Omeopatia - Casi Clinici

Riflessioni ed esperienze su alcune piante grasse. Un caso clinico di Cereus bonplandii

Fonte: Il Medico Omeopata



piante grasse cactacee

Roberto,  67  anni,  ex-camionista.  Un uomo alto dalla corporatura robusta con un  evidente  claudicatio  causata  da  un piede equino che non si è mai voluto fare operare: con il tempo la disfunzione ha seriamente compromesso sia l’articolazione  della  caviglia  che  la  postura,  di conseguenza   Roberto   accusa   spesso dolori al rachide lombare.

 

 

Prima del nostro primo incontro abbiamo avuto  una  lunga  telefonata  durante  la quale ho avuto l’impressione che Roberto volesse in qualche modo “prendermi le misure”, adducendo che di avere già avuto diverse esperienze con parecchi medici, incluso altri omeopati, e che ormai gli resta poco da vivere e vuole spendere il suo tempo e il suo denaro sol- tanto se ne vale la pena. Infatti ha da poco terminato una lunga terapia anti- biotica per una brutta tubercolosi, ma i problemi più seri sono un grave enfisema polmonare e una insufficienza cardiaca.

 

 

Roberto è già stato operato di una plastica  al  muscolo  cardiaco  (un  vecchio intervento in cui di fatto si fasciava il miocardio con un altro muscolo striato) e ora è in attesa di un possibile trapianto, del quale, peraltro, non mi sembra molto convinto. Resto  colpito  dal  fatto  che  nonostante Roberto abbia una minima scolarità parla un ottimo italiano e si cimenta spesso in citazioni  letterarie  di  tutto  rispetto;  si esprime  inoltre  in  tono  ossequioso  e molto gentile. All’esame obiettivo le braccia e le gambe mi sono sensibilmente meno muscolose e toniche del resto della muscolatura corporea.

 

Riporta spontaneamente: Avevo   la   passione   della   bicicletta e quando posso vado ancora in bici. Sono anche presidente di un gruppo sportivo anche se mi fanno arrabbiare un po’ continuo fare il mio dovere perché mi piace rendermi utile… Ma  adesso  devo  pedalare  con  MOLTA calma…  ma  DEVO  farlo:  non  potrei vivere senza… Qualche mese fa mi sono accorto che se affrontavo   una   minima   salita   sudavo troppo… poi mi veniva un forte spasmo al centro dello stomaco (indica in realtà il centro  del  petto)  e  la  respirazione  era affannosa e anche se mi riposavo la respirazione non tornava normale. IO SENTO SEMPRE TUTTO QUI AL CENTRO …

 

Chiedo cosa intenda con al centro: Sia quando mi fa male il cuore che con gli  ultimi  problemi  ai polmoni…  ma anche   da   ragazzino,   quando  correvo troppo forte in bicicletta, era sempre qui che mi faceva male… lo ricordo bene perché io andavo sempre più forte, avevo la passione della velocità e proprio per la stanchezza poi non sentivo più  niente, ero come drogato dalla corsa… ma poi era il qui, nel  petto, che  mi diceva  che dovevo fermarmi… io avrei continuato...

 

Domando di raccontarmi cosa ricorda delle sue peripezie: Poi mi è venuta una febbre che non andava più via: io non mi sono preoccupato  perché non  era  alta,  ma  quando sono andato dal cardiologo lui mi trovato male e mi ha fatto fare le radiografie e … è risultato che avevo anche la tubercolosi… Ci mancava solo questa! Già il mio cuore è quello che è… e poi anche i polmoni … Volevo fare le prove da sforzo per dimostrare che ce la posso fare ancora, ma le mie difficoltà sono aumentate al punto tale che anche se parto piano sento subito il fastidio. Sono anche stato al centro di tisiologia, ma non ci possono fare niente... tutto il mio cassone (indica il petto) è andato … E  mi  arrabbio…  anche  perché  non  mi convinco: mi sembra di essere sano... io mi sento giovane dentro. Forse è per questo che ogni giorno, PER ME, può essere buono per andarmene … ho fatto la mia vita, una bella vita, ma non per questo ho fretta di andarmene… Adesso al mattino tenta di venirmi questo dolore,  ma  se  mi  metto  tranquillo  sotto un albero mi sparisce … ma sento che la mia testa non mi aiuta più tanto.

