Alimentazione

Il miglior regime di vita secondo l'omeopatia

Fonte: lastampa.it



cibo salute
Sono in aumento le patologie che dipendono da uno stile di vita scorretto

"Come comportarsi per vivere meglio e più a lungo?" questa domanda  la poniamo spesso in tanti e, soprattutto in un mondo che ci tempesta continuamente di messaggi pubblicitari,  la risposta è sempre meno scontata. Tutto è studiato per attirare la nostra attenzione e indurci a scelte commerciali spesso con inganni od omissioni. 

Quindi la necessità di approfondire la tematica "stile di vita" come elemento sempre più importante nella prevenzione e nell'affiancamento della terapia è ormai un dovere per ogni medico e paziente attento alla salute. 

Sempre più spesso accedono al mio ambulatorio persone che sviluppano patologie che dipendono da uno scorretto stile di vita. La domanda è sempre la stessa "ma dottore perché mi è successo…ho sempre vissuto così e non è mai successo nulla!! Ed io ad usare la solita metafora del bicchiere che goccia dopo goccia impiega molto tempo a riempirsi ma poi trabocca. 

Inoltre gli stimoli che inducono una risposta alla domanda iniziale sono l'interesse per la terra, l'amore per la natura, l'attenzione per l'ecologia, per la coltivazione biologica, e, per un atavico richiamo dei nostri geni, che si esprime in tante persone, per esempio, curando un piccolo orto. 
Così nel tempo si sono accumulate sulla scrivania notizie sempre più inquietanti, che al di là di un allarmismo forse eccessivo, meritavano una attenta disamina. 

"Nel 2030 stop carne per tutti" titolava un articolo che dimostrava come presto non ci sarà più terra a disposizione per far crescere il nutrimento per gli animali da allevamento, un altro sottolineava il problema della scarsa qualità delle proteine animali sulle nostre tavole. I polli si nutrono con scarti di pesce e i pesci d'allevamento crescono grazie agli scarti dei polli cosicchè il risultato dopo molte generazioni è che il gusto di queste carni sono molto simili e di scarsa qualità nutritiva. Di fronte alle 24.000 persone che ogni giorno muoiono per fame (18.000 sono bambini al di sotto di 5 anni di età) i 22 kg di cereali per produrre 1 kg di carne da mettere sulle nostre tavole, il cosiddetto rapporto di conversione, colpisce troppo. Come l'enorme quantità di scarti di macellazione (il 60%!!). Le nostre bistecche e i nostri hamburger stanno costando troppo care ad una parte dell'umanità e non da nessuna possibilità di futuro ai nostri figli in termini di sostenibilità globale. 

Per non parlare dell' acqua, il grande tema sempre più di attualità, che a noi, gente di montagna, tocca poco da vicino ma che ha delle derive mondiali inquietanti per il prossimo futuro. Il recente rapporto The Word's Water sostiene che il 90% delle malattie nel mondo dipendono da mancanza di igiene da mancanza di acqua e che circa 1,4 milioni di bambini muoiono ogni anno per mancanza di acqua potabile.  

Ebbene, con questa carenza evidente di acqua, la parte ricca, obesa, e trasudante colesterolo e trigliceridi del mondo ne impiega una quantità abnorme (dai 15000 ai 70000 litri) per allevare un solo kg di carne di manzo da cuocere sul barbecue. 
Questa parte dell'umanità paga questo squilibrio con una salute sempre più cagionevole. Con lo stesso cinismo con cui le case farmaceutiche costruiscono patologie per vendere farmaci (disease mongering) le grandi industrie alimentari sono sotto accusa per l'uso sconsiderato di zuccheri, sali e grassi con cui imbottiscono il cibo che troviamo sugli scaffali dei supermercati. Questa critica ha un razionale: le malattie che questa alimentazione induce sono tante: obesità, stitichezza, diabete, ipertensione, osteoporosi, ipertrofia prostatica, aterosclerosi, infarti, demenza senile, tumori (intestino, mammelle e prostata). Molti importanti studi lo hanno confermato da China Study, Epic e altri vari studi dell'Istituto Tumori di Milano in collaborazioni con strutture europee. Vien quasi da pensare che si siano messe d'accordo: la prima fa ammalare, l'altra propone la terapia! 

