Omeopatia - Casi Clinici

Riflessioni ed esperienze su alcune piante grasse. Un caso clinico di Cereus serpentinus

Fonte: Il Medico Omeopata



piante grasse

Caterina, 66 anni, è una simpatica signora che viene accompagnata dal marito. Lui sembra un uomo molto premuroso, presente, capace di sostenerla, mentre lei vuole apparire più indipendente e ombrosa anche se ho il sospetto che si tratti, appunto, di una copertura. I due sono perfettamente a conoscenza della gravità della situazione clinica: l’impressione che ricevo è come se Caterina volesse preparare l’amato marito alla sua prossima vedovanza. La donna è in evidente sottopeso e parecchio pallida. La voce è debole, ma il tono è fermo e deciso.

 

Riporta spontaneamente: Circa 4 anni fa mi sono bloccata con la cervicale. Ho passato tutto l’inverno scaldandomi il collo, poi ho fatto diversi massaggi e fisioterapie e poi hanno iniziato ad addormentarsi le dita dei piedi e mi sono dovuto operare di ernia al disco (L4-L5). Durante l’intervento si accorsero che non c’era solo un’ernia … ma una metastasi. Rimasi 5 mesi dopo a casa immobile. Nel frattempo il mio sistema nervoso ha iniziato ad andare per conto proprio… e … Caterina deve interrompere per non mettersi a piangere, con una evidente espressione rabbiosa in viso.

 

Dopo una pausa continua il marito: Fa fatica ad urinare adesso, molta fatica. Ma iniziò un anno fa dopo la terapia con gli psicofarmaci, mentre i medici in ospedale dicono che sia solo per colpa della sua malattia. Fa anche fatica a respirare e spesso ha persino le gambe bloccate e resta tutta contratta, come se avesse il tetano … Chiedo a Caterina se si sente di spiegarmi cosa le accade: Quando ho finito di urinare sento di avere ancora il bisogno… prima non riesco a farla perchè non sento più la vescica e poi mi sembra di non riuscire a svuotarla…

 

Togliendo gli antidepressivi sto meglio, l’urologo non ha trovato nulla, ma dice che ha ragione lo psichiatra e che devo continuare con la sua terapia perchè non dormo e se peggioro con l’umore le cose andranno molto peggio … Io sono a terra completamente … sento come dei tremori dentro che mi buttano a terra, sento il sangue che non vuole scorrere e mi fanno male le ginocchia. Se provo a camminare mi devo fermare e… come mi sdraio mi passa tutto, ma dovrei restare seduta sul letto, altrimenti non respiro… Ma adesso in questa posizione non posso starci più perchè la schiena mi fa troppo male e dicono che non ci possiamo fare niente. La mia schiena ormai ha più buchi di un mobile antico … MA IO DEVO DORMIRE E NON SO COME FARE …

 

Detto questo Caterina si ferma come per prendere fiato. Dopo una lunga pausa continua: Poi ho sempre un ronzio continuo: IN TUTTE E DUE LE ORECCHIE... se sono su di morale si abbassa un po’. Quello che vedo è tutto nero. Non trovo una cosa che può andare... una cosa da niente è una montagna da superare … Ma non è da oggi che sto così … Caterina si ferma ancora e continua il marito: Infatti si ammalò dopo la morte della madre… Le domando se vuole dirmi qualcosa di quella esperienza e lei stenta a trattenere le lacrime: Fu un trauma la morte di mia madre... specie per il pensiero di mio padre... avevamo paura che si ammalasse mio padre poi... Sa, abbiamo tanti malati di mente in famiglia… Mio padre si è sposato dopo 6 mesi che era morta mia madre, io non sono riuscita ad andare lì la sera del matrimonio… Detto questo rompe in un pianto sommesso.