 

Chiedo chiarimenti in merito: Mi sveglio spesso al pomeriggio pensando che sia mattina e … viceversa. QUESTA È UNA COSA CHE MI PREOCCUPA,  non  mi  era  mai  successo  e  mi sembra di avere perso del tutto la cognizione del tempo … Non penso che sia un fatto nervoso perchè IO mi sento rilassato … ma forse IO sono una cosa e il mio cuore, i miei polmoni - e pensavo di no - anche il cervello sono un’altra cosa … La  mia  capacità  respiratoria sta  diminuendo  ogni  mese...  e  il  mio  cuore  fa quello che può …

 

Domando se ricorda come iniziarono i dolori  toracici: Me ne sono accorto all’improvviso: un bel giorno ho iniziato con un dolore al petto, uguale a quello che ho adesso. È uno spa- smo all’interno del torace come qualcosa che non si apre... come qualcosa di chiuso... e non posso continuare lo sforzo perché il dolore diventa insopportabile... se  mi  fermavo  mi  passava.  Ma  quando ripartivo era peggio e se facevo uno scatto mi ritornava. Se poi faceva freddo era terribile... non mi riprendevo più. Ma la mia temperatura ideale è quella equatoriale... e purtroppo  non  ho  mai  guadagnato  abbastanza per andare a vivere ai tropici. Ma è sempre stato il mio sogno ...

Ho perso la compagnia dei miei amici ma  non  mi  sono  arrabbiato.  Se  fossero stati davvero AMICI mi verrebbero ancora a trovare. Poi me ne sono fatti altri nel gruppo  sportivo  che  dirigo ma  mi fanno un po’ arrabbiare …

 

Gli chiedo se quando gli capita di arrabbiarsi  avverta  qualche  cosa  a  livello somatico: Se mi agito nel lavoro mi fa un po’ male il   petto oppure se faccio lavori pesanti...   se   richiedo un’ossigenazione superiore …

 

Roberto si ferma e resta a lungo in silenzio. Mi fa cenno che non ha niente da aggiungere e gli domando qualcosa del sul rapporto con la morte: A 30 anni si è più spregiudicati ma a 60 si è più riflessivi... io me ne sento 30 da un lato e 130 dall’altro … e penso che ORA  sia  il  momento  di  andarmene  in pace… Vorrei un aiuto da Lei anche per questo. Forse mi aspetto che Lei mi consigli di non fare l’intervento. Sono stato da tanti medici   alternativi   proprio   per   questo motivo... speravo che tutti mi dicessero di non farmi operare… e invece…

 

Lo invito a continuare: Non  so…  vedo  delle  difficoltà che  un tempo non pensavo lontanamente... credo di  essere  stato  più  realista  un  tempo: adesso mi sembra di ingigantire le difficoltà… e poi forse non ho voglia di vivere fino a 150 anni, ne ho già 130!

 

Roberto assume un’espressione molto cupa. Chiedo chiarimenti circa il senso di confusione di orario quando si sveglia: Non sono mai stato un campione per alzarmi al mattino... ma la sera non sono mai pronto ad andare a letto. Appena mi sveglio ci metto qualche minuto per rendermi conto cosa devo fare, dove sono… certi giorni mi chiedo se sono ancora vivo oppure no... ma adesso devo aspettare un bel po’ per sapere che ora e che giorno è… e dove devo andare... mi può succedere di pensare spesso che sia Sabato mattina. Anche se sono in pensione mi sembra di avere davanti il week-end intero, come quando lavoravo!

 

Domando se per caso ricordi qualcosa dei sogni, se ci siano elementi o sogni ricorrenti: Sono sicuro che sogno molto, ma non li ricordo più adesso, di solito… Ma avevo un sogno ricorrente che ho ripetuto ostinatamente per anni: sono sul camion e freno e il camion non si ferma, anzi va persino più veloce... sono nell’impossibilità di fermare il camion pur sapendo come si fa… e accelero sempre più… e vedo che sorpasso la mia trattoria preferita o un gruppo di amici in bicicletta che si sono fermati a bere a una fontana deliziosa… oppure una delle ragazze di cui non ho mai smesso di essere innamorato … oppure una donna che vende un’uva favolosa … Poi mi giro e il telone del mio camion è gonfio come la vela di un veliero di qualche secolo fa… e mi sento come ci fosse un dio … qualcosa del genere che soffia… come nell’odissea quando si liberano tutti i venti dall’otre di Eolo … Altre volte salivo una scala e non arrivavo mai … nonostante fossi in salita preferivo salire che scendere, anche se sapevo che era senza fine…

