Omeopatia

Ruta efficace contro i tumori cerebrali


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Uno studio congiunto tra università indiane e statunitensi ha registrato l'azione antitumorale di Ruta graveolens 6CH in alcuni tumori cerebrali, osservando i suoi effetti in vivo ed in vitro.

La letteratura interessata alle nuove prospettive che la terapia omeopatica può offrire al trattamento delle neoplasie appare come un'erede dei passages parigini, le strade coperte sulle quali si aprono negozi. Essi vennero concepiti con l'intenzione di tenere viva l'attenzione del pubblico, al riparo dalla pioggia, ma oggi li scopriamo quasi per caso e li percorriamo silenziosamente; se questo li fa esistere un po' meno, non significa tuttavia che essi siano meno affascinanti. Anche un articolo come quello di Sen Pathaki giunge alla lettura senza rumori, ma ciò che esso suggerisce può essere un passo nel futuro. Pathaki, alla PBH Research Foundation di Kolkata, in India, ha osservato l'azione di Ruta 6CH in associazione a Calcarea phosphorica 3DH in 15 pazienti con neoplasie intracraniche (nove gliomi, tre meningiomi, un neurinoma, un craniofaringioma e una neoplasia dell'ipofisi); la diagnosi era sostenuta da dati radiologici ed istopatologici. La durata del trattamento per ottenere un graduale miglioramento clinico-strumentale è stata molto variabile (da 3 mesi sino a 7 anni). Gli effetti di Ruta in vitro sono stati osservati su linee cellulari umane di glioma e di leucemia, su cellule metastatiche di melanoma murino e su linfociti B umani normali.


Sul piano clinico la somministrazione di Ruta 6CH (2 gtt. due volte al dì) si è rivelata molto efficace: dei nove pazienti con glioma, otto (88.9%) hanno mostrato una regressione clinico-radiologica completa, due dei tre pazienti affetti da meningioma si sono giovati di un arresto prolungato dell'evoluzione della massa tumorale, mentre un terzo ha avuto una completa regressione, così come il paziente con il craniofaringioma e con il tumore dell'ipofisi. D'altra parte la sperimentazione in vitro ha mostrato che Ruta è in grado di indurre la morte cellulare nelle linee cellulari umane di glioma e di leucemia ed in quelle di melanoma murino, provocando una catastrofe mitotica ed una erosione del telomero del DNA selettivamente nelle cellule tumorali. Al contrario, nei linfociti normali Ruta dimostra di agire come fitogeno senza provocare aberrazioni cromosomiche. Lo studio di Pathaki sembra dunque dimostrare che una combinazione di Ruta 6CH e di Ca3(PO4) permettono un arresto della progressione o una regressione clinica del glioma umano; il numero dei pazienti studiati è certamente troppo piccolo per trarre conclusioni, tuttavia i risultati paiono incoraggianti.


I risultati degli studi in vitro indicano che, per quanto Ruta si dimostri citotossica per le linee cellulari tumorali umane e murine, la sua azione è più intensa sulle linee cellulari di glioma umano che su quelle leucemiche. Questa azione appare mediata da una erosione telomerica nelle cellule tumorali cerebrali, che non è presente nelle cellule leucemiche, dalla induzione di endomitosi e dalla frammentazione del DNA, con successiva morte cellulare. La rutina, il componente attivo di Ruta, possiede una documentata attività antiossidante, antinfiammatoria ed antimutagena. L'associazione con Ca3(PO4)2, induttore della fosfolipasi, permette una più efficace azione del TNF che è in grado di indurre apoptosi della cellula tumorale e regressione o arresto di crescita della massa neoplastica. Questo studio sembra suggerire che l'associazione di Ruta 6CH + Calcarea phosphorica 3CH abbia un effetto antimitotico e apoptogenico nelle cellule tumorali umane di glioma. Diversamente dalla chemioterapia convenzionale nel glioma umano, Ruta, in associazione con Calcarea phosphorica 3CH, sembra aggredire selettivamente le cellule neoplastiche e stimolarei linfociti normali.


A noi resta la considerazione che la voglia di farsi stregare e sedurre da idee in movimento forse appartiene soltanto a culture diverse dalla nostra, legata a plumbei trattati e ad un sapere rigidamente strutturato.



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