 

Il marito le si avvicina e cerca di consolarla, lei lo allontana e dopo una lunga pausa continua: Mi hanno trovato i calcoli al fegato … sentivo sempre un po’ gonfio e ho fatto gli esami ed erano alterate le transaminasi … Poi mi è venuta un’emorragia che ero ancora in ospedale e da lì … non sono più uscita per diverso tempo… quando si accorsero che avevo anche un tumore alle ovaie. Dopo un’altra lunga pausa le domando come reagì a quella notizia: Io ho sempre avuto un terrore nero delle malattie e quando mi dissero che avevo il cancro tutto svanì … da quel momento in poi non ho più avuto paura … non era più necessario e non era più il momento di scherzare … Non so che dire … forse Le sembrerà strano, ma mi sentii invadere da una strana serenità. Dopo una vita passata a maledire tutte le malattie mi accorsi che oramai tutti i giochi erano fatti: non potevo fare più niente per mandarle via e forse la risorsa migliore era cercare un’altra strada… Le chiedo qualcosa in merito all’altra strada: Sono passata dalle bestemmie alle preghiere… ma in modo molto laico. Non sono mai stata una praticante… ma credo in Dio e da quel giorno ho imparato ad avere fiducia nella natura, NELLA MIA NATURA … Potrà sembrarle strano … ma da quel giorno la mia vita è cambiata in meglio.

 

Prima mi consideravano una pazza rompiscatole, una che si immaginava di avere cento malattie e poi … ero malata davvero. E pure io sapevo di essere una malata visionaria ma poi … sono passata da quasi niente al cancro … e allora la mia rabbia se ne è andata … Mi si è schiarita persino la confusione che avevo in testa … è stato come se all’improvviso avessi finalmente un’ottima scusa, anzi non era più nemmeno una scusa: ERA LA VERITA’ … IO AVEVO IL CANCRO E QUINDI POTEVO STARE PER I FATTI MIEI E FARE QUELLO CHE MI PAREVA E NESSUNO MI DICEVA NIENTE E IO NON MI SENTIVO NEMMENO COLPEVOLE, O PAZZA O IPOCONDRIACA O QUELLA SEMPRE DI CATTIVO UMORE. In un momento solo sono stata come unta dal Signore. Mi crede matta se Le dico che in questi ultimi anni la mia vita è stata bella come non mai? …

 

Domando se ricorda qualcosa dei sintomi che accusava al tempo: Ci misero qualche anno a capire che avessi i calcoli … le mie coliche non sono mai state davvero CHIARE e feci vari esami e i risultati erano sempre gli stessi: non si poteva dire di si, ma nemmeno di no… Io ricordo solo che la mia schiena era sempre debole, ma dicono che fosse per via delle ernie… Ma Lei lo sa come sono i medici… io avevo le ernie lombari e la debolezza la sentivo a livello del CUORE, ma a destra invece che a sinistra e soprattutto davanti invece che dietro…


Mi hanno creduta matta e ipocondriaca per una vita, fino a che poi non ebbi davvero un piccolo infarto, ma dicono fu uno spasmo delle coronarie e se ne accorsero solo per caso, quando entrai in ospedale per togliere i calcoli. Se ne accorse un medico, uno giovane … di quelli che ci credono ancora al loro mestiere perchè sono appena usciti dall’università … Tutti dicevano che i miei dolori erano per via della cistifellea, ma il calcolo lo trovarono dopo anni di dolori e il piccolo infarto pure … e così per l’ernia e alla fine il cancro…

 

