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CORVELVA risponde a 'La Repubblica': 130 esperti di medicina prendono posizione?


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Iniziamo bene l'anno apprendendo dalle pagine del quotidiano nazionale "La Repubblica" che ben 130 "esperti di medicina" avrebbero preso posizione contro i "falsi allarmismi" diffusi a seguito delle nostre analisi su alcuni campioni di vaccini.

 

Curiosamente nelle stesse ore riceviamo l'invito ufficiale a presentare i nostri risultati al parlamento polacco a Varsavia (l'appuntamento è per l'8 gennaio).

Già qui sorgono le prime perplessità, in quanto nonostante la nostra associazione abbia scritto alle autorità nazionali preposte alla salute e al controllo dei farmaci ben prima delle polemiche mediatiche scoppiate negli ultimi giorni, NESSUNA di queste istituzioni ci aveva degnati di un minimo cenno di riscontro; è inevitabile dunque prendere atto di un fatto: in Polonia, dove certamente la situazione normativa non è migliore della nostra, vi è una parvenza di democrazia che consente il pubblico confronto e soprattutto il dialogo della politica coi cittadini; in Italia, ad oggi, tutto ciò manca. Manca il benché minimo interesse al dialogo, mancano le risposte alle richieste (pubbliche o private) dei propri cittadini, mancano le basi della democrazia, insomma.

 

Ma torniamo all'articolo de La Repubblica che si premura di informare che ben 130 esperti hanno preso una posizione contro la diffusione dei dati delle analisi.

Secondo il quotidiano, questi esperti sarebbero composti da pezzi grossi delle Università italiane, dell'ISS, e di ben 15 istituzioni straniere. Ottimo, dal canto nostro notiamo che NESSUNO di costoro avesse dato alcun segnale di interesse alle nostre email (destinate ad Aifa, ISS, Ministero Salute, e anche all'università di Padova a seguito delle ultime polemiche scoppiate dopo la donazione dell'ONB alla nostra associazione).

 

A dire il vero, l'unico ente ad avere dato risposte, seppur incomplete e per noi insoddisfacenti, era stato Ema, il quale peraltro nella sua risposta demandava ad Aifa buona parte dei chiarimenti richiesti (link risposte).

 

Ebbene, cosa dobbiamo desumere da ciò? Per esempio che a nessuno interessava alcunché di questi risultati o anche solo di dare una autorevole opinione in merito, prima che gli stessi finissero sulle pagine di un quotidiano? O che dei risultati in sé e per sé nessuno si sia occupato o preoccupato, perché evidentemente l'unica cosa che desta preoccupazione è che gli stessi risultati vengano divulgati? Quindi sembrerebbe che la cosa più importante per costoro sia che non si venga a sapere nulla di quanto emerso. Naturalmente la giustificazione a questo stato di cose è data, secondo loro, dal fatto che queste nostre analisi non avrebbero "nulla di scientifico, trasparente, riproducibile".

 

Parole pesanti, parole grosse, ma sono fondate?

È vero quanto scritto?

Prima di tutto, come si può dire che queste analisi non siano riproducibili?

Hanno forse provato a riprodurle?

 

In realtà, una delle nostre richieste è proprio che vengano riprodotte e a questo scopo sono stato ad esempio pubblicate le metodologie riguardanti le analisi metagenomiche, e lo stesso avverrà a breve per le chimiche.

Punto secondo, se non è trasparenza quella di pubblicare i risultati non appena in nostro possesso, inviandoli allo stesso tempo anche alle agenzie del farmaco nazionali ed europee, nonché al ministero e ad altri enti preposti, cosa lo è? Ma forse i nostri eroi della medicina moderna avrebbero preferito che ci fossimo tenuti i nostri dubbi, senza far trapelare nulla, finché non fossimo riusciti a trovare una rivista scientifica disposta a pubblicarci, e chiaramente a quel punto non sarebbe stato abbastanza perché la rivista non avrebbe avuto l'adeguato "Impact Factor". No, l'associazione Corvelva, questa mascalzona, ha divulgato il dato, chiarendo che si tratta di analisi di primo livello, condotte da laboratori certificati, il cui nome verrà dichiarato pubblicamente solo a seguito delle "agognate" - solo da costoro - pubblicazioni perché, si sa, in questi tempi di caccia alle streghe e roghi mediatici è meglio stare attenti... nessuno vorrebbe mai che questi laboratori dovessero pagare lo scotto di aver accettato il lavoro commissionato dai clienti sbagliati... nessuno lo vorrebbe, non è vero?

