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Primavera e allergia ai pollini: occhio alla dieta!


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Primavera e allergia ai pollini: occhio alla dieta!

L’allergia è una reazione “esagerata” del nostro sistema immunitario che non riconosce una determinata sostanza, ritenendola non compatibile. Tale sostanza è segnalata come eccessivamente nociva e di conseguenza il sistema immunitario crea un numero eccessivo di anticorpi (processo di sensibilizzazione).

Non è stato ancora chiarito del tutto perché il sistema immunitario reagisca in maniera errata rispetto alle sostanze allergizzanti, né è stata spiegata l’ereditarietà dell’allergia e quali siano i fattori esterni che possono rendere l’uomo suscettibile ad esse. La principale causa di allergia, tra tutte le sostanze allergeniche, è il polline delle piante che si presenta sotto forma di granuli di piccole dimensioni (tra i 10 e i 200 micron) di forma variabile, ovoidale o elicoidale.

Le reazioni allergiche provocate dall'inalazione dei pollini si presentano su base stagionale, cioè in corrispondenza con la stagione di fioritura delle piante allergizzanti, per cui, chi ne soffre dovrebbe sapere quali sono e dove si trovano le piante responsabili dell'allergia, documentandosi adeguatamente su quale sia il loro periodo di fioritura nel territorio in cui si abita, o nel quale ci si reca.

Inoltre, chi soffre di allergia ai pollini dovrebbe prestare attenzione alla sua alimentazione, dato che una corretta dieta può aiutare a ridurre i sintomi dell’allergia stessa. Le  mucose oculari e dell’apparato respiratorio nei soggetti sensibili a determinati pollini si infiammano a causa di una sostanza li­berata dalle cellule immunitarie per combattere gli allergeni (istamina). A seguito dell’ingestione di alcuni alimenti si possono manifestare sintomi in sede diversa dall’apparato respiratorio, a livello labiale, al cavo orale, a carico dell’intestino ed anche a livello dell’orecchio medio.

Se l’ intestino è infiammato, a causa di un’alimentazione scorretta, la sintomatologia allergica peggiora, poiché tutte le mucose del corpo sono collegate tra loro in un sistema definito con la sigla “MALT” (tessuto linfoide associa­to alla mucosa). Una scelta dei cibi è importante al fine di modulare la risposta infiammatoria, migliorare i sin­tomi e ridurre la frequenza degli episodi acuti dovuti all’allergia.

Chi è allergico ai pollini dovrebbe consumare con estrema moderazione tutti i cibi ric­chi di istamina o che attivano l’ istamina: sgombro, aringa, sardina, tonno, formaggi fermentati e stagionati, carne in scatola, salumi e insaccati, crauti, spinaci, melanzane, pomodoro, ketchup, aceto di vino rosso, fragole, mirtillo rosso, ananas, spezie, frutta secca, cioccolato, liquirizia, conservanti alimentari (benzoati), papaia, agrumi, crostacei...

Circa il 20% dei soggetti allergici al polline di una pianta risulta sensibile anche ad alcuni alimenti vegetali che hanno una certa parentela botanica con quella pianta. In questo caso, si ha una reazione crociata, cioè un’allergia di gruppo a proteine simili o imparentate. Le persone colpite reagiscono in modo allergico a più sostanze apparentemente indipendenti l’una dall’altra. Esempi frequenti di reazione crociata sono le sindromi da pollini di betulla-noci-frutta a granella o da artemisia-sedano-spezie: chi è sensibilizzato al polline di betulla può quindi reagire in modo allergico anche alle mele e alle noci e viceversa.

Tuttavia occorre precisare che il processo di cottura degli alimenti rende questi ultimi meglio tollerati, perché il calore denatura molti antigeni responsabili della sintomatologia. Per concludere, possiamo dire che in caso di allergia ai pollini occorre prestare attenzione anche a tavola, ma senza esagerare. Le indicazioni dietetiche vanno fornite senza stressare il soggetto allergico, evitando di stravolgergli le abitudini alimentari, laddove non fosse necessario.

Principali alimenti da consumare con cautela in caso di allergia ai pollini:

- i soggetti allergici ai pollini di composite devono prestare attenzione a: lattuga, cicoria, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, anguria, melone, mela, banana, nocciola, noce, olio di girasole, camomilla, castagna e pistacchio.
- i soggetti allergici ai pollini di betulacee devono prestare attenzione a: mela, pera, fragola, lampone, prugna, pesca, albicocca, ciliegia, mandorla, sedano, finocchio, kiwi, prezzemolo, nocciola;
- i soggetti allergici ai pollini di graminacee devono prestare attenzione a: frumento, anguria, melone, limone, arancia, prugna, pesca, albicocca, ciliegia, kiwi, mandorla e pomodoro;
- i soggetti allergici ai pollini di parietaria devono prestare attenzione a: gelso, basilico, piselli, melone, ciliegia e pistacchio.

Bibliografia:
Roberto Chiej Gamacchio, Cure naturali delle Allergie da Polline, Giunti Demetra, 2006.
V. Feliziani, Pollini di interesse allergologico: guida al loro riconoscimento, Milano, 1986;



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