Dopo un’altra lunga pausa le domando se ricorda qualcosa dei sogni. Caterina arrossisce: Io di solito non ricordo i sogni … sono cose che cancello. Il marito le si avvicina affettuosamente. Lei non lo guarda nemmeno e lui le suggerisce: Penso che tu lo possa dire invece al dottore… in fondo non c’è niente da vergognarsi. Caterina decide di dire qualcosa: È che ci ridiamo spesso io e mio marito… faccio spesso sogni erotici, specie in questi ultimi anni. A dire la verità li facevo anche prima, ma non erano mai belli e non riuscivo mai ad arrivare in fondo. Invece questi ultimi sono piacevoli … ma i sogni non sono cambiati … sono io che mi sento diversa quando li faccio … Voglio dire che prima erano sempre una RINUNCIA e ora lo sono lo stesso, MA NON CI STO MALE … È COME SE IO FOSSI FINALMENTE AL DI SOPRA … è come dire che non provo piacere per una cosa sessuale e non provo nemmeno dispiacere per una cosa che non lo è… Non mi so spiegare: è come se non avessi più bisogno del piacere come del dispiacere… Mi dà un certo senso di libertà… mi capisce?

 

Consiglio Cereus serpentinus dopo avere tentato senza risultato altri rimedi simili. La prima ipotesi mi è venuta dall’uso di Reference Work che, al contrario del repertorio, mi sembra dare ottimi spunti solo se usato ragionando per concetti invece che per sintomi. Infatti cercando qualcosa di alternativo ai rimedi prescritti in precedenza e considerando alcuni degli aspetti somatici più evidenti nel caso di Caterina, compare questa interessante proposta: Ovviamente si tratta soltanto di un semplice suggerimento, un consiglio a prendere in considerazione qualcuno dei rimedi che appaiono per primi nel grafico. Un suggerimento sensato solo se inserito in un contesto specifico: in questo caso quello di un rimedio simile a Cactus. Infatti anche in questo caso si ripropongono alcuni dei temi caratteristici di cactus e dei pochi similari che conosco.

 

Mi sembrano ancora interessanti alcuni suggerimenti del repertorio che possono indirizzare verso questo specifico rimedio.

MIND; CURSING, swearing; curses, desire to curse

MIND; PRAYING

BACK; LAMENESS; Dorsal region; scapulae

BACK; LAMENESS; Dorsal region; scapulae; right

 

In modo particolare gli ultimi due sintomi che, nella mia piccola esperienza, sembrano ricorrenti nei pochi buoni casi che ho visto di Cereus serpentinus: un senso di forte debolezza in regione scapolare destra, in pazienti con problemi vascolari cardiaci, discinesie o calcolosi delle vie biliari. In ultimo, ma non per importanza, considero un altro aspetto essenziale della mia maniera di analizzare e studiare un caso secondo quello che chiamo il Metodo della Complessità in Medicina Omeopatica. Infatti in questo caso compaiono i temi generali caratteristici di alcuni rimedi simili a Cactus e NON compaiono i temi specifici di altri cactus-like (che purtroppo in questa sede non abbiamo modo di discutere in profondità). Senza contare, appunto, che proprio grazie ad alcuni di questi temi avevo già prescritto con scarsi risultati altri rimedi.

 

Cereus serpentinus mi sembra comunque più apertamente aggressivo rispetto al cugino bonplandii, che di solito si presenta come un individuo più pacioso, meno capace di mostrare la sua rabbia nelle prime battute. Nella mia esperienza la rabbia di serpentinus, rispetto a bonplandii, funziona spesso come copertura, come migliore compenso possibile a un fondo depressivo molto più marcato e distruttivo sul piano dei rapporti. Persino con i medici serpentinus è il classico paziente che viene sottovalutato, che presenta sintomi imprecisi, che non manifesta in modo chiaro le sue patologie e che resta facilmente vittima di sé stesso, nella sua difficoltà di raccontarsi anche davanti ai tanti medici che di solito frequenta. Su un piano squisitamente clinico i pochi buoni casi che ho visto di serpentinus avevano tutti problemi al rachide, con dolori resistenti alle terapie più disparate. Inoltre anche gli altri casi presentavano patologie degenerative alle gonadi. L’unica potenza che riesco a procurarmi è una 200 CH, che suggerisco di assumere giornalmente.

