Medicina preventiva

L’attività fisica rende minimo il rischio di cadute



Le cadute sono la principale causa di disabilità negli Stati Uniti, e causano circa 19.000 decessi ogni anno. Kristen J. Mertz, dell'Università di Pittsburgh (Pennsylvania, USA), con i suoi colleghi ha studiato le caratteristiche delle cadute negli adulti per stabilire il nesso tra l'abilità cardiorespiratoria derivante dall'attività fisica e le cadute correlate al camminare. Il team ha analizzato i dati raccolti sui partecipanti coinvolti nello Aerobics Center Longitudinal Study, dal 1970 al 1989, che hanno risposto alle domande sulle cadute in un sondaggio di follow-up nel 1990. Da questa analisi emerge che fare regolarmente esercizio fisico riduce il rischio di cadute e con due ore di attività aerobica a settimana si ottiene il massimo effetto protettivo. Sebbene i ricercatori abbiano osservato che le donne avevano una probabilità di 2,8 volte maggiore di cadere durante la camminata rispetto agli uomini, il livello di forma fisica delle donne sembrava fare poca differenza. Tuttavia, i livelli di allenamento negli uomini risultano importanti, poichè gli uomini con bassi livelli di allenamento erano 2,2 volte più soggetti a cadute rispetto agli uomini con livelli elevati di attività fisica. Menzionando che "le cadute sono comuni a tutta l'età adulta, ma le attività svolte nel momento della caduta differiscono a seconda dell'età," Il team conclude che: "bassi livelli di allenamento e l'inattività fisica possono aumentare il rischio di cadute correlate al camminare."


Kristen J. Mertz, Duck-chul Lee, Xuemei Sui, Kenneth E. Powell, Steven N. Blair. "Falls Among Adults: The Association of Cardiorespiratory Fitness and Physical Activity with Walking-Related Falls." American Journal of Preventive Medicine, Volume 39, Issue 1, July 2010, Pages 15-24



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