Omeopatia
13/02/2006
Repliche alla lettera di Remuzzi, Mannucci e Garattini pubblicata dal 'Corriere della Sera' l'11 Febbraio 2006
L'ennesimo intervento contro la Medicina Omeopatica, a firma di un sedicente "Gruppo 2003", intervento del quale non si sa se sottolineare più la superficiale ignoranza o più l'arroganza, non può restare senza risposta da parte di un'associazione che dà voce a ben undici milioni di italiani, ossia il quinto della popolazione che si curerebbe con un mero "placebo" e che, guarda caso, con esso ha riacquistato non una momentanea guarigione, ma uno stabile equilibrio e benessere psico-fisico, ossia la vera salute.
Evidentemente gli estensori dello scritto si sentono superiori a tutti gli organismi scientifici degli altri paesi europei sul cui responso questa Medicina, che si vorrebbe relegare a livelli di unguenti da ciarlatani di piazza, viene riconosciuta ed inserita nei protocolli del Servizio Sanitario Nazionale.
L'Associazione Pazienti Omeopatici e il Comitato da cui è patrocinata non possono non respingere con fermezza l'ipocrita disponibilità ad una verifica scientifica dei rimedi omeopatici che si vorrebbe praticare col metro di valutazione di una Medicina basata su criteri e principi del tutto opposti, e quindi con un procedimento scorretto.
Se da parte dell'autorità statuale, investita della tutela della salute, si vuole veramente verificare la validità del metodo omeopatico per conciliare il principio irrinunciabile della libertà di cura con la protezione dei pazienti contro i rischi di improvvisati guaritori, occorre anzitutto stimolare la ricerca nel campo omeopatico mettendo a disposizione i fondi necessari così come avviene in tutti gli Stati europei.
E poi, soprattutto, ascoltare i cultori della materia, finora volutamente ignorati ed assenti da tutti gli organismi scientifici deputati alla protezione della salute, acquisendo i dati, peraltro ampiamente pubblicizzati sulle riviste di settore, circa i risultati di una sperimentazione che non può pretendersi essere fatta se non con un proprio metodo conforme e coerente alla specialità di una Medicina diversa da quella che si arroga un marchio di ufficialità.
Se non c'è, come finora non vi è mai stato, questo atteggiamento che è espressione dell'umiltà dei veri Scienziati, vuol dire che non si cerca la verità, ma si vuole preconfezionare un risultato negativo.
E questa non è Scienza, ma solo partigianeria dietro la quale ci sono ben noti e cospicui interessi!
Vega Palombi Martorano,
Presidente Associazione Pazienti Omeopatici (APO)
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