L’omeopatia ha sempre affrontato il tema della prevenzione e della corretta igiene di vita nelle terapie di patologie acute e croniche. Il suo teorizzatore Samuel Hahnemann indica nel suo testo fondamentale dell’omeopatia “Organon dell’arte del guarire” il corretto comportamento del paziente affetto da patologia cronica per permettere alla terapia di agire nel migliore dei modi. 
Questo avveniva cento anni prima della istituzione della branca medica di Igiene e medicina preventiva, e in epoca premicrobiologica: i batteri non erano ancora stati scoperti. 

Oltre ad eliminare caffè, tè e tutte le tisane e gli infusi con proprietà medicamentose, sconsiglia l’uso di alcoolici come birra, liquori con sostanze aromatiche ( i nostri aperitivi, cocktails) e il vino che non sia abbondantemente annacquato. Sconsiglia l’uso di profumi forti dalle colonie ai fiori troppo profumati tenuti in casa. Nell’alimentazione del malato cronico in terapia sono da evitare, secondo Hahnemann, tutti i legumi con azione medicamentosa come gli asparagi, il sedano, il prezzemolo, il dragoncello, l’aglio e la cipolla, i formaggi fermentati, le carni di maiale, di anatra o di oca, la carne di vitello troppo giovane, le carni sotto aceto o fortemente speziate. Mette in guardia sull’eccesso di sale e zucchero nella dieta, sconsiglia di stare in ambiente troppo caldi, di fare una vita troppo sedentaria al chiuso ma consiglia esercizio fisico all’aria aperta come passeggiate quotidiane e piccoli lavori manuali. Invita ad una attenta pulizia del fisico e ad una tutela da emozioni troppo forti come collere, dolori e umiliazioni. 

Ora vediamo come duecento anni dopo la medicina abbia confermato gran parte delle indicazioni di Hahnemann. 
L’attività fisica aiuta a prevenire infarti, ictus, diabete, obesità, cancro, morbo di Alzheimer, depressione e rafforza la memoria allontanando il rischio di morte prematura. 

Tutto ciò senza effetti collaterali. Non c'e' organo del corpo umano che non ne tragga beneficio. Questo è ciò che emerge da vari test e lavori scientifici. Tra i tanti l’iniziativa “Exercise is medicine” patrocinato dall’American College of sports medicine di Indianapolis negli USA ha studiato le differenti risposte tra chi seguiva le indicazioni delle linee guida del Governo Statunitense (2h e 30m settimanali di attività aerobica moderata come camminare veloce, il ballo di sala e il giardinaggio o 1h e 15m di attività più intensa come ciclismo corsa nuoto) e chi no. 

I risultati furono che una dose settimanale di esercizio moderato riduce del 40% i rischi di morte per infarto, lo stesso risultato che si ottiene assumendo le statine. L'esercizio stimola la circolazione, elimina i depositi di grasso dalle pareti dei vasi sanguigni e dilata i vasi più piccoli. L'attività fisica altera la struttura dei trigliceridi nel flusso sanguigno permettendo agli enzimi di eliminarli prima che possano provocare danni. Ma ciò che sorprese di più fu registrare che la moderata quantità di esercizio fisico riduce del 58% le probabilità di contrarre il diabete tipo 2: una capacità doppia rispetto alla metformina il più diffuso tra i farmaci contro il diabete (Italia 3 milioni di diabetici con aumento incidenza) e che riduce del 50% rischio tumore mammella donne e del 60% il tumore dell'intestino. 

Un altro studio pubblicato sul British Medical Journal dal Karolinska Institutet di Stoccolma ha evidenziato che i fattori che allontanano la vecchiaia sono una vita sociale intensa, hobby, lavori casalinghi e il volontariato. 

Un enorme studio condotto dal Brigham and Women's Hospital di Boston e di Harward in cui risultati sono stati pubblicati su Plos Medicine ha arruolato ben 650 mila persone con almeno 40 anni seguite per un lasso di tempo fino a 40 anni. 
Ne è emerso che un individuo attivo che cammina poco più di un ora al giorno, anche se leggermente sovrappeso, vive in media 3,1 anni in più rispetto ad un magro sedentario. 

La differenza sale a 7,2 anni tra un sportivo magro e uno ozioso obeso. 
Il ruolo benefico dell’attività fisica è tanto grande da eguagliare quasi quello negativo del fumo. 
Il 1 novembre 2012 è uscito sul Giornale dell'American Heart Association l’ultimo tra le decine di studi che indicano come camminare, pedalare, nuotare o andare in palestra mantengano il cervello ben irrorato di sangue prevenendo la degenerazione cellulare e allontanando il rischio di ammalarsi di demenza del 40%. 

