenuta alla madre da una valigia piena di vestiti e di oggetti personali. Ripartirono il giorno dopo e non rividero più l’Inghilterra né la famiglia della madre per i successivi 13 anni.

 

Durante l’ultimo mese di gravidanza mi disse che sentiva un’ombra scura che la seguiva. Va segnalato che nella storia familiare vi sono 4 generazioni di donne che avevano abortito segretamente. Suo fratello era stato diagnosticato schizofrenico e suo padre era iperteso. Dopo la prima dose di Sabina 30CH vide il viso della madre morta invece di quello della sua piccola neonata. Ne fu spaventata a morte.

 

SABINA JUNIPERUS

Il tema di Sabina è ovvio: storie ripetute di aborti, emorragie, quasi fino allo svenimento; dal Complete Repertory2:

MIND: Unconsciousness in puerperal hemorrhage after parturition and in delivery).

 

Nel Repertorio 1,2 Sabina è inclusa nei rimedi sicotici, secondo Sankaran3 invece è nel miasma cancerinico.

 

La Delusion che qualcun altro è presente, di avere qualcuno dietro o accanto, la conosciamo del rimedio Thuja, che è il rimedio più noto e che è quello che gli somiglia di più nella famiglia omeopatica delle Conifere. A proposito di questa famiglia Sankaran3 parla di un aspetto di “rottura della continuità” (Dissociazione, sensazione di essere tagliati fuori, di essere separati; sensazione di sentirsi vuoti).

 

FOLLOW UP

Dopo la prima dose di Sabina 30CH ebbe come già detto un flash del volto di sua madre, avvenuto mentre teneva in braccio la figlia e la stava guardando intensamente. Nell’arco di dieci minuti smise l’emorragia e dopo la terza dose cominciò a rivolgersi alla piccola in lingua inglese, cosa che aveva coscientemente deciso di non fare a partire dalla morte di sua madre. Per la prima volta ebbe un sogno bello con sua madre: la vide nuotare in una piscina, con un viso giovane e ne ebbe una bella sensazione. In piena coscienza, però, durante il giorno, realizzò quanto fosse spaventata, soprattutto che queste sue visioni potessero sopraffarla.

 

Così decise che con la nascita di sua figlia era arrivato il momento di lavorare sulla morte irrisolta di sua madre. Dopo 6 mesi con una dose di Sabina 200CH smise di avere paura delle sue visioni e non provò più alcuna rabbia. Continuò ad avvertire uno stato quasi di “allerta” tutto il tempo. Dopo un anno assunse una dose di Sabina 1000CH. I sogni cominciarono ad essere del tutto di riconciliazione, ricominciò a sentire sensazioni molto familiari in essi. Scoprì che sua madre era stata vittima di una abuso sessuale da parte di suo nonno avvenuto durante il primo viaggio in Inghilterra 13 anni prima. In un altro sogno vide un paesaggio di un paese caldo e si vide precipitare da un aereo ma anziché morire si vide finire in una piantagione di olivi in un paese mediterraneo. In un altro sogno ancora vide che doveva morire con un bambino di 4-5 anni di età. Vide se stessa nella bara con il bambino accanto a sé. (Una delle sue più grandi paure era di ripetere la patologia della madre e morire, lasciando perciò la figlia molto prematuramente).

 

L’ho continuata a seguire negli ultimi tre anni a intervalli di tempo più o meno regolari. Questa donna è passata da uno stato di giovane madre paralizzata dal terrore a una donna molto sensibile e via via sempre più sicura di sé. Ora ha un lavoro part-time fuori di casa e certamente si occupa di sé e delle sue emozioni.

 

CONCLUSIONI

Dopo questo caso clinico, così intenso, ho ripreso tutti i pazienti che avevano risposto bene a Sabina per cercare aspetti comuni: tutti erano donne, prevalentemente in età fertile, talvolta anche in menopausa. Di aspetto vigoroso e robusto, si tratta sempre di donne che rispondono in modo forte a condizioni esistenziali sorprendentemente difficili. Sembrerebbero essere in grado di resistere molto bene alle difficoltà, come quest’albero che vive in ambienti spesso aspri e ventosi; d’altronde il legno che se ne ricava ha di essere tra i più duraturi per la costruzione di case, mobili, edifici alti.

 

Le donne Sabine furono derubate e violentate dai Romani (un gruppo di dubbia reputazione) e si trovarono immischiate in una vera e propria guerra fra i loro padri e i loro fratelli da un lato, e i loro mariti dall’altro, cercando di fare da pacieri su entrambi i fronti. Erano state catturate per procreare una razza di livello più elevato sia geneticamente che socialmente. Nel proving del rimedio vediamo sogni di cadere da posti elevati e di uomini che muoiono cadendo dall’alto. Nelle rubriche repertoriali del Mind1, 2 troviamo temi di caduta, confusione mentale, aborti, sangue, abbandono, paura con pianto. Nei miei casi ho più spesso visto perdite di qualcuno che gli è particolarmente vicino (feto, neonato, madre, fratello, sangue) come fattore causale; il tutto seguito da una necessità di riprendere la vita senza troppe domande ma piuttosto agendo con decisione. La famiglia, la natura, il bisogno di aria aperta (= chiarezza a livello mentale) sono tutti temi già menzionati dall’articolo di Resie Moonen su Homeopathic Links4.

 

Le patologie che più frequentemente portano alla prescrizione di Sabina sono state per me per l’80% di tipo ginecologico, come mole vescicolari, emorragie durante e dopo il parto, e in menopausa, e un buon numero di bambini li considero vivi grazie a questo rimedio. La seconda più comune patologia su cui l’ho prescritto era rappresentata da problemi articolari e infine, assai meno spesso, disturbi cutanei o altro. Nel caso qui descritto trovo molto bello quanto il rimedio sia stato di fondamentale aiuto in situazioni delicatissime, come il periodo del postpartum, ma soprattutto di quanto sia stato utile nell’unire molte donne fra di loro, e con i membri delle loro famiglie. Questo forse è riuscito persino a cancellare uno stigma presente già in più generazioni.

 

In un periodo storico in cui la Chiesa cattolica persiste su una sua morale fatta di metodi di controllo delle nascite è molto importante conoscere bene questo rimedio. Si possono curare in profondità generazioni di donne che non hanno avuto la forza di superare traumi da aborto o da violenza sessuale nelle proprie storie come pure nelle antenate o nella progenie. La mia impressione è che possa essere un rimedio molto utile in Italia laddove sia ben compresa la sua psicopatologia così come la patologia fisica.

 

Bibliografia

1. F. Shroyens - Synthesis Repertory 9.1 – Printed in the UK

2. R. Van Zandvoort - The Complete Repertory – The Nederlands

3. R. Sankaran - An Insight into Plants vol.1 – Hom. Med. Publishers, India, 2002

4. R. Moonen – Homeopathic Links: 3/2004 pagg.151 e segg. – The Nederlands

5. M. Pelts - Homeopathic Links: 3/1999 pagg. 127 e segg. – The Nederlands

6. F. Vermeulen – Prisma p. 1163 e segg. – Ed. Emryss – The Nederlands - 2002



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