 

Detto questo Roberto si commuove e preferisce cambiare discorso: Da bambino ero molto balbuziente... poi mi è scomparsa. Io volevo studiare ma vengo da una famiglia molto povera. Ho sposato una donna meravigliosa, che mi ha insegnato tanto e ha sopportato la mia necessità di vivere come un nomade… Non avrei mai potuto lavorare in un ufficio… ho preferito pochi soldi ma girare il mondo. Ho anche fatto il marinaio molti anni fa e poi mi sono sposato e ho scelto di restare un po’ di più a casa … e con i pochi risparmi mi sono comprato un camion … ma ogni fine settimana ero in bicicletta!

 

Gli chiedo se vuole dirmi ancora qualcosa di sé: Non riesco a concepire la persona falsa o ipocrita … io ho mille difetti, ma sono soprattutto una persona autentica, profondamente onesta che necessita del suo piccolo spazio vitale in un grande mondo … Rispetto molto il mio prossimo e per questo sono rispettato. Credo davvero che si possa vivere tutti meglio su questo pianeta… ma bisogna sapere cominciare dalle piccole cose … preferisco dare 100 e se possibile ricevere 10… così mi sento in pace

 

Mi complimento per il suo italiano e per le citazione mitologiche: Ho studiato e letto molto. Mi piace la letteratura e soprattutto la mitologia. È tutto lì, c’è tutto quello che ci può servire… Ma ho lavorato tantissimo, tutta la vita. Non sono capace di fare una cosa sola … e ho iniziato ad amare la bicicletta e poi la nave e poi il camion perchè non posso camminare bene… e sin da bambino cadevo così spesso… Ma nessuno mi superava in bicicletta… e lo sapevo che il mio cuore aveva un limite… me ne ero accorto sin da piccolo. Ma non l’ho mai detto a nessuno.

 

Domando se ricorda qualcosa dei suoi stati d’animo quando era balbuziente: Adesso mi può succedere se sono agitato e mi può capitare che non mi viene fuori la parola... ma aspetto … mi concentro un po’ e poi mi viene … è solo questione di tempo e pazienza … e ho dovuto imparare ad averne tanta di pazienza, con la mia famiglia e con il mio piede…

 

Chiedo chiarimenti ma questa volta Roberto mi sembra fare finta di non capire e tergiversa: Da dopo questa malattia ai polmoni sento una grande debolezza nella schiena, proprio qui (mi indica la regione sottoscapolare sinistra). Il cardiologo e l’internista dicono che è un problema cardiaco, ma prima non avevo MAI avuto qualcosa del genere. Io li stimo i medici, ma mi fido quanto necessario… Adesso se faccio un respiro profondo mi sembra che mi infilzino con un fioretto da parte a parte … spesso mi devo fermare e continuare a respirare piano e tante volte non è sufficiente …

 

Domando se abbia altri problemi alla schiena: Ma se devo essere onesto sento tutta la schiena debole … sento che oramai non mi regge proprio più … anche le braccia me le sento quasi morte certi giorni… e faccio persino fatica a prendere su la macchinetta del caffè… l’altro giorno in banca mi è venuta una vertigine e non riuscivo nemmeno a tenere sollevata la penna - che brutta figura che ho fatto - ho iniziato a sudare proprio quando mi hanno chiesto di firmare un assegno per controllare la mia firma … non era la mia banca e non mi conosceva nessuno e … come glielo spiegavo …

 

Detto questo Roberto si incupisce ancora e mi fa segno di non avere altro da dire. Cerco conferma alla mia ipotesi che possa trattarsi di un rimedio simile a cactus e provo ad indagare sul suo rapporto con il piacere. Domando qualcosa circa il suo rapporto con il cibo: Mi alimento per vivere... mi piace esageratamente la pasta: gli spaghetti... Chiedo se invece qualcosa d’altro lo disturbi: Il latte mi fa venire la diarrea, ma mangio lo yogurt che non mi dà nessun disturbo.