 

Dopo quasi 10 giorni Caterina mi chiama molto soddisfatta per un iniziale miglioramento dei dolori del rachide e, di conseguenza, per avere cominciato a dormire meglio e qualche ora in più. Consiglio di continuare con la terapia e nei giorni successivi i sintomi sembrano migliorare in senso generale: il marito mi comunica di trovarla di umore migliore e che l’unica cosa che sembra davvero infastidirla sono i sogni erotici che Caterina ha ripreso in modo quasi quotidiano. Purtroppo non riesco ad avere informazioni precise in merito in quanto Caterina preferisce non affrontare l’argomento nemmeno con il marito.

 

I sintomi più resistenti sono le difficoltà urinarie che persistono fino a quando non suggerisco di diluire ulteriormente il rimedio, quasi 40 giorni dopo l’inizio della cura. In seguito Caterina comincia progressivamente ad urinare con meno difficoltà e dichiara di evacuare meglio di prima.

 

FOLLOW UP

Ci rivediamo dopo quasi 2 mesi dal primo incontro, ma questa volta Caterina entra senza il marito. Gli occhi sono sempre vivaci, la voce lenta e stanca. Sono abbastanza soddisfatta. Non posso dire che dormo come quando ero bambina, ma mi sento sicuramente più serena ed è una grande conquista avere ricominciato a riposare in quasi tutte le posizioni. Le domando cosa ne pensa: Non so cosa sia successo alle mia ossa o ai miei nervi o … chissà a cos’altro … ma… non posso dire di non avere più dolore. Il dolore c’è e lo sento … ma lo sento in modo diverso … mi dà meno fastidio e posso dormire. Il dolore è lì di continuo, ma mentre prima andava e veniva… adesso è una cosa di sottofondo… mi sembra quasi che invece di ridursi si sia modificato in qualcosa di più sopportabile, continuo, non è più qualcosa che arriva come uno spiedino che mi trapassa anche la schiena (colonna)…

 

La invito a fornirmi un’immagine del suo dolore: Se dovessi dare un’immagine è come se fosse lì… sempre… e io fossi capace di adattarmici intorno… Prima era una cosa che mi procurava una certa rabbia e mi faceva rabbia provare rabbia… adesso mi sembra che sia cambiato qualcosa… Mi sento più serena … ma faccio fatica a spiegarLe come mai… La schiena me la sento diversa… non saprei come altro dire … so che è un disastro ma allo stesso tempo mi viene da dire che quel poco che è rimasto funziona bene … non mi sento più immobile e dolente dal di dentro…

 

Chiedo se vuole dirmi qualcosa dei sogni: Glielo ha detto mio marito dei sogni … Stamattina mi sono sognato che delle persone avevano litigato con i miei fratelli e uno di loro (uno dei fratelli) è partito forte con la macchina e ha investito tutte persone che aveva davanti… Io guardavo e non capivo, ma poi la macchina girava in tondo e io avevo il coraggio di affrontare quella macchina: come se fossi un torero davanti a un toro impazzito e sanguinante … e poi riuscivo a fermarla perchè lui non poteva investire anche me… Allora aprivo lo sportello con calma e lo chiamavo fuori con dolcezza… lui usciva e non capiva cosa fosse successo e io lo stringevo al petto e lo accarezzavo… La gente intorno voleva linciarlo, ma poi tutti si sono calmati quando hanno visto cosa stavo facendo; tutti si sono commossi perchè pensavano fossi la madre e non la sorella. E una madre perdona SEMPRE … e si perdonano anche le madri … Così me lo lasciavano portare via … da un bravo medico … Io però prima facevo il giro di tutti quelli che aveva investito e per fortuna erano solo feriti in modo superficiale … Mi ricordava davvero una di quelle scene che si vedono nei documentari di Pamplona, dove liberano i tori e la gente, stupida, cerca di non farsi incornare.

