Omeopatia - Casi Clinici

Quadri di Tubercolinum in veterinaria omeopatica

Fonte: Il Medico Omeopata



omeopatia veterinaria
Un rimedio omeopatico come Tubercolinum può essere utilizzato sia nel campo dei piccoli che dei grossi animali

INTRODUZIONE
Intendo proporre alcuni casi clinici affrontati con la prescrizione di un rimedio omeopatico come Tubercolinum sia nel campo dei piccoli che dei grossi animali di interesse zootecnico. L’origine del rimedio può frenare il Veterinario Omeopata generalmente piuttosto perplesso a prescrivere questo Nosode dal nome impegnativo che porta a pensare alla tubercolosi come una piaga sociale che ancora oggi mette paura. Ne sanno qualcosa i buiatri che negli anni passati hanno applicato piani di profilassi nazionali con la prova della tubercolina per via intradermica nei capi bovini. In verità cercherò di fornire qualche indizio utile per l’uso del Nosode eviscerandone tutto il suo potenziale curativo e l’utilità pratica soprattutto a carico di situazioni cliniche che coinvolgono il reparto respiratorio. Proverò poi a spingermi oltre suggerendo una lettura personale quale “costituzionale” che necessita evidentemente di ulteriori conferme mediante la descrizione di un caso clinico.

MATERIALI E METODI
La prescrizione di Tubercolinum come rimedio “situazionale” e “costituzionale” è desunta dalla esperienza personale maturata nel settore buiatrico.
Sappiamo quanto la tosse rappresenti uno dei sintomi più disturbanti nei nostri animali domestici così come pure in quelli a propensione zootecnica; le cause scatenanti sono molteplici basti pensare a virosi o batteri che invadono l’albero respiratorio provocando flogosi severe soprattutto in concomitanza di condizioni stagionali sfavorevoli come il freddo umido o secco. Tralasceremo in questa sede le tossi che hanno un’implicazione di origine cardiaca.

Nei piccoli animali non sempre si riesce ad assistere alla crisi respiratoria o tussigena vera e propria, mentre negli allevamenti zootecnici il numero cospicuo degli animali allevati permette una valutazione oggettiva del sintomo consentendo un criterio di modalizzazione più adeguata. Negli Ambulatori è più facile avere a che fare con clienti che lamentano la comparsa di tosse insistente nel proprio animale che finisce per disturbare la quiete domestica sia notturna sia diurna, ma non sempre riusciamo ad ottenere informazioni dettagliate.

CASO 1 Gatta BRICIOLA
Motivo della visita: tosse ed inappetenza
Gattina europea di undici mesi pezzata bianca e nera che vive in stato di semilibertà. I proprietari risiedono in campagna, si limitano a portarla in visita dopo qualche giorno che la vedono stare male, non mi sanno raccontare molto:
R: “Da almeno tre giorni ha smesso di mangiare e poi la vediamo molto deperita … è una gattina che vive libera, una trovatella; entra in casa spesso, ma ha accesso anche all’esterno dove viene a contatto con altri gatti, noi le diamo da mangiare, è come se l’avessimo adottata. Attorno a casa ci sono altri gatti ma lei è l’unica che si fa prendere … abbiamo notato che ha solo della tosse, pensavamo fosse una cosa che si poteva risolvere da sola, però improvvisamente è diventata molto abbattuta e poi non ha più voglia di giocare, si vede che sta proprio male! ….. è l’unica gatta che teniamo in casa e con la mia nipotina giocano sempre, è molto buona, socievole … ora però sono preoccupata anche per paura che la bimba, stando sempre vicino alla gattina, possa contrarre qualche malattia, è possibile?”.

VISITA CLINICA
BRICIOLA appare molto abbattuta, tende a restare immobile ed accovacciata su se stessa con gli occhi semichiusi ed un’espressione sofferente, una condizione di torpore e malessere generalizzato. Ogni tanto apre gli occhi a fatica lasciando intravedere la terza palpebra che invade il campo corneale. Accenna a qualche breve vocalizzo, emette un miagolio come una sorta di lamento, di richiamo. In sede toracica è percepibile murmure polmonare rinforzato con presenza di rantoli e fischi da entrambi i lati sia a dx sia sx per la presenza di catarro bronchiale ostruente. La respirazione tende ad essere superficiale ed in parte addominale, addome leggermente dilatato ma non dolente alla palpazione profonda. Le mucose buccali sono moderatamente pallide con un alone gengivale infiammato con il tipico orletto rosso in tutta l’arcata superiore ed inferiore.

