Omeopatia
04/03/2009
Prevenire la depressione post-partum
L'assistenza alla donna in gravidanza, nel parto e dopo la nascita del bebè, è "un impegno prioritario, per il valore della posta in gioco". Lo sottolinea il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) nel documento su "Aiuto alle donne in gravidanza e depressione post-partum", approvato durante la seduta plenaria del 20 ottobre scorso. Il CNB ricorda i dati sulla diffusione del cosiddetto 'maternal blues', della depressione post partum, della psicosi post-partum e degli infanticidi nel nostro paese; circa il 50% delle donne è colpito da 'maternal blues', una turba transitoria dell'umore che si verifica nei primi giorni dopo il parto, con picco tra il terzo e il quinto giorno e con remissione, in genere, intorno al decimo giorno (più raramente dopo qualche settimana). "Una patologia - sottolinea il CNB - da non trascurare".
La depressione post-partum, più grave, si verifica nel 10% delle nascite ed è più frequente fra le neomamme adolescenti. La situazione più preoccupante è la psicosi post-partum, riscontrabile in due-tre casi ogni mille nascite: una donna nel primo mese dopo il parto, ricorda il CNB, corre il più alto rischio di essere ricoverata in una struttura psichiatrica. In casi estremi si verifica l'infanticidio. I dati italiani, sottolinea il Comitato di bioetica, denunciano una progressione nel tempo: dai 12 infanticidi del 1998 ai 63 del 2001. In Gran Bretagna sono 30-40 l'anno, negli USA 400-500 l'anno. "La prevenzione delle patologie psichiche post partum, con l'individuazione tempestiva dei fattori di rischio, costituisce dunque il fine primario da perseguire, sia nel corso stesso della gravidanza, sia, in ogni caso, attraverso la diagnosi precoce delle prime manifestazioni sospette di disagio della neomamma".
E' utile ricordare, a questo proposito, che la depressione post-partum può essere curata anche con l'aiuto dell'omeopatia, con medicinali che non hanno controindicazioni per l'allattamento. I rimedi più utilizzati in questo contesto sono China, Sepia, Phophoricum acidum e Aurum metallicum. I dati incoraggianti che mostra l'approccio omeopatico in questo settore suggeriscono l'ipotesi, utile oltrechè opportuna, di discutere protocolli di intervento di medicina integrata tra omeopati, ginecologi e pediatri.
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