 

Provo ad esplorare altre forme di piacere e gli faccio una domanda diretta: Da anni ormai mi sto negando quasi tutti i piaceri… ho voluto fare così... per imparare a togliere anche il resto... se cominci dalle cose più difficili poi quelle facili vengono di conseguenza, non crede? Fatico solo moltissimo a fare a meno del caffè... ne prendo almeno uno al giorno, adesso. Prima non meno di cinque … ma quando mi sveglio mi sembra che al mattino sia una piccola preghiera quella magica tazzina…

 

Decido per: CEREUS BONPLANDII 1 LM, inizialmente 3 gocce da assumere in acqua 3 volte al giorno. (In seguito consiglierò di diluirne 10 in 1litro e di assumere a piccoli sorsi la soluzione nell’arco della giornata, tutti i giorni). Mi conforta l’esperienza con altri pazienti molto scompensati che presentavano un quadro generale simile a Cactus grandiflorus. Inoltre i temi che considero fondamentali e caratteristici per alcune cactacee che conosco mi sembrano molto chiari nel caso di Roberto: la strategia di evitamento dalle relazioni, il critico rapporto con il piacere, la percezione alterata del senso del tempo. Tra gli aspetti più comportamentali la distante ossequiosità, come la scarsa fiducia nella classe medica come in ogni rapporto che preveda una possibile condivisione, complicità e affidamento.

 

Sul piano del vissuto somatico sono ancora tipici i dolori trafittivi, che spesso colpiscono proprio al centro del soma e spesso lasciando la sensazione di un colpo mortale, come un colpo di grazia; i dolori spasmodici ben noti per Cactus grandiflorus.

 

Circa gli aspetti più specifici per Cereus bonplandii è interessante la delusion: MIND; DELUSIONS, imaginations; influence, is under a powerful. Una metafora che Roberto riporta nel suo sogno ricorrente quando il telone del suo camion diventa una sorta di vela spinta dal dio dei venti. Ancora mi sembra caratteristico dei due Cereus che conosco (bonplandii e serpentinus) un tratto apparentemente oblativo, dove i Cereus dichiarano tipicamente il sentire di doversi prodigare eccessivamente per il loro prossimo. Nella mia esperienza i Cereus sembrano essere molto più idealisti di altre cactacee, spesso in maniera del tutto intellettuale e ancora fuggendo le relazioni viaggiando, studiando, leggendo, mettendosi a capo di organizzazioni umanitarie o comunque dove il proposito sociale è l’obiettivo primario. Salvo poi evitare ad arte qualunque forma di socializzazione in cui siano coinvolti in modo diretto, persino assumendo atteggiamenti considerati poco educati o estremamente narcisisti.

 

Interessanti a questo proposito i possibili suggerimenti del repertorio:

MIND; GENEROUS, too much

MIND; USEFUL, desire to be

 

Sul versante più somatico il repertorio suggerisca ancora qualcosa di utile:

BACK; LAMENESS; Dorsal region

EXTREMITIES; NUMBNESS, insensibility;

Upper Limbs; writing, while

 

FOLLOW UP

Dopo 3 settimane Roberto mi chiama stupito per la scomparsa di un forte mal di schiena del quale non mi aveva fatto menzione nel nostro precedente incontro. Consiglio di continuare con il rimedio, ma Roberto si mostra piuttosto reticente: Mi resta difficile sentirmi dipendente da una qualsiasi sostanza proprio in questo momento. È tutta la vita che lo sono e non sono venuto da Lei per questo motivo!

 

A distanza di altre 2 settimane Roberto mi richiama: In effetti si vive meglio senza dolori e ho pensato che non è indispensabile che io soffra per sentirmi meglio. Sembra proprio che si tratti di una tubercolosi ossea che ho da tempo … a quanto dicono… e che si è risvegliata in queste ultime settimane. Quello che mi stupisce è che dicono in ospedale che non è possibile che un rimedio omeopatico mi faccia stare senza dolori, quando gli altri farmaci non mi fanno un grande effetto… mi hanno fatto sentire uno stupido. Uno che non è capace a quasi 70 anni di discriminare un dolore vero da uno fasullo …

 