La temperatura corporea al momento risulta di 38,6°C, disidratazione ed inappetenza, linfonodi retrofaringei leggermente aumentati di volume. Dopo un pò BRICIOLA incomincia a tossire spontaneamente, manifestando una tosse soffocante, addirittura si aiuta sporgendo in fuori la lingua, quasi avesse difficoltà a riprendere il respiro, distende il collo. Sembra che la tosse provochi dolore in sede toracica, si immobilizza come per riprendersi da quello spasmo imprevisto, la tosse è grassa ma senza emissione di espettorato, naso asciutto, assenza di muco. La situazione appare delicata, spiego ai proprietari che non escludo che il problema respiratorio possa essere complicato da un quadro di broncopolmonite con compromissione del parenchima polmonare.
Repertorizzo RADAR 9.1
Prescrizione: TUBERCOLINUM BOVINUM 200 CH 10 gocce BID per otto gg in plus.
Controllo fra un paio di gg.

FOLLOW UP
72 ore dopo: sembra che BRICIOLA sia tornata in piena forma tanto è vero che la signora ha fatto fatica a prenderla ed ha dovuto portarla col trasportino dal momento che è incontenibile, ha ripreso appetito. Alla visita clinica permane ancora un murmure polmonare aumentato per la presenza di muco ma sono scomparsi i rumori di sottofondo, stridolii, fischi e sfregamenti. Briciola si è rimessa a giocare e sembra desiderare le coccole, fa molte fusa, ormai è fuori pericolo. La signora dice di aver trovato un gatto deceduto intorno a casa che manifestava sintomi respiratori analoghi, era selvatico e non era impossibile catturarlo, probabilmente potrebbe essere stato motivo di contagio. Chiedo di continuare il rimedio solo una volta al die ancora per due giorni e poi di sospendere la terapia.
A  distanza  di  tempo  non sono comparse ricadute.

CASO 2: Cane SHEVA
Motivo della visita: tosse cronica
SHEVA è un cane femmina di razza Beagle di 3 mesi che vedo per la prima volta. Curata dalla Clinica Veterinaria della città con cicli di terapia antibiotica e cortisonica dal momento della adozione per un problema di tosse cronica.
La proprietaria racconta: (…) «Attualmente assume Isomucil® una volta al giorno da almeno un mese e non so se devo continuare con queste medicine per tutta la vita, finora non hanno contato nulla, ora mangia meno del solito».

VISITA CLINICA
Temperatura corporea 39,6°C, aumento del murmure vescicolare sia a dx che sx, respirazione prettamente addominale, ansimazione durante l’atto respiratorio, sfregamenti, fi hi emitorace dx, segni di bronchiolite e bronchite ostruttiva, leggera forma enfi  tosa, tosse grassa. Apparentemente dolce ed affettuosa, vive in appartamento dove non ha mai sporcato, da subito ha sporcato nel pannolone senza che nessuno glielo insegnasse, morde un po’ tutto. Con me si mostra amichevole e fa subito amicizia. Pensando alla cronicità del problema respiratorio, alla persistenza del catarro, all’infiammazione polmonare, alla tosse mi affido alla esperienza maturata in campo zootecnico. Repertorio RADAR 9.1:



TUBERCOLINU BOVINUM 200 CH 10 gocce due volte die in plus per 2 giorni.
FOLLOW UP
24 ore dopo: (…) Da quando le ha somministrato quelle gocce è stata subito meglio, mangia di più anche se non ha smesso di tossire completamente, però ogni volta che lo fa butta fuori molto catarro e il cane lascia dei veri e propri laghetti di catarro. Devo dire che liberarsi così rapidamente dopo 3 somministrazioni di rimedio quando da un mese si è fatta 2 volte/die Isomucil®  senza grandi risultati, è un fatto da prendere in seria considerazione! L’albero bronchiale appare libero, non avverto aumento del murmure vescicolare anche se permane ancora qualche lieve segnale a carico dell’emitorace di sx. Chiedo di somministrare ancora una volta il rimedio e di sospendere, la cagnetta appare decisamente vivace, reattiva, gira per tutto l’ambulatorio.

48 ore dopo: la cagnetta sta bene, la signora mi conferma che non ha più manifestato segni di tosse. Viene eseguita una lastra radiologica di controllo che conferma il quadro di sofferenza bronchiale, nel frattempo ha sospeso di sua iniziativa l’Isomucil®.

(…) Dopo averle somministrato quelle gocce si è come liberata del muco ed è stata subito bene, non solo ma mi stupisco della rapidità dell’azione della sua medicina dal momento che era più di un mese che le somministravo il mucolitico senza aver ottenuto alcun risultato concreto, ero avvilita.

CASO 3 Gattina ribelle
Mi viene portata una gattina di circa 35 gg, trovata in un cantiere edile nascosta dentro un cespuglio, ha incominciato a seguire il marito fino all’ ufficio dove ha provveduto a darle da mangiare, poi ha deciso di adottarla.