 

Domando se per caso abbia fatto altri sogni: Dei sogni a sfondo sessuale mi vergogno un po’ a parlarne… non so dove metterli in questo momento… Anche perchè mentre prima me ne ero quasi liberata adesso faccio proprio SESSO, ma in modo tanto carino e affettuoso ed è davvero un incontro di anime… e provo anche piacere … Il piacere più grosso è che sono persone come me … con un corpo oramai andato… e … è bello incontrarsi … ma non è solo una cosa platonica … sento proprio piacere fisico e posso avere una forma di orgasmo notturno … Non so davvero che farci con questi sogni … non in un momento come questo … Ma se devo essere sincera mi addormento volentieri e mi sveglio bene quando faccio questi sogni … Detto questo Caterina non vuole continuare.

 

Domando qualcosa circa i sintomi urinari: Urino molto meglio di prima... prima dovevo stare ancora lì un bel po’… mentre ora mi succede di rado. Poi urinavo ogni mezz’ora mentre adesso anche solo 2 volte nella mattina… Non mi devo sforzare e sento che riesco a svuotare bene la vescica… Dopo una lunga pausa aggiunge: Avevo dimenticato di dirLe la volta scorsa, che da tempo avevo dei tremori: era tutta un’agitazione che mi veniva quando ero molto stanca … e non mi è più successo… Le chiedo cosa ne pensi: Credo che sia come Le ho detto.

 

Non so come… ma mi sento molto più serena di prima… Guardo mio marito e mi viene da sorridere… ma con il cuore… Poi ridiamo spesso insieme e anche lui mi sembra meno preoccupato di prima. Prima anche se doveva fare una cosa si disperava se un lavoro non gli veniva subito. Adesso ci ragiona sopra e sembra meno preoccupato, mentre prima era fuori di sé… Si è solo messo a piangere pochi giorni fa e mi ha guardata, chiedendomi come fosse possibile che si sentisse così vicino a me come non mai. E come fossimo dovuti arrivare a questa situazione per avvicinarci così tanto. Adesso mi parla anche allegramente e si è convinto di quello che è successo … ma non è più disperato come prima … non ha più paura che gli manchi la terra sotto i piedi...”.

 

Le chiedo qualcosa circa la sua terra sotto ai piedi: A me non manca la terra sotto ai piedi … forse non ce l’ho mai avuta così buona da quando so che devo morire. Non so… prima era come se tutto fosse senza tempo e ora so che il mio tempo è limitato e so che non è nemmeno tanto… e anche se Le sembrerà strano questa per me è una sicurezza. So che devo morire e che me ne andrò presto … e per la prima volta in vita mia sto vivendo ogni momento della mia giornata come se fosse l’ultimo: mi alzo a guardo il sole e lo guardo proprio … e mi fermo lì a guardarlo quanto mi serve… domani potrei davvero non esserci più… Se bevo una stupida e banale tazze di latte me la gusto: potrebbe essere l’ultima… Non so se riesce a capirmi ma mi sono cambiati tutti sapori e le sensazioni. Quando venni da Lei qualche settimana fa erano già cambiati (sapori e sensazioni) ma era tutto confuso: ora è come se avessi cominciato a mettere tutto in ordine.

 

Ecco vede… non ci avevo pensato prima e mi ci fa pensare Lei ora. È proprio così: sto mettendo tutto in ordine di dentro… Per tanti anni, come tutti forse … pensavo a domani … adesso domani ha un senso completamente diverso e non è qualcosa nei miei pensieri e basta … lo sento persino dentro i buchi della mia schiena. Mi capisce? Certo che mi capisce! Poi aggiunge illuminando gli occhi: Mi è anche sparito il ronzio alle orecchie.… e io non glielo avevo nemmeno chiesto di fare qualcosa per questo … Rispondo che non sono stato io, ma lei: Ah non è stato Lei … e nemmeno la medicina che mi ha dato?