Al successivo controllo, quasi 3 mesi dopo il primo incontro, Roberto mi sembra piùgrintoso. Resta sempre molto affabile, ma mostra meno difficoltà a esprimere la sua rabbia, a celare i suoi sentimenti raccontandosi in modo meno baldanzoso e restando spesso a lungo in silenzio: Ho deciso che non ho nessuna intenzione di fare l’intervento. Sono finalmente riuscito a parlare con un chirurgo un po’ più serio che mi ha fatto notare che ci sono persone più giovani di me a cui un intervento del genere può garantire qualche anno in più di buona qualità di vita e che sarebbe discutibile fare un intervento del genere su una persona con una tubercolosi ossea e nel mio stato. In pratica non sanno se ce la faccio o forse questo è quello che IO ho voluto capire… Ma nel caso mio non è solo il cuore che ormai non ce la fa più … sta andando tutto a marcire… e quindi non è questione di un intervento. QUINDI HO DECISO: preferisco tenermi la mia vita così come posso fino alla fine. E lo dico davvero convinto.

 

Domando se può aiutarmi a capire meglio la sua reticenza a continuare con il rimedio dopo averne constatato l’efficacia. Roberto sembra molto in difficoltà a rispondermi: Mi ha messo un po’ in crisi la sua terapia perché mi sono passati i dolori di schiena. Insisto: Innanzitutto non ne avevo parlato apposta… non volevo sembrare così malato. Poi ho pensato che anche quello che mi sta dando Lei sia qualcosa di palliativo e io non voglio palliare e allungare artificialmente la mia vita... vorrei solo viverla meglio.

 

Chiedo chiarimenti: È che ormai penso di essere stufo, ma ho ancora qualche problema da superare e forse è per questo che sono qui a chiederLe aiuto … non mi aspetto di vivere l’obiettivo della sua cura… Cerco di spiegare meglio a Roberto che penso che l’effetto di una terapia omeopatica non sia farmacologico, piuttosto uno stimolo al suo intero sistema nel trovare un migliore adattamento possibile al suo stato.

 

Gli domando che ne pensa della possibilità che sia lui a reagire sotto la spinta di un rimedio, invece di una antalgia indotta da un farmaco: Se fosse l’obiettivo del mio corpo? Del mio cervello… della mia anima? Che ne so? Il nostro incontro mi ha un po’ destabilizzato… anzi un bel po’ … Forse è come il discorso di correre ancorin bicicletta … io vorrei CORRERE fino all’ultimo giorno e ho avuto l’impressioneche Lei … o CHI PER LEI … vuole farmi PASSEGGIARE fino all’ultimo giorno … Ho capito che sarei voluto morire da LEONE dopo una vita da PECORA … Poi ho pensato che non c’è proprio niente di male nel morire come una pecora o come quello che è … Alla fine di fronte a Dio siamo tutti nella stessa posizione in quel momento … E io davvero sento di avere fatto una bella vita … LO SENTO ADESSO!

 

Mi sento persino più presente con la mia mente! Anche questo mi ha fatto pensare… ero quasi felice di avere cominciato a ritirarmi anche con i pensieri ed è stato come se queste Sue gocce mi avessero dato una forma di risveglio interiore… Non soltanto nella mia anima ma anche nel mio fisico… o forse i miei dolori erano più della mia anima che del mio fisico… ma allora come mai mi dicono che un osso corroso dalla TBC mi DEVE fare male e io non sento tanto dolore come prima? … Voglio dire che non sento nemmeno più quella confusione di mattina e pomeriggio e mi sento … è difficile da spiegare … come se fossi più COLLOCATO DENTRO AL TEMPO … prima pensavo che il mio tempo interno e quello di fuori fossero due cose distinte … guardavo come correva l’orologio quando ero in ritardo e guidavo incazzato, oppure come mi sentivo annoiato guardandolo in altri momenti quando non avevo nulla da fare… Non so come dire … ma questo mi piaceva… sentivo il cuore battere indipendente dal quello di … non so cosa … Dio mio che casino che sto facendo … ma forse Lei mi prende per matto… ma sono molto serio… mi capisce? Voglio dire che il tempo adesso è una cosa fluente…

 