VISITA CLINICA
La moglie esordisce così: Fabio stai attento perché è un gatto piuttosto selvatico e non si fa toccare così facilmente, non so come possa reagire, non so nemmeno se sia maschio o femmina!
Mai quelle parole furono tanto galeotte, neanche il tempo di aprire il trasportino che una cosina minuta bianco e grigia schizza fuori come una scheggia impazzita, riesco ad agguantarla al volo ma come si sente toccare diventa una iena inferocita, una rapida torsione del busto le permette di piantare unghie e denti sul palmo della mia mano con una grinta impressionante, facendola sanguinare in modo serio. La gattina appare spaventata, soffia continuamente, presenta midriasi e non si lascia toccare, neppure sfiorare, è una ribelle imbizzarrita, la devo contenere per la coppola sopra il tavolo e come provo a mollare la presa anche solo per un attimo, comincia a scatenarsi tentando ripetutamente di mordere e graffiare, mi trovo costretto a mantenere quella infelice manovra mentre emette un miagolio isterico. Repertorio RADAR 9.1



Tenendo conto della conformazione sproporzionata del capo rispetto al resto del corpo, della ipercinesi, della collera incontenibile, dell’ aspetto esile, dell’appetito vorace decido per:
TUBERCOLINUM BOVINUM Q15 gocce SID in plus
Ciò che mi ha guidato alla scelta del rimedio è stata la sua reazione abnorme, sproporzionata, rispetto  allo  stimolo ricevuto, anche se in gattini selvatici non è un atteggiamento insolito, ma qui la paziente ha messo in atto una carica distruttiva superiore ad ogni aspettativa ed in contrasto con una corporatura gracile. Consiglio la proprietaria di ponderare bene l’eventualità di doverla confinare in un ambiente domestico in compagnia di un bambino piccolo, in ogni caso la scelta del rimedio l’aiuterà ad adattarsi meglio nel breve tempo.

FOLLOW UP
10 gg dopo: Sembra essersi abituata bene anche se ha la tendenza a farsi le unghie sul divano, per ora non tenta di scappare dal terrazzo, anche se è ipersensibile ai rumori, si spaventa di nulla; ora decisamente più docile almeno si è abituata alla presenza dei componenti della famiglia, riesce a farsi toccare di più. Comunque è cambiata, sembra molto più addolcita ora, più tranquilla, ci sono momenti in cui si fa anche accarezzare, delle volte è lei stessa a cercare le coccole.

Noto che è cresciuta rapidamente in altezza nel giro di 10 gg, le sue zampette si sono vistosamente allungate e la signora mi conferma che ha fatto un cambiamento notevole considerato quanto le avevo prospettato. Per il resto è sempre diffidente, spaventata, soprattutto iperattiva, corre per casa, salta dappertutto, non sta mai ferma. In studio soffia alla mia presenza anche se non manifesta midriasi e prova a reagire con un morso alla prima occasione di approccio diretto.

30 gg dopo: La gattina sta bene, si sta ambientando e si lascia toccare, dorme con noi sul letto o per lo meno me la trovo lì al mattino. Continua con la terapia a gg alterni ancora per una settimana. Sai che nome le abbiamo dato dopo che ti ha morso? TIGRI’!

CASO 4 Vitelli
Nelle aziende zootecniche a produzione lattifera i vitelli hanno un destino segnato, mentre i maschi escono dal ciclo aziendale dopo un paio di settimane, le femmine andranno a costituire la vera ossatura produttiva come rimonta. E’ noto che i vitelli venduti dovranno risultare clinicamente sani, pertanto la comparsa di sintomi respiratori provoca danni di natura economica oltre che di logistica. Nelle aziende da carne a ciclo chiuso linea vacca/vitello i vitelli maschi sono destinati all’ingrasso pesante mentre le femmine andranno in rimonta, pertanto tutti i capi restano in azienda per un periodo di tempo lungo. In entrambe le tipologie di allevamento l’approccio alle malattie respiratorie con la Medicina Omeopatica può offrire enormi vantaggi non soltanto in termini di benessere generale quanto di costo terapia pro-capite.

Il problema respiratorio esordisce nella stagione fredda colpendo i soggetti più giovani provocando: ipertermia, inappetenza, tosse grassa, dolore toracico, scolo nasale ed oculare.
In questi contesti è consigliabile attuare un programma di profilassi omeopatica collaudato nel tempo che prevede l’uso sistematico del Nosode Tubercolinum bovinum 10.000 K iniettabile (sottocute) TID a partire dal primo gg di vita, da continuare una volta la settimana per ulteriori 3-4 settimane. In questo modo si riduce enormemente l’evoluzione progressiva del quadro respiratorio acuto stimolando una risposta locale e generale efficace e garantendo un recupero rapido degli animali senza il pericolo di recidive.