E per finire la ciliegina sulla torta: è stata recentemente pubblicata su Journal of Aging Research 2013 la scoperta dall’Università della British Columbia di una specifica proteina che viene prodotta grazie al jogging e che va a rafforzare i nostri neuroni agevolando la creazione di nuove cellule cerebrali, la BDNF Brain-derived neurotrophic factor

Questo a conferma del monito che l’autorevole rivista Lancet lanciava nel luglio 2012 sostenendo che nessun rimedio, a parte non fumare, fa bene alla salute quanto l'attività fisica, ricordando che la sedentarietà uccide 5 milioni di persone all'anno in tutto il mondo, quante ne uccide il fumo. 

Eppure, nonostante questi dati, ad oggi ancora troppo pochi medici considerano la mancanza di esercizio una malattia vera e propria. 
E per concludere affrontiamo il tema alimentazione che se in Italia è preoccupante con 4 italiani su 10 in sovrappeso e l’11% di obesi, negli USA è drammatico con il 75% di popolazione in sovrappeso e il 27% obesa. 

Il già citato THE CHINA STUDY di Colin e Thomas Campbell, che il New York Times ha definito lo studio che può essere considerato il Grad Prix dell’epidemiologia, descrive un’indagine monumentale sulla dieta e sui tassi di mortalità per cancro in più di 2400 contee cinesi e il tentativo altrettanto monumentale di esplorarne il significato e le implicazioni per l’alimentazione. E’ stato definito il più importante libro sull’alimentazione e la salute pubblicato negli ultimi settantacinque anni. La sua scientificità è stata definita indiscutibile ed è stato sostenuto che andrebbe preso a modello per tutti i programmi nutrizionali insegnati alle università.  

Il progetto ha prodotto più di 8 mila associazioni statisticamente significative fra i vari fattori dietetici e le malattie. 
I risultati e le scoperte sono stati che le diete a basso contenuto di proteine inibivano la formazione del cancro. Gli autori hanno sostenuto che di fatto le proteine alimentari si sono rivelate così potenti nei loro effetti da permettere loro di attivare e bloccare la crescita del cancro semplicemente modificandone il livello di assunzione. Ma non tutte le proteine hanno quell'effetto secondo gli autori: la caseina (87% delle proteine del latte vaccino) favorisce tutti gli stati del processo tumorale 
Le proteine sane sono invece quelle vegetali comprese quelle del frumento e della soia. 

In questi studi i soggetti che si nutrivano prevalentemente di cibi di origine animale erano quelli che si ammalavano delle patologie più croniche, mentre le persone che mangiavano le maggiori quantità di cibi vegetali erano le più sane e tendevano ad evitare le malattie croniche. 
Pertanto la dieta si è ripetutamente dimostrata in grado di far retrocedere e\o prevenire malattie come varie forme di cancro, malattie autoimmuni, malattie delle ossa e dei reni, i disturbi visivi e cerebrali in età avanzata e favorire la salute ottimale. 

Colin Campbell sarà in videoconferenza il 12 maggio 2013 ad un simposio dal titolo “La prevenzione inizia mangiando: in tavola contro diabete, tumori e cardiopatie” che si terrà a San Secondo di Pinerolo e a cui parteciperanno molti relatori medici di diverse specialità ( www.be4eat.com). 

Anche l’Istituto Tumori di Milano con lo studio Epic ha dimostrato che una alimentazione ricca di calorie, zuccheri, grassi, proteine animali favorisce obesità, stitichezza, diabete, ipertensione, osteoporosi, ipertrofia prostatica, aterosclerosi, infarti, demenza senile, tumori (intestino, mammelle e prostata). 

Le conclusioni di tutti questi studi ci portano a ripensare completamente al nostro sistema alimentare. Infatti si organizzano conferenze e si stampano libri con questo obiettivo: per esempio la conferenza “Il potere del cibo: viaggio guidato alla scoperta delle antiche tradizioni e delle nuove tendenze alimentari” organizzato dalla rivista L’altra medicina e altre associazioni che si svolgerà a Milano il 18 maggio e che vedrà la partecipazione del Prof Franco Berrino, oppure il libro "Superfoods. Il cibo è la medicina del futuro" di Matt Traverso edito da Salus Infirmorum. 