Detto questo Roberto si blocca, commosso: Se mi è concesso essere poetico vorrei dire come una specie di invito a ballare un requiem con sorella morte! Mi sento così … ma sono stato così tutta la vita … non sono mai stato capace di rifiutare un invito a un ballo… come non sono mai stato capace di dire di no ad una brutta ragazza…

 

Chiedo chiarimenti: Pensavo come mi sarei sentito IO se una mi avesse rifiutato… e poi in fondo è bello fare l’amore con tutte … ognuna ha le sue caratteristiche … e spesso quelle brutte sono più focose di quelle femmineda-cartolina … Sa … ci penso spesso quando vedo quelle modelle o quelle attrici con quei fisici incredibili … penso a come possa essere, alla fine fare l’amore con loro. Credo che siano tutte anorgasmiche e preoccupate di come-le-tocchi-qui o le tocchi là che le spettini o le lasci qualche segno … o le fai un seno di silicone … o che ti accorgi delle cicatrici del chirurgo estetico … mi sembrerebbe di … Le ho detto che mi piace meditare sotto gli alberi? Ecco mi sentirei come se dovessi meditare vicino a una pianta spinosa… non le sento femmine accoglienti. Quelle brutta hanno una storia … una storia vera …

 

Roberto si commuove ancora e mi fa segno di avermi detto abbastanza. Dopo una lunga pausa lo invito a continuare domandando come vanno gli altri dolori di cui mi aveva parlato: Ha ragione Lei … cerchiamo di essere più concreti … ma guardi che è Lei che mi porta fuori strada …I dolori al petto li ho sentiti di meno, ma penso che sia ovvio perché mi venivano come conseguenza del mal di schiena ultimamente … quel dolore non l’ho più avuto e quindi… forse nemmeno il petto… Solo ogni tanto, ma come Le dicevo, mi muovo più lento e mi sento bene lo stesso… quindi …

 

Domando se ricorda qualcuno degli ultimi sogni. Roberto si illumina: Sto facendo tanti sogni in questo periodo e ho l’impressione che anche in questo caso ci sia il Suo zampino… Si ricorda quello che Le raccontai la volta scorsa? Bene è sempre qualcosa su cui sono in movimento, ma questa volta le vele non sono su un camion ma su una barca… e poi non è un veliero ma una barchetta… come quella da pescatore. Piccola con una vela rattoppata, ma che funziona bene… Ho sognato proprio di un pescatore che mi ricordava il libro di Hemingway: il vecchio e il mare … E lui era orgoglioso perché gli altri pescatori cambiavano la vela della loro barca ma lui preferiva rattoppare la sua. E non era solo una questione di orgoglio, ma un fatto di anima. Quella vela aveva una sua ragione di essere con i legni vecchi di tutta la barca … e poi una barca vissuta e rattoppata è più sicura di una nuova.


Da quella nuova non sai mai cosa aspettarti… l’ho imparato in anni che ho fatto il camionista …Quando hai un paio di scarpe usate puoi camminare chilometri, quelle nuove possono farti male e le barche nuove non ti hanno ancora svelato i loro punti deboli. Tutte le barche hanno dei punti deboli… Quella vela rattoppata era forte e antica e sarebbe morta insieme al resto della barca… insieme a lui e insieme al suo merlin… La cosa importante era che lui era riuscito a pescarlo un pesce del genere …non a portarlo a casa. Apparentemente restava povero ma aveva vissuto una grande esperienza… Non ho proprio idea di cosa possa significare … non me lo chieda …

 

Consiglio a Roberto di continuare con il rimedio.

 

Nel corso dei mesi successivi la lesione ossea si stabilizza, ma Roberto deve continuare ad assumere regolarmente più volte al giorno il rimedio per non accusare dolori al rachide. Come in altri casi cerco di ridurre le assunzioni del rimedio al minimo indispensabile; inoltre provo a verificare l’efficacia del rimedio consigliando di alternare il verum con qualcosa di altro a base di solo Saccharum lactis ponderale. Appena Roberto diluisce nel tempo le assunzioni del rimedio i dolori ricompaiono, quindi passiamo progressivamente dalla 1 fino alla 9 LM, con circa 8-10 assunzioni giornaliere al bisogno, salendo di potenza quando la quella utilizzata non sembra fare più effetto. La performance del muscolo cardiaco e la saturazione di Ossigeno si riducono progressivamente, lentamente e costantemente. Roberto, parimenti, riduce al minimo le sue attività e passa le giornate leggendo, navigando in Internet e passeggiando nei pressi della sua casa in collina.