 

Punto terzo: la SCIENTIFICITÀ. Chiediamo a questi signori di dare la loro definizione di SCIENZA e poi di chiarirci, a seguito di definizione, come la medicina possa essere considerata una scienza esatta, e come si possa avanzare un'ideologia che non ammette repliche su di un trattamento sanitario preventivo che in maniera del tutto Ascientifica si pretende di spacciare come "di comprovata sicurezza ed efficacia", e far divenire questa ideologia un obbligo di legge, e dunque un TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO.

 

Per facilitare il compito riportiamo un estratto dell'enciclopedia Treccani alla voce "scienza":

 

"Fu concepita (principalmente con G. Galileo - sì, lo stesso che rischiò il rogo perché ciò che andava professando era considerato eretico, ndr) come concezione del sapere alternativa alle conoscenze e alle dottrine tradizionali, in quanto sintesi di esperienza e ragione, acquisizione di conoscenze verificabili e da discutere pubblicamente (e quindi libera da ogni principio di autorità)". "Acquisizione di conoscenza verificabili e da discutere pubblicamente" "libera da ogni principio di autorità".

 

È abbastanza comico dunque che ci si accusi di essere contro la scienza, se non fosse che ci troviamo davanti ad un oscurantismo preoccupante che i media di regime contribuiscono a diffondere, dal momento che l'accusa arriva proprio da chi rifiuta il confronto e la pubblica discussione dei risultati, non già delle idee, dei dati, non già delle convinzioni.

 

Noi rinnoviamo a tutti il nostro invito: tirate fuori le analisi che dite essere effettuate di routine (possibilmente non quelle delle case produttrici, ma in mancanza d'altro ci accontenteremo anche di quelle) che confutano i dati delle analisi da noi commissionate. Date la vostra evidenza scientifica che quanto riportato è falso. Ripetete le analisi con laboratori indipendenti, o mettetevi in contatto con chi le ha commissionate e confrontatevi sul dato.

 

Se le uniche risposte che siete in grado di dare sono "non è vero niente", ci risentiamo a breve quando tutto sarà pubblicato e le vostre accuse strano smentite, a livello scientifico. A proposito, come mai nessuno ha detto nulla e nessuno si esprime in merito alla quantità di DNA fetale umano rilevato nelle analisi metagenomiche? Eppure, scientificamente parlando, da 1.7 a 3.7 microgrammi di Dna fetale umano all'interno del vaccino destinato alla popolazione pediatrica, non sono pochi. Qualche commento? Sulle mutazioni riscontrate nel genoma del morbillo? Su quelle presenti nell'antitifico? Sull'assenza di Rosolia? Qualche studio che ne decreti l'innocuità? Forse si risponde solo a ciò che è facilmente "manipolabile". Forse a nessuno di costoro interessa davvero commentare I RISULTATI.

 

A breve arriveranno anche le risposte a chi adduce "fallacità" nelle tecniche di laboratorio, ma nel mentre, DOVE SONO I VOSTRI DATI?

 

Un'ultima domanda: questi 130 nomi, ci mettono la faccia con nome e cognome o dobbiamo accontentarci che vengano menzionati una decina di esperti e per gli altri andiamo sulla fiducia? I medici che hanno osato mettere la faccia davanti alle loro opinioni personali ne hanno purtroppo pagato lo scotto con la radiazione, mentre costoro non hanno nulla da temere: dove sono le firme?

 

Grazie, buon anno, Corvelva



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