 

Caterina mi guarda con un’espressione tra lo stupore e il disappunto. Quello che mi dice mi mette davvero in confusione. Ci devo pensare bene… devo davvero prendermi un po’ di tempo per riflettere … come fa il mio corpo allora a fare queste cose se ne ha fatte altre prima? È davvero sicuro di quello che mi dice? Mi può consigliare qualcosa da leggere? Sa ho anche ripreso a leggere e prima non me la sentivo proprio. Sento davvero la necessità di passare più tempo con me stessa. Mi sto isolando e proprio ieri ho avuto una tremenda discussione con una mia amica.

 

La invito a raccontarmi qualcosa: Abbiamo fatto amicizia in ospedale quando fui operata, lei era nel letto di fianco al mio. Pochi giorni fa l’ho vista che andava in piscina ed era tutta contenta di dirmi come sta reagendo alla chemio e che va a nuotare, anche se si sente a pezzi, e mi sembrava volesse fare la moglie di superman… Lei si è proprio arrabbiata quando le ho detto che IO devo morire e non ho proprio tempo da buttare con tutte quelle fesserie … e che non devo dimostrare niente a nessuno. Penso di avere fatto un errore perchè non volevo offenderla … e poi le ho telefonato per scusarmi … Davvero credo che ognuno di noi abbia il sacrosanto diritto di fare e di essere quello che gli pare … ma IO … Io non devo andare in piscina e fare i gruppi terapeutici in ospedale. NO GRAZIE… È la mia vita. L’ultimo pezzo prima della MIA morte e IO voglio stare qui. Con me stessa e nei posti che amo e con le persone che amo davvero e imparare a lasciarmeli dietro poco alla volta… Non voglio doverci pensare all’ultimo momento: in un letto di ospedale maledicendo la morte e la malattia … facendo finta!

 

Ma ci tengo a sottolineare una cosa: questa solitudine, questo isolamento è una dimensione molto piena per me. Mi ci ha fatto riflettere molto mio marito ma è proprio così. Lui diceva che non mi riconosceva più… e forse io neppure… ma se devo essere proprio onesta io quel tipo di isolamento DENTRO DI ME CE L’HO SEMPRE AVUTO… Ma è come il mio dolore di adesso… ora me lo sento in modo completamente diverso e mi fa tutto un altro effetto… Sa … oltre che leggere ho ripreso a scrivere… non glielo avevo detto ma scrivo per diletto da diversi anni … cose mie. Avevo smesso … ero arrivata che mi sentivo una vecchia ciabatta perchè facevo fatica a pensare e tenere in mano la penna… non avevo pensieri veri e … mi sentivo persa davanti a quei fogli senza fine… Adesso anche questi hanno un tempo. Definito. E io ho qualcosa di definito e davvero mio da metterci dentro!

 

Nei mesi successivi la situazione clinica di Caterina peggiora progressivamente, senza accompagnarsi però a particolari malesseri o dolori, escludendo l’astenia che comunque non le impedisce una discreta qualità di vita. La relazione con il marito sembra continuare in un progressivo processo di avvicinamento e soprattutto di condivisione di questa comune esperienza, dove entrambi mi danno l’impressione di esprimere un autentico rispetto dei tempi e degli spazi dell’altro. A distanza di quasi 6 mesi dalla visita precedente Caterina accusa una fortissima astenia che precipita nel giro di pochi giorni. Il marito mi telefona dopo una lunga discussione con Caterina che non voleva lasciare la casa e, tantomeno, proseguire con alcuna terapia. Do la mia disponibilità di vederla a domicilio ma Caterina vuole venire nel mio studio con le sue gambe. Quando ci rivediamo la trovo lucidissima, lo sguardo è sempre vivace, ma è molto emaciata e affaticata nel parlare.