 

Ci rivediamo su sua richiesta a distanza di altri 8 mesi. In realtà è stata mia nipote a spingermi a tornare qui per verificare l’andamento della terapia… è lei quella che mi segue e che mi aiuta … e mi ha quasi obbligato a venire qui di nuovo. Io non ne sentivo tanto l’esigenza… ma non vorrei essere frainteso. Mi fa davvero piacere rivederLa, ma non avevo voglia di ritornare giù in pianura e poi sono ormai più di 6 mesi che ho tagliato con tutto e con tutti. Lo so e lo sento che mi sto spegnendo… e ho dovuto ridurre i miei scambi con il mondo al minimo. E non è solo un discorso di misurare le mie scarsissime energie… è che qualsiasi cosa mi richiami il mondo mi sembra un peso… qualcosa da evitare. Ho smesso di usare persino il computer dopo che ero così orgoglioso di avere imparato ad usarlo alla mia età…

 

Non ho BISOGNO per niente di contatti con l’esterno … mi distraggono e mi fanno soffrire… sono burbero persino con mia nipote che è la persona più affettuosa del mondo … mi sta seguendo come non ha fatto con suo padre… e mi dedica delle amorevolissime attenzioni e … Soprattutto ha capito che non voglio attaccarmi a lei. E mi rispetta.

 

Gli chiedo se vuole dirmi qualcosa su come sta vivendo il suo spegnersi: Mi sto spegnendo poco alla volta… e senza soffrire … e questo mi fa stare bene… mi fa solo un po’ incazzare che DEVO prendere le Sue goccine per non sentire male. Vorrei potere fare senza, ma per una questione di principio e sono SICURO che ci riuscirò … Sono sicuro … non so quando e forse il giorno che ci riuscirò sarà l’ultimo ma … vedremo.

 

Domando come mai fosse così difficile lasciare la sua tana e scendere in pianura: Mia nipote mi ha spedito qui e io volevo venire a salutarLa… a ringraziarLa perché Lei ha fatto tanto per me e io vorrei fare qualcosa per Lei. Non c’è niente davvero che posso dare e non credo che sia nemmeno giusto dare qualcosa in cambio … la mia non è una proposta di baratto e nemmeno di pagamento ma… davvero un ringraziamento sincero. So che VOI medici siete contenti se i risultati delle VOSTRE cure ci sono. Allora Le chiedo una cosa … come io ho rinunciato a farmi operare e ne sono FELICE … Lei pensa di potere rinunciare all’idea che io sia felice solo se prendo le Sue gocce? Se smetto lo considera un … tradimento?

 

Chiedo chiarimenti: Le chiedo questo perché non vorrei essere frainteso … non vorrei che mia nipote domani Le dicesse che avevo deciso di smettere e non si sa perché. Non c’è niente di incapacità a riconoscere e nemmeno…Forse c’è un po’ di orgoglio … ma ormai me ne voglio andare …

 

Gli domando se vuole dirmi qualcosa su quello che sente: Me ne accorgo perché preferisco spendere il mio tempo dormendo e sperando di sognare … e ci riesco spesso. Faccio un sacco di sogni pieno di acque di tutti i tipi… gli ultimi veramente sono un pochino più prosaici e sogno spesso di urinare… Ma in fondo è acqua pure quella lì… è che non mi funziona più la pompa per innaffiare e le piante del mio giardino hanno sete e c’è un sole cocente… Nel sogno io posso bere … come un animale… e posso pisciare … ma non è abbastanza: non perché non sia una buona urina ma perché non è abbastanza. Devo vedere se riesco ad accontentarmi di innaffiare un po’ di meno … ma forse è tutta la vita che ci provo …

 

Dopo qualche settimana Roberto decide di interrompere la terapia. A distanza di qualche giorno muore serenamente, a detta della nipote. La donna mi racconterà di averlo trovato la mattina in stato stuporoso nel suo letto, dopo un frugale pasto. Dopo avere somministrato qualche goccia del rimedio Roberto ha chiuso gli occhi ed esalato l’ultimo respiro.



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