Omeopatia

“L’assenza di una prova non è la prova di un’assenza”. Il parere sull’Omeopatia di un Premio Nobel

Fonte: Il Granulo


CATEGORIE: Omeopatia

S’intitola così un paragrafo del libro La scienza ci guarirà del prof. Luc Montagnier, Premio Nobel 2008 per la Medicina, virologo scopritore nel 1983 del virus che provoca l’AIDS. (L. Montagnier – La scienza ci guarirà).
Nel citato paragrafo, alle pagine 222-223 del libro, il prof. Montagnier affronta l’argomento “omeopatia” con toni molto distanti da quelli carichi di prevenzione ed astio con cui, non di rado, si esprimono sul tema alcuni presunti esperti nostrani.
È l’onesta domanda che il Premio Nobel si pone e propone al lettore. Continua bocciando con l’arma dell’ironia la famigerata meta-analisi della rivista medica Lancet del 2005 (ricordate? Dichiarava senza ombra di dubbio: “L’omeopatia è morta!” e fu strombazzata ai quattro venti da superficiali giornali e telegiornali) affermando: “Peccato che (l’omeopatia) guarisca anche i cavalli
Non si tira indietro nel difendere la memoria di Jacques Benveniste, un valente scienziato che, negli anni ‘80, osò l’inosabile: condurre esperimenti testando l’azione di sostanze omeopatiche su cellule in laboratorio e con correttezza pubblicare i risultati favorevoli all’omeopatia che aveva riscontrato, sintetizzati nell’ipotesi diventata famosa della memoria dell’acqua. Ipotesi interpretativa di un fenomeno che, rispetto alle diffuse convinzioni scientifiche, era inatteso e sconcertante poiché una sostanza preparata omeopaticamente – vale a dire “il nulla” secondo la ferrea autoconvinzione di qualche “esperto” italiano - aveva provocato effetti su cellule in terreni di coltura. Attribuire i risultati ad effetto placebo sarebbe stato oltremodo ridicolo: si preferì ridicolizzare lo scienziato, nonostante il suo invidiabile curriculum.
È il saggio monito che il prof. Montagnier rivolge agli scienziati e ai medici. Ci ricorda come, Hahnemann vivente, l’Académie de Médecine francese avesse operato pressioni sul Ministro della Sanità Guizot affinché proibisse l’omeopatia e che questi si era ben guardato dal farlo ribattendo agli Accademici che se l’omeopatia fosse stata una chimera sarebbe sparita da sola; ma se, al contrario, rappresentava un progresso, si sarebbe diffusa lo stesso malgrado tutti i tentativi di bloccarla.
Il Prof. Montagnier prende atto che in due secoli l’omeopatia non ha smesso di diffondersi malgrado l’opposizione del mondo medico accademico, che dovrebbe avere come obiettivo primario il progresso della scienza e l’incoraggiare le scoperte; si augura, inoltre, che divieti dettati da spirito conservatore cedano il passo a spirito d’apertura e volontà di progresso.
Infine, il prof. Montagnier non tralascia di rilevare l’importanza dell’opinione pubblica: forse saranno proprio i pazienti, consapevoli delle qualità preventive dell’omeopatia, a favorire un cambiamento d’atteggiamento.



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