Salute

Tensioni muscolari? Si alleviano con il Rolfing

Fonte: terranauta.it


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rolfing
La tecnica del Rolfing è praticata in tutto il mondo

Che lo stress sia uno dei mali tipici della nostra epoca non è una novità, ma a volte a far male non è soltanto lo spirito e principale risultato dei nostri tormentati stati d’animo sono proprio le conseguenze cui deve far fronte l’organismo. Ansie, tensioni, preoccupazioni, paure, spesso e volentieri contribuiscono a peggiorare il nostro stato fisico senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.

Ecco che lo studente agitato assume sempre più spesso una postura scorretta anche da seduto, la mamma-lavoratrice irrigidisce i muscoli facciali o della schiena, e allora i dolori cominciano a farsi sentire. Ma c’è di più: le cose peggiorano quando ci troviamo in una società in cui la mamma non è solo la mamma, lo studente non è solo studente e così via. Freneticità e iperattività finiscono spesso per distogliere il pensiero dal fatto stesso che esistiamo, che respiriamo, che se quotidianamente siamo pervasi da dolori significa che qualcosa non va, che il nostro corpo ci sta “chiedendo aiuto”.

Serrare i denti la notte, irrigidire il collo e le spalle di giorno, costituiscono azioni involontarie sempre più diffuse e ad un tratto al sentirsi “a terra” moralmente, si aggiunge una pesantezza fisica, è come se la forza di gravità fosse maggiore, aumentando le nostre curvature.

Ma se le cause possono essere molteplici, come porre rimedio al malessere scaturito da esse? Spesso una costante attività sportiva non basta a restituire alle nostre abitudini una postura più salutare, a rilassare i muscoli.

Forse proprio ponendosi alcune di queste domande la statunitense Dr. Ida Rolf, laureatasi in biochimica nel 1920 presso la Columbia University, cominciò negli anni ’40-’50 a sperimentare un nuovo metodo di lavoro corporeo che prese appunto il nome di Rolfing. Questa tecnica consiste in una serie di strofinamenti e pressioni manuali da parte dello specialista (il Rolfer), sulle zone del paziente più sensibili all’apporto di energia.

Alla base del Rolfing giace la concezione che il nostro corpo non sia un sistema composto di singole parti, ma un’ “unità priva di cuciture", e che la coordinazione tra i singoli apparati che lo compongono permetta di adattare la loro forma all'ambiente in costante mutamento. Quelle che generalmente chiamiamo parti, sono in realtà reti di connessione e comunicazione, in relazione rispetto a un tutto organizzato gerarchicamente.

E’ per questo che il Rolfing (o Integrazione Strutturale) agisce, come ci spiega la Rolf, principalmente sul tessuto connettivo, ossia quella rete di fasce, setti, legamenti e tendini che compongono il nostro organismo. Il tessuto connettivo, definto "l'organo della forma" dalla Dr. Rolf, attraverso le fasce riveste ogni muscolo e attraverso tendini, legamenti e capsule articolari pone in relazione le ossa con i muscoli e collega i diversi segmenti ossei fra loro.

Gli studi e la ricerca della Rolf sul tessuto connettivo, il più plastico e malleabile secondo la dottoressa newyorkese, hanno consentito oggi una sempre maggior diffusione della tecnica del Rolfing, praticata in tutto il mondo: dal Brasile e l’America del sud, agli Stati Uniti, all’Europa, al Sud Africa. Basti pensare che solo nel 2000, si contavano 1000 Rolfers e Movement Practitioners in tutto il mondo. Il "Rolf Institute of Structural Integration" nel Colorado, svolge tutt’ora ruolo nodale come organizzazione professionale per i Rolfers.

Un ciclo di Rolfing generalmente è rivolto a tutti coloro che avvertono disturbi muscolari, tensioni, contrazioni, causate da traumi o soltanto da abitudini sbagliate e comprende una serie di 10 sedute. Nelle 10 sedute il Rolfer seguirà una sequenza logica senza tralasciare nessuna delle fasce fondamentali localizzate in corrispondenza di: gabbia toracica, piedi e gambe, arti superiori , mani, fianchi, parte interna delle gambe, fasce profonde addominali e pelviche, parte posteriore del corpo, articolazioni e così via.

Ma qual è la principale differenza dagli altri tipi di massaggi?
Innanzitutto l’inopportunità di spalmare creme o oli sulla pelle del paziente, in quanto qui l’obiettivo è quello di “fare presa”, sciogliendo le fasce più tese proprio attraverso l’attrito. Come superare la sofferenza attraverso la sofferenza, insomma (forse è questo che rende le prime sedute più “sgradevoli”).

Poi durante tutto il ciclo, attraverso una manipolazione profonda dei tessuti "molli" e mediante un tipo di tocco deciso ma sensibile, si mirerà a raggiungere l'educazione al movimento e alla consapevolezza corporea. Obiettivo principale, quello di bilanciare la struttura del corpo umano nello spazio rispetto alla forza di gravità, riportando le diverse unità di cui è composto ad un allineamento verticale.

Fondamentale tecnica complementare al Rolfing, è poi il Rolfing-movement, ossia quel processo di apprendimento che si propone di inculcare nell'individuo un movimento economico, che assecondi la forza di gravità e che stabilisca e mantenga un rapporto corretto tra i vari segmenti corporei e tra questi e l'ambiente esterno. Gli strumenti utilizzati da un buon Rolf Movement Practitioner sono principalmente esercizi (di movimento attivo, di rilassamento, di percezione, di respirazione ecc.), manipolazione, verbalizzazione, ascolto. Attraverso questa educazione psico-fisica, il paziente sarà poi in grado di considerare la gravità non più come una costrizione, quanto come una forza amica, e ogni tipo di suolo non come un limite, ma come un sostegno.

I risultati?
Certo il Rolfing non farà di noi dei supereroi, né potrà sanare, qualora ci fossero, eventuali lacune o incongruenze psichiche, ma le statistiche confermano miglioramenti di prestazioni negli sportivi, e sensazione di “leggerezza” e armonia nella gente normale. Fatto sta che Rolfing e Rolfing-movement sono sempre più diffusi, anche in Italia, dove ci assicura l’ AIR (Associazione Italiana Rolfing) nel 2005 potremo finalmente avere training di Rolfing in Italiano.



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