DISCUSSIONE
Abbiamo proposto alcune applicazioni prescrittive di Tubercolinum bovinum destinate a situazioni e contesti ambientali differenti. Sia nei piccoli animali che nei vitelli il Nosode copre egregiamente la prevalenza dei sintomi generali e fisici e questo è sufficiente per adottare un criterio di prescrizione “situazionale”.

E’ interessante sottolineare che nelle griglie repertoriali proposte compare un rimedio come Phosphorus, a prima vista più adatto ad una gatta come Briciola o ad un cane come Sheva. La presenza dei due rimedi non deve stupire dal momento che entrambi hanno molte affinità soprattutto in quadri non troppo scompensati. Si desume che non sia difficile pensare ad un sale fosforico dopo Tubercolinum.

Per la prescrizione “costituzionale” occorre studiare il paziente attraverso la valorizzazione di tratti caratteristici in sede di visita clinica. In un cucciolo è più facile cogliere alcuni aspetti reattivi contradditori che appartengono interamente al quadro del rimedio e sono riconducibili a voci repertoriali del MIND: “Contrary”, “Audacy in children”, “Rash”, “Anger sudden”, “Striking in children”, “Biting children in”, “Rage children in”, “Violent in children”, “Development arrested in children”, o delle GENERALITIES: “Children complaints indelicate, puny, sinkly”, “Emaciation children infants in”, “Energy, eccess of energy children in”, “Dwarfishness”.

In fondo l’atteggiamento di TIGRI’ è dettato da un inconscio desiderio di libertà espresso attraverso la voglia di lottare e sopravvivere, un’immagine curiosa che si scontra con quella di un corpicino fragile e minuto che ricorda a tratti quella del malato tubercolotico. Alla fine la dispersione energetica, il nervosismo, l’irritabilità, l’instabilità del comportamento, l’appetito famelico, la magrezza  forniscono  sufficienti elementi di riconoscimento per il Medico Veterinario attento. Inevitabile una diagnosi differenziale con l’iperattività tipica dei rimedi iodati che non possiedono la freddolosità tipica di Tubercolinum, così come con i Sali di Fosforo per il desiderio di di Tub di comunicare con gli altri (fase compensata), o Nux vomica per l’irritazione, la rabbia istintiva, la collera che per Tub non è dettata da un desiderio di competizione ma scaturisce dalla necessità di ribellarsi a regole prefissate.

Prendendo ad esempio la gatta Tigrì dovremo pensare a Tubercolinum come ad un sistema dinamico instabile alla costante ricerca di stimoli nuovi, quindi non è difficile prevedere che prima o poi cercherà la fuga da un contesto domestico troppo limitante. In verità questi pazienti non si affezionano né alla casa né tantomeno ai proprietari perché vivono ogni momento della loro vita come fosse l’ultimo, da qui la necessità di correre contro il tempo.

CONCLUSIONI
E’ indubbio che l’esperienza professionale maturata nel settore zootecnico mi ha agevolato nella prescrizione del rimedio a livello ambulatoriale senza la paura di provocare danni.
Ho voluto dimostrare come il Nosode trovi un suo spazio applicativo nel gestire situazioni che per il Veterinario Omeopata possono risultare impegnative; quasi sempre il rimedio ci offre tutto il suo potenziale nell’esercitare non soltanto una azione locale rapida ma ci permette di gestire quelle tossi croniche che coinvolgono profondamente la trama polmonare, quindi utile in corso di bronchioliti, bronchiti, broncopolmoniti a carattere cronico e produttivo.
Non solo, abbiamo visto anche come sia possibile la prescrizione di Tubercolinum in assenza di un quadro polmonare vero e proprio attraverso la raccolta di pochi elementi caratteristici e peculiari del paziente che devono coincidere con l’essenza del rimedio.

BIBLIOGRAFIA
1. J.H. CLARKE, Dizionario di farmacologia omeopatica clinica, IPSA Editore, Palermo, 1994.
2. F. DEL FRANCIA, Veterinaria Omeopatica e psicopatologia del cavallo, La casa verde per conto di Demetra s.r.l., San Martino di Buon Albergo (VR), 1990.
3. R. PETRUCCI, Pediatria. Temi e concetti in Medicina Omeopatica, Asterias, Milano, 2007.
4. J. SCHOLTEN, Omeopatia e gli elementi della tavola periodica, Salus Infirmorum, Padova, 2007.
5. F. SCHROYENS – Synthesis 9.1 In RADAR 10.1. Archibel; 2008



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