Omeopatia - Casi Clinici

Il rimedio omeopatico Carbo animalis nell'ulcera di un neonato infelice

Fonte: Il Medico Omeopata



neonato

Enea nasce a termine l'08/03/2015 a Milano in un'ora e mezzo. Pesa 3,300Kg, è lungo 49 cm, ha un indice Apgar 9/10. Terzo figlio di Amelia, 42enne, ma il primo di Salvatore, arriva al mondo non cercato e in una situazione conflittuale. Amelia separata dal marito e dai due figli di 20 e 23 anni dall'anno precedente, si era trasferita da Milano in Sicilia per vivere col nuovo compagno. Ha problemi relazionali sia con le sorelle di lui in Sicilia sia col suo primogenito, che, appena viene informato della gravidanza, le toglie il saluto e rifiuta ogni tentativo di contatto. Ciò diventa per Amelia fonte di grande dolore e per tutta la gravidanza e dopo la nascita di Enea, quando vede ancora ogni tentativo eluso. A inizio gravidanza trasloca di nuovo col compagno per stabilirsi a Milano e si sottopone ad amniocentesi, decisa ad abortire nel caso di malformazioni.

 

Amelia mi riferisce che, appena partorito, Enea si attacca al seno voracemente. Cerca continuamente il contatto con la madre, si addormenta solo con in bocca il capezzolo, che morde sempre con forza. E' sempre inquieto, piange spesso, non riesce a rilassarsi, non dorme mai più di un'ora di fila e cerca sempre il seno materno. A 15 giorni di vita il neonato piange in continuazione, giorno e notte, soprattutto la mattina e la notte dopo la mezzanotte, in modo inconsolabile, soffre di dolori colici, che migliorano col caldo, nella posizione prona e che si calmano un poco se tenuto in braccio e agitato con forza. Inoltre si scopre un'escrescenza ulcerata centrata sul palato duro, con un cercine più chiaro, grande come una moneta da 2 centesimi.

 

Il medico di base le prescrive una pomata anti-fungina da usare localmente, una visita dal chirurgo plastico e una dall'odontoiatra, che escludono entrambi un problema malformativo.

 

Vedo la coppia mamma-bambino al loro domicilio, a 32 giorni di vita del bimbo. Amelia è stremata dal pianto sempre quasi ininterrotto del neonato, che la notte si sveglia ogni ora e cerca di mordere con forza il seno, piange per il dolore, ma poi succhia il latte voracemente.

 

Tratto la mamma con l'agopuntura, poi per i 20 minuti che deve stare tranquilla, prendo in braccio il piccino e vedo che solo cullandolo in modo vigoroso riesce a calmarsi e ad addormentarsi. Il primo rimedio che gli prescrivo è CHAMOMILLA 9CH, prendendo come sintomi il pianto nervoso, il bisogno di essere cullato in braccio in modo vigoroso, le coliche. Ad Amelia prescrivo SEPIA 200CH, perchè già suo rimedio costituzionale.

 

Dopo 2 giorni Amelia mi dice che il bambino è un po' più tranquillo, le coliche sono molto meno forti e soprattutto il pomeriggio riesce ad addormentarsi, sempre per poco però. L'ulcera in bocca è sempre delle stesse dimensioni, sempre rosso vivo, nonostante l'applicazione della pomata.

 

Quindi il bambino cerca spesso il contatto col seno per consolazione, ma ogni volta all'inizio della poppata si stacca piangendo disperato per il dolore causato dal contatto sulla ferita aperta, poi morde forte e succhia. Consulto una caposala del reparto di rianimazione pediatrica di Padova, inviandole la foto del palato di Enea e lei mi dice che sembra un callo da suzione e che probabilmente il bambino ha cercato dalla nascita e cerca tuttora con tutte le sue forze di richiamare l'attenzione della madre.

 

Alla seconda visita a domicilio, 4 giorni dopo, con mia sorpresa Amelia mi racconta dei problemi in atto col suo primogenito e di come lei creda di non meritarsi di essere felice, per cui vive con distacco il rapporto con Enea, al punto che quando lo allatta pensa al primogenito e piange in silenzio ... ed aggiunge che il neonato a quel punto si stacca urlando, infelice anche lui. La maggiore consapevolezza che dimostra parlandomi del rapporto con i suoi figli mi conferma come Sepia stia lavorando in lei in modo corretto.

 

Vedo Enea piangere ancora sconsolato e disperato quando è il momento della poppata. Alla luce delle nuove informazioni acquisite su Enea, repertorizzo con Radar Opus e gli prescrivo CARBO ANIMALIS 9CH in Plus: 10 granuli da sciogliere in un biberon da 100ml, un piccolo sorso ogni tanto durante la giornata, 6 in tutto, previa succussione.

 

Appena dopo il primo sorso Enea si calma e cade in un sonno profondo di due ore di fila, che sorprende fortemente la sua mamma, al punto da chiamarmi per segnalarmelo felice.

 

Poi vede il bambino più tranquillo, che piange di meno durante il giorno. La notte cerca sempre il seno ogni ora, ma con meno angoscia. Inizia una veloce cicatrizzazione dell'ulcera che in 7 giorni si chiude completamente. 10 giorni dopo: Enea può prendere il ciuccio in bocca, è più tranquillo, si fa capire meglio dalla madre nei suoi bisogni, per cui gli episodi di pianto sono notevolmente diminuiti e non sono più disperati.

 

In un follow-up successivo vengo a sapere che comunque la notte si sveglia sempre 4-5 volte alla ricerca della madre e che ha iniziato lo svezzamento con fatica.

 

La scelta del rimedio si è basata principalmente sulla storia di rifiuto verso questo bambino. Già durante la gravidanza, quando Amelia decide freddamente per l'amniocentesi, fino al rifiuto di una simbiosi felice con la creatura appena nata, per il senso di colpa nei confronti del primogenito.

 

Da qui la richiesta disperata di Enea di essere amato, in questo mare di tristezza della madre.



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