Un altro problema alimentare è l’eccesso di zuccheri che sta riversandosi sulle nostre tavole con la complicità delle aziende alimentari che, soprattutto negli USA, hanno negli anni abituato il cittadino medio ad abusare della quantità quotidiana soprattutto di bevande zuccherate che hanno un potere calorico mascherato. Pensate che 1 bicchiere di 250 ml della Cola Cola contiene 27 gr di zuccheri equivalente di 6 cucchiai di zucchero che corrispondono a metà del fabbisogno quotidiano di zucchero. Recentemente ho visto in Italia pubblicità che millantano generosità da parte delle case produttrici nell’aumentare la dimensione delle bottiglie senza cambiarne il prezzo. Ma negli USA i consumatori e le istituzioni hanno intrapreso una battaglie contro le aziende per obbligarle a ridurre le dimensioni delle confezioni al fine di prevenire l’obesità. 

E per chi avesse ancora dei dubbi o non fosse convinto degli studi fatti è stato pubblicato di recenti un lavoro sull’autorevole British Medical Journal sugli effetti della grave crisi che ha colpito l’isola di Cuba dopo la caduta dell’Unione Sovietica e la fine degli aiuti da Mosca. Dal 1990 al 1995 con cibo scarso e con poca benzina i cubani cambiarono drasticamente regime di vita mangiando di meno, muovendosi di più a piedi e coltivando i campi con maggior sforzo fisico per carenza di macchinari funzionanti. Il risultato fu che in media persero 5,5 chilogrammi senza arrivare in genere al deperimento. Gli effetti sulla salute? Conseguenze positive sulla mortalità dell’isola: dopo 5 anni dall’inizio della “dieta” la mortalità per diabete iniziò a calare sensibilmente e per 6 anni rimase basso, ma nelle morti per infarti ed eventi cardiovascolari ci fu il vero crollo verticale che rimase basso fino a che il tenore di vita rimase tale. Quando il tenore di vita è ricominciato a salire con auto e fastfood ecco che gradualmente sono riapparse tutte le percentuali di mortalità tipiche del mondo industrializzato. 

Ergo, se vogliamo campare di più e meglio le regole le hanno già scritte nel 1997 il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF) e l'Istituto Americano per la Ricerca sul Cancro (AICR) nelle Raccomandazioni per uno stile nutrizionale che favorisca la prevenzione del cancro e di altre malattie croniche.   
Scorriamo i loro consigli: 
1. Scegliere prevalentemente alimenti di origine vegetale, con un'ampia varietà di verdura e di frutta, di legumi e di alimenti amidacei non (o poco) raffinati. 
2. Mantenere un peso forma e non aumentare troppo di peso nel corso dell'età adulta (non più di 5 Kg). 
3. Mantenersi fisicamente attivi per tutta la vita. 
4. Mangiare almeno 5 porzioni al giorno (pari a 600/800g) di verdura o di frutta, nel corso di tutto l'anno, approfittando della varietà che offrono tutte le stagioni. 
5. Basare l'alimentazione quotidiana su cereali e legumi. Preferire prodotti che non abbiano subito importanti trattamenti industriali. Evitare invece il più possibile farine (00) e zuccheri raffinati. 
6. Le bevande alcoliche sono sconsigliate. Per chi ne fa uso abituale si raccomanda di non superare 2 bicchieri al giorno per gli uomini e 1 per le donne7. L'uso abituale di carne rossa è sconsigliato. In ogni caso non superare 70 gr al giorno. È preferibile consumare pesce e, qualche volta, carni bianche o carni di animali selvatici. 
8. Limitare il consumo di grassi, soprattutto di quelli di origine animale. Vanno bene, invece, piccole quantità di oli vegetali. 
9. Evitare il consumo di cibi conservati sotto sale e limitare l'uso di sale per cucinare e per condire. Privilegiare invece le erbe aromatiche. 
10. Certi additivi alimentari possono essere pericolosi, così come i residui di diserbanti e insetticidi. 
11. Evitare il consumo abituale di carni o pesci cotti ad elevate temperature, alla griglia o affumicati. (ammine aromatiche cancerogene) 
12. Per chi segue queste raccomandazioni ogni integratore alimentare o supplemento vitaminico è inutile. 
13. Comunque non fumare. 

Dunque come dice il ben noto proverbio italiano: Uomo avvisato mezzo salvato! 
Buona vita!



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