 

Caro dottore siamo alla fine. Non deve certo dirmelo Lei … Non riesco più nemmeno a tenere la penna in mano … ed ero felice di avere ripreso … si figuri se posso cucinare o lavarmi da sola … È un periodo però che sogno davvero tanto, troppo forse … Dico troppo perché mi sento attirata da quella dimensione, come Ulisse dal canto delle sirene … secondo Lei cosa vorrà dire? Sorride e guarda il marito.

 

Le domando come vanno i dolori: Sento solo ogni tanto qualche infilzata nella schiena… ma è strano perché non è nella zona dove ho le vertebre disfatte… mi fa male più in alto e mi sento proprio un dolore profondo quando arriva… Ma ho imparato a sentirlo e mi accomodo meglio e… piano piano passa. Ho voluto seguire il consiglio di mio marito e abbiamo comperato la morfina… ma sinceramente non ho ancora dovuto usarla… Non me la sento e non è perché ami soffrire: il dolore mi fa ancora paura eccome… ma è che non sento più male… sono solo stanca… Le dico la verità non vedo l’ora di andarmene… e glielo dico qui, davanti a mio marito… Era per questo che non volevo venire più qui da Lei … non è niente di personale ma… Poi ne abbiamo parlato e mio marito mi ha convinta che la MIA richiesta fin dall’inizio era di aiutarmi ad andarmene e quindi … Non so che altro aiuto Lei o chiunque altro mi possa dare ora… non sto male… se non per quei dolori occasionali…

 

Interviene il marito commosso: Ma non riesci più a dormire da un paio di settimane … Caterina sorride ancora con un’espressione sorniona: A dire il vero non dormo più bene … ma sogno tantissimo: mi basta chiudere gli occhi pochi minuti e faccio dei sogni che mi sembrano durare anni. Davvero mi meraviglio, quando riapro gli occhi, di come sia rimasta addormentata solo pochi minuti … che mi sembrano ore lunghissime… Questo da un lato mi fa piacere e dall’altro mi disturba un po’… perché mi sto annoiando … ma forse dovevo arrivare anche ad annoiarmi… Le domando cosa la stupisca tanto per il fatto di annoiarsi: Non è mai successo in vita mia… e forse dovevo arrivarci per avere l’ultimo messaggio che è davvero la fine… Mi annoio e questo mi stressa un po’… fino a pochi giorni fa i miei tempi e quelli di mio marito erano gli stessi: andavamo comunque a letto insieme e ci svegliavamo insieme … Adesso io lo saluto tutte le sere … perché sono sicura che morirò dormendo.

 

La invito a spiegarsi ma lei tergiversa: Mi sento annoiata … non Le so dire come… sento che qualcosa deve succedere e sta per accadere e io ci DEVO essere … mi ricorda mia sorella e suo marito quando lui aspettava fuori dalla porta che lei uscisse dalla sala travaglio … E lei prima di entrare era irrequieta… non ce la faceva proprio più con quella pancia pesante che spingeva… Le faccio notare che mi parla della sua morte portandomi l’esempio di un parto, anche se vorrei approfondire il saluto di buonanotte al marito. Caterina sembra non raccogliere la mia richiesta: Guardi sono contenta di quello che mi dice… a conti fatti sono felice di non essere morta d’infarto… questi mesi sono stati i più ricchi di tutta la mia vita. Sono stati il coronamento di un’esistenza con alti e bassi e difficoltà a vivere… ma questa è la vita… Non so se l’ho vissuta bene, ma le posso dire che credo che morirò serena… Mi sono riavvicinata alla musica e mi accompagna moltissimo… non sono riuscita a riavvicinarmi alla fede perché… È un discorso troppo lungo e sono troppo stanca … e poi non è nemmeno vero. C’è fede e fede … e io penso di avere fede e fiducia nella vita… e la mia l’ho fatta … sono persino riuscita a non farmi odiare da mio marito per allontanarmelo fino all’ultimo e questa è stata la lezione più ricca di tutta la mia vita … Pochi giorni dopo Caterina muore nel sonno.


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